di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 agosto 2023
Almeno 45 suicidi in meno di 8 mesi. Azzurra era tornata in carcere per scontare la vecchia pena, interrompendo bruscamente il suo percorso di ripresa. Togliersi la vita in carcere non è un “mistero insondabile” come dice il ministro.
di Riccardo De Vito
Il Manifesto, 15 agosto 2023
Un carcere con una media di un funzionario giuridico-pedagogico ogni 71 detenuti, con picchi di un educatore ogni 379 non può conoscere le persone, prenderle in carico con efficacia.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 15 agosto 2023
Come il Nobel di Borges, o di Philip Roth, o, meglio, di Jocelyn Bell o di Rosalind Franklin, gente che poté fregiarsi del Nobel mancato. Sarebbe bello che venisse spiegato il perché.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 15 agosto 2023
Dopo gli ultimi casi di suicidio, il ministro insiste con la ricerca di nuove celle. Prima aveva negato la proroga delle semi libertà. È con un videomessaggio inviato a tutte le carceri italiane che il ministro della giustizia Carlo Nordio ha deciso di celebrare il ferragosto. Qualche minuto per fare il punto della situazione, ribadire la linea e cercare di aggiustare (in parte) il tiro uscito storto sabato scorso, quando la sua visita alle Vallette - teatro di due suicidi tra i detenuti in nemmeno 24 ore - si è risolta in un mezzo disastro, tra i fischi dei carcerati ad accoglierlo e una serie di dichiarazioni che hanno scandalizzato l’opinione pubblica e chi abitualmente si occupa della vita dietro le sbarre. L’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera, in effetti, non bastava, soprattutto perché, tra tanti buoni propositi, il ministro ha insistito con il suo paragone tra i suicidi di Torino e quelli dei gerarchi nazisti a Norimberga: far passare i casi di Azzurra Campari e Susan John più o meno come quelli di Herman Goering e Robert Ley nel nome delle difficoltà della sorveglianza dei reclusi non è di certo la migliore metafora possibile, ma tant’è.
Di carcere si muore, la civiltà in Italia ha le ossa rotte: Susan, Azzurra e il sistema da ripensare
di Benedetta Frucci
Il Riformista, 15 agosto 2023
Di carcere, in Italia, si muore. Si muore a 28 anni, togliendosi la vita, come è successo ad Azzurra. Si muore perché si sceglie di smettere di nutrirsi, come è successo a Susan, madre di 43 anni. Azzurra aveva detto alla sua mamma, una settimana prima del suicidio, che non ce la faceva più. Immaginate il dolore di quel genitore, l’impotenza. Vi chiederete quali crimini avesse commesso Azzurra per stare lì: era una ladra di biciclette, tanti piccoli reati l’avevano portata a Le Vallette.
di Liana Milella
La Repubblica, 15 agosto 2023
Lo ha detto durante la visita nel carcere di Torino. E lo ripete. Come se davvero i suicidi in cella fossero inevitabili. Questa è “Toghe”, la newsletter sui temi della giustizia di Liana Milella.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 agosto 2023
Parla Giovanni Fiandaca: “Il carcere in molti casi è veleno piuttosto che medicina, il vero rimedio consiste nel ridurne drasticamente l’impiego”. Con il professor Giovanni Fiandaca, emerito di diritto penale all’Università di Palermo e già Garante dei diritti dei detenuti siciliani, affrontiamo il dramma dei suicidi in carcere e il tema delle possibili soluzioni per migliorare l’esecuzione penale.
di Mario Giro*
Il Domani, 15 agosto 2023
Susan si è lasciata morire in prigione, nel disinteresse di tutti (anche perché era nera e nigeriana). Ora facciamo appello alla senatrice Ilaria Cucchi perché qualcuno paghi per quanto è avvenuto: nelle nostre prigioni si muore troppo, troppi sono i suicidi nell’abbandono più totale.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 15 agosto 2023
Il magistrato della Sorveglianza di Verona, Vincenzo Semeraro, interviene in un’intervista all’AGI sulla vicenda della detenuta che si è lasciata morire di fame e di sete nel carcere di Torino. Lui stesso un anno fa chiese scusa “per aver fallito” quando si suicidò una giovane reclusa.
di Antonella La Morgia*
vocididentrojournal.blogspot.com, 15 agosto 2023
Puoi essere preso a calci e botte. Avere lesioni e traumi che ti portano alla morte, mentre dovresti essere assistito e curato proprio in quanto è lo Stato a prenderti in carico, anche quando tutto questo avviene perché sei in carcere. Eppure diranno, come hanno detto di Stefano Cucchi, che sei morto per arresto cardiaco. E ci vogliono una sorella coraggiosa e anni di processi per stabilire che la tua morte è stata conseguenza di quelle botte.
- Carceri e caserme: Nordio bocciato dal suo ministero
- Suicidi in carcere. Don Grimaldi: “Avere maggiore attenzione verso le situazioni di fragilità”
- Allarme carceri, il sottosegretario Delmastro: “Più soldi e più agenti”
- Nordio studia di riaprire i piccoli tribunali
- Parla Carbone: “Riformiamo insieme la giustizia”











