di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 14 agosto 2023
I racconti delle detenute del carcere romano di Rebibbia in un libro denuncia sul sistema carcerario italiano: “È un ambiente pensato per i maschi”. “Noi stavamo in quattro - racconta la giovane donna appena uscita dalla cella numero 8 di Rebibbia - ci muovevamo fra due letti a castello di colore celeste sbiadito, un tavolo, gli sgabelli, i pensili, un water e un lavandino che utilizzavamo sia per lavare i piatti che il viso”. Una sua amica, che di celle ne ha vissute tante durante la detenzione, si è sempre battuta per avere il bidet: “Il 60 per cento delle detenute italiane non lo ha, nonostante sia previsto dalla legge”, spiega. “E non è certo un lusso, vorrei ricordare, le donne sono più a rischio degli uomini di sviluppare un’infezione urinaria, soprattutto nel periodo delle mestruazioni hanno una maggiore necessità di igiene intima”. Ma nelle quattro carceri italiane che ospitano esclusivamente donne (599) il bidet continua ad essere un lusso. Così come nelle 44 sezioni femminili dei penitenziari dove si trovano le altre 1779. “Il carcere ha una struttura maschiocentrica, è questo il vero problema - dice un’altra detenuta che ha appena finito di scontare la sua pena - e le donne devono adattarsi”.
di Luca Sablone
Il Giornale, 14 agosto 2023
Nessun passo indietro sulla riforma della giustizia, un atto ritenuto necessario per apportare una rivoluzione in senso liberale e garantista seguendo la scia del mandato popolare ricevuto dalla gran parte degli italiani il 25 settembre 2022. Carlo Nordio tira dritto per la propria strada, conferma le intenzioni del governo e smentisce in maniera netta ogni voce di spaccature interne o addirittura di presunte dimissioni. E sullo sfondo continua a essere presente un sospetto ben preciso.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 14 agosto 2023
Il ministro della Giustizia: “Chi spera che io mi dimetta non si illuda”. Carlo Nordio, ministro della Giustizia: le sue numerose ispezioni fanno sperare settori interni ed esterni alla maggioranza che lei si stia trasformando nel “castigamatti” dei pm. Sbagliano?
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 14 agosto 2023
Le autopsie sui corpi di Susan e Azzurra, le due detenute morte venerdì nel carcere di Torino, di certo non serviranno a fare luce sui loro drammi interiori. Potrebbero però fornire preziosi elementi per capire che cosa è successo in quelle 14 ore che hanno scosso dal profondo la casa circondariale Lo Russo e Cutugno.
di Lorenzo Gottardo
rainews.it, 14 agosto 2023
A trovare il corpo, il suo compagno di cella dopo l’ora d’aria. Inutili i soccorsi. L’uomo, Andrea Muraca, era in carcere per reati di droga, arrestato nel corso dell’operazione “Svevia” della Guardia di Finanza. Un altro morto nelle carceri calabresi. Un altro detenuto che si toglie la vita dietro le sbarre. La tragedia a Rossano, dove un uomo di 44 anni, Andrea Muraca, originario di Lamezia Terme, è stato trovato senza vita nella sua cella.
genova24.it, 14 agosto 2023
Uno di loro avrebbe finito di scontare la sua pena il 14 agosto. Pagani (Uilpa): “Il ministro Nordio eviti passerelle e risolva i problemi”. Due detenuti del carcere di Marassi, malati terminali, sono morti negli scorsi giorni poco prima di uscire dal carcere. Il primo dei due, deceduto la settimana scorsa al centro clinico, avrebbe finito di scontare la propria pena proprio domani, 14 agosto 2023. L’altro ha cessato di vivere ieri pomeriggio all’età di 66 anni all’ospedale San Martino di Genova, tre mesi prima di tornare in libertà.
di Andrea Aversa
L’Unità, 14 agosto 2023
Abbiamo chiesto informazioni sia al Garante per i diritti dei detenuti della città di Sassari che della Regione Sardegna: non sono a conoscenza dei fatti. Abbiamo cercato invano di parlare al telefono con il Direttore del carcere. Abbiamo inviato una mail e due Pec all’istituto penitenziario. Il risultato? Nessuna risposta.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 14 agosto 2023
La povertà nonostante il lavoro è un fenomeno drammatico e dalle molte cause. Lo ha ben documentato la relazione del Gruppo di lavoro sulle misure di contrasto alla povertà lavorativa, resa nota nella primavera del 2021, che parla di una “catena” di meccanismi e processi che portano, appunto, alla povertà lavorativa. Ne fanno parte salari insufficienti, ma anche tempi di lavoro ridotti, la composizione della famiglia, in particolare il rapporto tra numero dei componenti e numero dei percettori di reddito, l’azione redistributiva dello Stato (assegni per i figli, detrazioni e deduzioni fiscali, disponibilità di congedi genitoriali e livello della loro remunerazione), la disponibilità di servizi che consentano la conciliazione tra responsabilità familiari e occupazione e l’azione redistributiva dello Stato. A livello individuale, quindi, vi è certo un problema di troppo bassi salari orari, che non consentono di arrivare a guadagnare un reddito decente neppure lavorando a tempo pieno.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 14 agosto 2023
Mai come ora davanti alle tragedie dei migranti in mare e al caos del Sahel gli accordi per fermare i flussi stretti da Roma e Bruxelles da anni con Tripoli e da nemmeno un mese con Tunisi sembrano fallimentari. Lo provano i dati degli arrivi sulle coste italiane da Libia e Tunisia soprattutto. Siamo a un soffio da quota 100 mila e se le previsioni sono esatte, questo sarà un anno nero di esodi dolorosi e infiniti. Purtroppo, secondo l’Oim fino a luglio più di 2.060 persone sono scomparse nel Mediterraneo.
di Cesare Zapperi
Corriere della Sera, 14 agosto 2023
In Veneto il governatore Zaia evoca il pericolo “tendopoli”. Ma la sua proposta di coinvolgere le realtà locali è stata accolta solo da 19 comuni su oltre 500. Gli sbarchi di migranti sembrano inarrestabili. Solo negli ultimissimi giorni sulle coste italiane sono arrivate, con i più svariati mezzi, oltre duemila persone (15 salvataggi in 48 ore). L’ultimo bilancio degli arrivi a partire dall’1 gennaio 2023 indica una cifra record: quasi 95 i migranti sbarcati (erano 45 mila un anno). Cifra imponente che rende ancora più complicato il problema di trovare una sistemazione a tutti i migranti in attesa che venga chiarito il loro status. Il ministero dell’Interno ha predisposto un piano di riparto che prevede di ricollocare sul territorio italiano 50 mila persone dall’1 luglio al 15 settembre. Ma la difficoltà di trovare strutture capienti e adeguati è enorme. È anche un tema che spacca la politica, con divisioni dentro gli stessi partiti.











