di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 14 agosto 2023
John Bel Edwards, governatore dello stato della Louisiana, da tempo ha maturato un’opinione critica nei confronti della pena di morte. Ecco un paio di dichiarazioni: “Dobbiamo renderci conto della natura imperfetta del nostro sistema penale. Troppo spesso, dopo una sentenza capitale, è emerso che la persona condannata era innocente”. “Quando c’è la pena di morte, se fai un errore non puoi tornare indietro. E sappiamo che di errori ne sono stati fatti”.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 13 agosto 2023
Difficile trovare un luogo del mondo più isolato e desolato di una cella di un carcere di mezza estate. Più isolato dal punto di vista simbolico, dal momento che gli altri, coloro che non sono privati della libertà, cercano un altrove dove ricavare, bene o male, un qualche respiro e un qualche conforto per le pene del corpo e dell’anima. E più isolato concretamente, perché, in quel tempo sospeso che è la settimana di Ferragosto, le attività e le presenze rallentano e si diradano, si fanno fatalmente più distratte e indifferenti.
di Marco Rutolo
La Stampa, 13 agosto 2023
Due detenute si sono tolte la vita nel carcere delle Vallette a Torino. Una di loro si è lasciata morire rifiutando cibo, acqua e cure, per la disperazione di non poter vedere il figlio di quattro anni. Sono ormai storie ordinarie di vita penitenziaria, di un luogo ove la percentuale di suicidi è in costante crescita, specie nel periodo estivo. Le carceri sono affollate, ma le persone che le abitano si sentono sempre più sole, emarginate, dimenticate. Il sovraffollamento provoca anche questo, perché rende difficile proporre percorsi rieducativi che tengano davvero conto della specificità della singola persona detenuta, facendo svanire l’obiettivo di una vita carceraria impostata in modo da riflettere, nella misura più ampia possibile, le dinamiche della vita libera, come previsto dalle Regole penitenziarie europee.
di Ilaria Cucchi*
La Stampa, 13 agosto 2023
Questa situazione è il fallimento di un Paese che vorrebbe apparire civile. I problemi non si risolvono buttando la gente in una cella angusta, sovraffollata e senza diritti. Sono ancora qui a dover parlare di morte in carcere. Mi sento tanto stanca, ma non posso permettermi di esserlo e, questo, lo so bene. È il mio destino, il ruolo che mi sono imposta per rispetto di mio fratello Stefano e di tutta la mia famiglia. Nel corso di questi primi mesi di mandato sono state numerose le mie ispezioni negli istituti di pena italiani. Sono avvenute quasi tutte a sorpresa e, cioè, senza preavviso. Ho potuto entrare nel vivo di una realtà inimmaginabile e tanto difficile da raccontare ma, questo è sicuro, mi farò carico di divulgarla perché tutti sappiano e nessuno possa voltarsi dall’altra parte senza doversi poi vergognare. Non ci sono buoni così come non ci sono cattivi. C’è solo il fallimento desolante di un Paese che vorrebbe apparire ciò che troppo spesso non riesce ad essere: civile e democratico.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 13 agosto 2023
Susan e le altre. Non è la durata della pena a fare paura, è il vuoto, è l’incertezza del domani, è un carcere che inchioda all’impotenza mentre spreca retorica sul reinserimento. Il carcere delle Vallette, a Torino ha un tragico primato di morte delle donne: nel 1989 nove detenute e due agenti morirono nell’incendio del braccio femminile. Una morte evitabile, causata dall’incuria e dai ritardi nei soccorsi. Oggi, di nuovo, le donne pagano il prezzo di una detenzione che porta alla disperazione e all’impotenza. In quel carcere tre donne sono morte dalla fine di giugno: Graziana e Azzurra si sono suicidate, una sarebbe uscita dopo pochi giorni, l’altra tra meno di un anno. Non è la durata della pena a fare paura, è il vuoto, è l’incertezza del domani, è un carcere che inchioda all’impotenza mentre spreca retorica sul reinserimento.
di Alessio Nisi
vita.it, 13 agosto 2023
Tagli al personale e sovraffollamento hanno reso gli istituti di pena italiani luoghi in cui si può morire nell’indifferenza. Ne abbiamo parlato con Rita Bernardini, ex deputata e presidente di Nessuno Tocchi Caino, da anni impegnata per i diritti dei detenuti e che a Ferragosto visiterà, come da tradizione, un penitenziario: quest’anno quello di Rebibbia a Roma.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 13 agosto 2023
Due detenute morte per propria scelta in poche ore nel carcere delle Vallette a Torino. Due situazioni disperate. Susan John, 43 anni, di origini nigeriane, rinchiusa nella sezione riservata alle recluse con problemi psichiatrici e comportamentali si è lasciata morire di fame e di sete per protesta. Diceva di essere stata condannata ingiustamente (doveva scontare dieci anni, sarebbe uscita nel 2030) e chiedeva di vedere la figlia piccola che dopo il suo arresto ha dovuto lasciare a casa con il marito. La donna rifiutava cibo e acqua dal 22 luglio e l’altra notte ha cessato di vivere. Nel pomeriggio un’altra reclusa, una 28enne italiana, si è tolta la vita impiccandosi in una cella dello stesso carcere. E in mattinata, un detenuto italiano della Casa circondariale di Cuneo ha cercato di uccidersi con un rudimentale cappio al collo ma per fortuna un agente di polizia penitenziaria è riuscito a liberarlo salvandogli la vita “in extremis” e praticandogli un massaggio cardiaco. Ma nelle carceri non cessano neppure le aggressioni: ieri nella Casa di reclusione Valle Armea di Sanremo, in provincia di Imperia, un ristretto nel reparto violenti ha assalito brutalmente con pugni e testate un addetto alla sorveglianza ferendolo in modo grave.
di Alessandro Farruggia
Il Giorno, 13 agosto 2023
Mauro Palma: “I penitenziari ormai sono al collasso, bisogna trovare una soluzione. Sistema detentivo pensato per gli uomini, le donne soffrono: tra loro il tasso di suicidi è doppio”.
di Corrado Zunino
La Repubblica, 13 agosto 2023
Dalla difficoltà a gestire i bambini alla mancanza di psicologi. Chi decide di uccidersi spesso deve scontare pene brevi: ma non ce la fa. La giovane ultrà della Sanremese persa nella droga. La donna nigeriana che voleva vedere il figlio di 4 anni, autistico. Gli ultimi due suicidi, entrambi nel carcere delle Vallette di Torino, illuminano una realtà sconosciuta: le donne in detenzione.
di Riccardo Bruno
Corriere della Sera, 13 agosto 2023
Il ministro Nordio a Torino dopo le due donne morte: “Più pene alternative per i reati minori”. Sabato un altro detenuto si è tolto la vita in Calabria. Il Guardasigilli Carlo Nordio, in visita ieri mattina al carcere di Torino, ci tiene a precisare che “non si tratta di un’ispezione né di un intervento cruento, ma di assoluta vicinanza”. Il ministro ha scelto di recarsi personalmente nel penitenziario il giorno dopo che due donne sono morte, una (Azzurra Campari) perché si è impiccata, l’altra (Susan John) perché si è lasciata morire rifiutando di bere, mangiare e curarsi.
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