di Agostino Giovagnoli
Avvenire, 8 gennaio 2026
La consultazione rappresenterà l’ennesimo capitolo dello scontro trentennale tra politica e magistratura? Evitarlo non è facile, ma nemmeno impossibile: c’è un equilibrio da preservare. Il prossimo referendum sulla giustizia sarà l’ennesimo capitolo dello scontro trentennale tra politica e magistratura? Non è facile evitarlo, ma neanche impossibile: basterà concentrarsi sul quesito che troveremo sulla scheda. Non ci verrà chiesto infatti se metterci dalla parte dei politici o da quella dei giudici, ma di scegliere se cambiare (Sì) o conservare (No) l’equilibrio che i costituenti raggiunsero dopo un lungo dibattito e tenendo conto di esigenze molto diverse: assicurare l’indipendenza della magistratura ed evitare - contemporaneamente - che si trasformasse in un corpo chiuso, autoreferenziale, insensibile alla sovranità popolare.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 8 gennaio 2026
L’ex ministro della Giustizia nel Governo Prodi: “Le correnti? Certo non le smonti con un sorteggio”. Clemente Mastella, ma veramente lei è contro la riforma Nordio sulla separazione delle carriere? Proprio lei che si dimise da Guardasigilli e fece cadere il governo Prodi, dopo l’arresto di sua moglie, gridando alla persecuzione giudiziaria? “E non era un atteggiamento persecutorio? I pm se la presero prima con lei, poi con me, accusandomi di tutto per quasi 100 anni di galera, poi con i miei figli”.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 8 gennaio 2026
Avvocato penalista di lungo corso, cassazionista, presidente della Camera penale di Salerno, premiato come avvocato dell’anno anche a New York, Michele Sarno è tra gli esponenti più attivi dei comitati per il Sì al referendum sulla giustizia.
palermotoday.it, 8 gennaio 2026
“La legge è entrata in vigore dopo la condanna”. L’uomo, difeso dall’avvocato Raimondo Cammalleri, nel 2012 ha espiato completamente la pena inflitta per associazione mafiosa. Il legale: “Non si può privare un cittadino dei mezzi minimi di sussistenza dopo che ha pagato il suo debito con la giustizia”. Lo Stato non può togliere i mezzi di sussistenza a chi ha già scontato il proprio debito con la giustizia utilizzando leggi entrate in vigore anni dopo la condanna. Lo ha stabilito con chiarezza il giudice del lavoro del Tribunale, Dante Martino, accogliendo il ricorso di un cittadino palermitano a cui l’Inps aveva negato l’assegno sociale.
di Anna Moretti*
meltingpot.org, 8 gennaio 2026
Corte d’Appello di Milano, decreto del 20 novembre 2025. La Corte d’Appello di Milano non convalida il trattenimento nel CPR di via Corelli di un cittadino egiziano ex MSNA, messo in strada al compimento dei 18 anni senza alcun tipo di informativa sul rinnovo del permesso di soggiorno. Il Giudice di Pace di Milano aveva convalidato il provvedimento del Questore di Lecco e il ragazzo, redigendo il foglio notizie presso la Questura di Milano, ha avanzato domanda di asilo dichiarando di essere venuto in Italia per cercare lavoro e per avere una vita più dignitosa e di non potere tornare nel proprio paese di origine rischiando di andare in carcere per via dei debiti contratti dal padre. Nel provvedimento il Giudice richiama i principi giurisprudenziali in tema di trattenimento dello straniero della Corte di Cassazione, la sentenza della Corte Cost. 95/2025 e la normativa europea, decidendo poi di non convalidare in mancanza di un esame nel provvedimento di trattenimento sulla posizione individuale del cittadino straniero, una congrua motivazione sulla necessità del trattenimento e per la mancata valutazione sulla possibilità di applicare le misure alternative al trattenimento.
di Pietro Alessio Palumbo
Il Sole 24 Ore, 8 gennaio 2026
Il semplice conflitto di interessi, pur grave e sintomatico di una gestione opaca della funzione, non è di per sé sufficiente a dimostrare la “vendita” dell’attività pubblica. La Corte di cassazione - con la sentenza n. 40720/2025 - ha chiarito che, anche in presenza di rapporti professionali tra un soggetto investito di funzioni pubbliche e operatori privati interessati all’esito di procedimenti amministrativi, la configurabilità della corruzione richiede la prova effettiva di un accordo illecito di scambio.
