di Vincenzo Bisbiglia
Il Fatto Quotidiano, 15 agosto 2023
Trasformare le ex caserme in carceri? Un refrain annoso. Lo stesso ripetuto ancora ieri al Corriere della Sera dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il bilancio di questa “intuizione”, perseguita da quasi un quarto di secolo, parla chiaro: decine di dichiarazioni, altrettante riunioni effettuate ma nessun risultato tangibile ottenuto. Il motivo è che è tutto molto difficile, quasi impossibile. E gli ostacoli sono di varia natura: logistici, economici, urbanistici.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 15 agosto 2023
L’estate è un periodo particolarmente difficile che chi si trova a vivere “dentro”: caldo, sovraffollamento, solitudine. Solo negli ultimi giorni si contano tre gesti estremi. Ne parliamo con l’ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane.
di Giuseppe China
Il Tempo, 15 agosto 2023
Dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane si sono suicidate 47 persone. Gli ultimi tre casi in ordine cronologico - due donne nella sezione femminile della casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino e un uomo a Rossano (Cosenza) sono alla base dell’acceso dibattito politico e non solo.
di Massimo Carugno*
Il Riformista, 15 agosto 2023
È notizia di questi giorni che dalle parti di Via Arenula sarebbe allo studio un concreto provvedimento per rivedere il già tristemente noto decreto Severino che, sotto il governo Monti, revisionò la geografia giudiziaria sopprimendo, con quella che l’allora Ministro Paola Severino e il Presidente del Consiglio Mario Monti definirono una svolta epocale, 37 tribunali e 220 sezioni distaccate, uffici giudiziari impropriamente definiti minori.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 15 agosto 2023
Ernesto Carbone, laico del Csm: “La separazione delle carriere fra pm e giudici è un finto problema. La separazione ci deve essere fra magistrati bravi e magistrati meno bravi”, afferma l’avvocato Ernesto Carbone, dallo scorso febbraio componente laico del Consiglio superiore della magistratura.
di Roberta Polese
Corriere del Veneto, 15 agosto 2023
“L’unica strada è il riadattamento delle caserme”. Le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio pronunciate nelle carceri di Torino dove due detenute si sono tolte la vita, potrebbero trovare un seguito già nei prossimi giorni. La prossima settimana inizieranno i sopralluoghi nelle caserme dismesse per individuare quelle più adatte ad ospitare detenuti a fine pena. L’obiettivo è infatti decongestionare le carceri sovraffollate e spostare nel patrimonio demaniale della Difesa chi sta arrivando a fine pena.
di Rosario Di Raimondo e Massimo Pisa
La Repubblica, 15 agosto 2023
A scriverlo in una circolare è il provveditore alle carceri lombarde. Le manette sarebbero state usate in diverse situazioni. L’oggetto della circolare firmata da Maria Milano, provveditore regionale alle carceri, non lascia spazio a interpretazioni: “Impiego della forza fisica e uso dei mezzi di coercizione”. Il testo è una bacchettata “ai Signori Direttori degli Ii.Pp.”, diciotto in totale: “Dalla lettura di eventi critici recentemente occorsi e descritti nell’apposito applicativo - si legge - è emerso, in talune circostanze, un utilizzo improprio dei mezzi di coercizione fisica. In particolare, è stato rilevato l’uso delle manette all’interno delle sezioni detentive per contenere gli agiti auto ed etero aggressivi posti in essere dai detenuti”.
di Marina Iadanza*
Il Dubbio, 15 agosto 2023
Un anno fa, dopo il record di suicidi in carcere, ci stavamo organizzando per lo sciopero della fame a staffetta con Rita Bernardini. Oggi è peggiorato tutto e quell’appello è caduto nel vuoto.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 15 agosto 2023
Il Garante nazionale dei detenuti valuta di costituirsi parte civile. Non c’è nessun segno evidente di disidratazione sul corpo di Susan, la 42enne nigeriana morta venerdì notte nella sua cella del carcere Lorusso e Cutugno. Eppure, l’arresto cardiaco sarebbe da addebitare a uno squilibrio elettrolitico: cioè, una carenza di liquidi.
di Luca Monaco
La Repubblica, 15 agosto 2023
“Dispiace che la gente veda solo l’evento finale, non il lavoro che c’è dietro: facciamo di tutto per risolvere i problemi delle detenute. Siamo esseri umani e queste vite pesano anche sulle nostre vite”. Marta (nome di fantasia) ha 35 anni, da un decennio presta servizio come operatrice della polizia penitenziaria nella sezione femminile del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. L’agente è ancora sconvolta per le due morti che si sono consumate quattro giorni fa nella II sezione. Marta conosceva bene sia Azzurra Campari, la 28enne di Riva Ligure trovata impiccata in cella venerdì scorso verso le 19, che Susan John, la 42enne nigeriana morta poche ore prima, dopo 20 giorni di sciopero della fame e della sete.
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