di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 12 agosto 2023
L’ex “primula rossa” ha un tumore al quarto stadio e rischia di morire detenuto al 41 bis come il boss arrestato nel 2006 e spirato dieci anni dopo, dopo un lungo periodo in stato vegetativo. Quando si sente dire dal suo legale, l’avvocato Alessandro Cerella, che il detenuto Matteo Messina Denaro non riesce più ad alimentarsi e viene nutrito con un sondino, e che anche mandar giù un sorso d’acqua è per lui grande fatica, il pensiero va lontano, a un altro prigioniero che era stato un altro capo di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 12 agosto 2023
Mille e più sono le criticità che il Governo della Meloni, con il suo ministro Nordio, dovrà affrontare in ambito penitenziario, sapendo però che, a differenza di altri esecutivi che lo hanno preceduto, non godrà di uguali indulgenze e simpatie di cui, soprattutto, i governi di sinistra hanno beneficiato fino a ieri.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 12 agosto 2023
Scuole e corsi sospesi, volontari, personale e familiari in ferie. Le vacanze dei cittadini liberi significano normalmente più solitudine per i detenuti. Per contrastare l’ulteriore isolamento che in estate vivono le persone oltre le sbarre in molti istituti si programmano iniziative nel mese di agosto, alcune delle quali divenute eventi ricorrenti.
di Liana Milella
La Repubblica, 12 agosto 2023
La sfida ai magistrati con la riforma costituzionale su cui fallì Berlusconi. Il decreto sulle intercettazioni varato per ottenere consensi. Il bello, sulla giustizia, deve ancora arrivare. E ha già un nome, la separazione delle carriere. Una slavina che sta per precipitare sulla magistratura. Con un appuntamento già fissato, il 6 settembre nella commissione Affari costituzionali della Camera, dove la maggioranza è pronta a sferrare l’attacco più duro. Una modifica costituzionale paventata da anni, tentata da Berlusconi che ha fallito, promessa adesso come ultimo step delle sue riforme dal Guardasigilli Carlo Nordio. Riforma strategica perché “allarga” la maggioranza ad Azione e Italia viva, uniti o separati che siano, ma decisi a dare al ministro della Giustizia il pieno appoggio a qualsiasi riforma, a patto che faccia innanzitutto questa. Tant’è che un pasdaran della separazione tra giudici e pm come Enrico Costa di Azione twitta l’appuntamento di settembre annunciandolo già come una resa dei conti.
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 agosto 2023
“La separazione delle carriere? A quale scopo? Quello che serve di più è garantire che il grande potere del pm sia usato in maniera imparziale”. A parlare è Angelo Piraino, segretario di Magistratura indipendente, secondo cui il male maggiore non è la “familiarità” tra giudici e pm, ma quella tra magistrati e stampa. E aggiunge: “Il diritto penale non è la soluzione a tutti i mali”.
di Piercamillo Davigo
Il Fatto Quotidiano, 12 agosto 2023
Con il testo unificato di tre disegni di legge (C. 745; C. 893; C. 1036) la Camera dei deputati si accinge a modificare per l’ennesima volta la prescrizione. Essa estingue il reato per il passaggio di un certo tempo dalla sua commissione. Con tale testo si ritorna a far decorrere la prescrizione nel corso del processo (con la riforma Bonafede era stata esclusa tale decorrenza dopo la sentenza di primo grado) e si ripristina una trovata a dir poco stravagante, quella di far decorrere la prescrizione nel reato continuato per ogni singolo reato ricompreso nella continuazione.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 12 agosto 2023
La prescrizione non è un bene, ma una patologia dal processo: all’estero non ci capiscono.
Professor Gian Luigi Gatta, docente di Diritto penale all’Università di Milano, a proposito della prescrizione, in commissione Giustizia della Camera lei ha detto che abolire la legge Bonafede, che blocca la prescrizione in primo grado, sarebbe un “favore per le difese degli imputati, ma per nulla per le vittime e per le parti civili”. In pochi pensano alle vittime. Va controcorrente?
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 12 agosto 2023
Dl giustizia. Stanziati 150 milioni in tre anni per favorire il passaggio dalle 140 strutture attuali in ogni singola procura a quattro, garantendo riservatezza e segreto investigativo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 agosto 2023
Susan John, nigeriana di 42 anni, condannata a 10 anni per tratta di persone, era stata trasferita da Catania alle Vallette di Torino per essere più vicina al marito e ai loro due figli piccoli.
di Massimo Massenzio
Corriere della Sera, 12 agosto 2023
Aveva 43 anni. Da tre settimane rifiutava cibo e acqua. Era monitorata dai medici del carcere, ma avrebbe respinto qualsiasi tipo di terapia. Ilaria Cucchi: “Tragedia che non può essere tollerata in un Paese che si professa civile”. Una detenuta si è lasciata morire, la scorsa notte, nella sezione femminile del carcere di Torino: rifiutava cibo e acqua fin dallo scorso 22 luglio, giorno del suo arrivo in carcere dalla Sicilia, dove era avvenuto il suo processo.
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