Gratuito patrocinio, non è inammissibile la richiesta se manca indicazione dei redditi dei familiari
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 gennaio 2026
La legge richiede l’autocertificazione del reddito complessivo dell’intero nucleo familiare e non l’indicazione separata per ogni singolo componente. Non è inammissibile la richiesta di patrocinio gratuito per la mancata indicazione dei singoli redditi dei componenti il nucleo familiare dell’istante. In quanto l’istanza deve indicare - tramite autocertificazione - il reddito complessivo dell’intero nucleo familiare. E l’ordinanza di rigetto dell’opposizione contro il diniego di ammissione per la mancata indicazione del reddito dei figli non può essere emessa de plano per il dato mancante, ma va adotta in contraddittorio tra le parti con fissazione dell’udienza camerale. Inoltre, in fase di opposizione è sufficiente la nomina del difensore senza che sia necessario il rilascio di procura speciale. Questi i principi ribaditi dalla Corte di cassazione penale con la sentenza n. 322/2026 in ambito di procedimento per ottenere il gratuito patrocinio nel processo penale.
Il Cittadino, 8 gennaio 2026
Si è tolto la vita nel carcere di Cremona Franco Pettineo, 52 anni, detenuto in attesa di giudizio per l’omicidio della compagna Sabrina Baldini Paleni, 56 anni, uccisa il 13 marzo dello scorso anno nella loro abitazione di Lambrinia di Chignolo Po. La tragica scoperta è stata fatta dal personale del carcere nel giorno dell’Epifania, anche se le cause della morte non sono ancora ben chiare. La prossima settimana l’uomo sarebbe dovuto comparire nuovamente davanti alla Corte d’assise di Pavia per il processo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 gennaio 2026
Il giorno dell’Epifania, mentre fuori le città si svuotano dei festeggiamenti e le famiglie si preparano a riporre gli addobbi, dentro le mura del carcere di Secondigliano il tempo sembra essersi fermato in una dimensione diversa. Nel reparto di articolazione psichiatrica, l’odore di polvere e disinfettante si mescola per un attimo a quello di un pranzo di festa, un rito che tenta di riportare un briciolo di umanità laddove la sofferenza è la regola. Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale, ha varcato quella soglia non per una visita di cortesia, ma per testimoniare una tragedia che si consuma nel silenzio.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 gennaio 2026
Il racconto di agenti e operatori del carcere fiorentino: “Riscaldamenti rotti e infiltrazioni d’acqua”. Due gradi a Sollicciano. Mentre fuori la temperatura scende sotto zero, dentro le mura del carcere fiorentino non va molto meglio. Il riscaldamento - non sempre funzionante - e l’umidità estrema dovuta alle infiltrazioni, spingono le temperature nelle sezioni detentive ai limiti del sopportabile. Alcuni agenti penitenziari, dopo aver passato una durissima notte tra martedì e mercoledì, hanno esplicitamente raccontato: “Dentro alcune aree del carcere le temperature sono freddissime, nell’ultima notte si è arrivati addirittura a due gradi, o comunque poco sopra lo zero, la percezione è questa”.
- Oristano. Situazione esplosiva nel carcere: i detenuti protestano per il sovraffollamento
- Taranto. Suicidi in carcere. “In Comune nomini il Garante dei detenuti”
- Monza. Detenuto denunciò pestaggio, chiesta la condanna per gli agenti
- Rovigo. Carcere minorile, inaugurazione con polemiche: “Sarà una polveriera”
- Novara. Laurea in carcere al “41 bis”: detenuto dottore in economia











