di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 agosto 2023
Nel cuore del super carcere sardo di Bancali, risuona una voce di sfida che spezza il silenzio dell’isolamento: quella di Domenico Porcelli, detenuto al 41 bis, che combatte con un’arma estrema, lo sciopero della fame, per far risuonare la sua disperata richiesta di ascolto. Irene Testa, Garante regionale delle persone private della libertà personale della Sardegna e tesoriera nazionale del Partito Radicale, lo ha nuovamente visitato, gettando luce su una situazione che altrimenti rimarrebbe relegata nei sotterranei del regime speciale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 agosto 2023
È l’ex ergastolano ostativo e scrittore Carmelo Musumeci, noto per le sue battaglie per i diritti dei detenuti e per essere l’esempio vivente di come una persona può cambiare. Oltre al danno, la beffa. Per lunghi periodi di detenzione gli è stato riconosciuto il trattamento disumano e degradante, compresi quelli riguardanti la reclusione presso il famigerato carcere dell’Asinara. Finito di scontare la pena, gli è arrivata la cartella esattoriale dove si ritrova costretto a pagare il mantenimento anche per quei periodi di tortura ricevuta. Parliamo dell’ex ergastolano ostativo e scrittore Carmelo Musumeci, noto per le sue battaglie per i diritti dei detenuti e per essere l’esempio vivente di come una persona può cambiare, tanto da essere un esempio per tutti coloro che sono aggrappati alla speranza.
sappe.it, 11 agosto 2023
Una detenuta di origine nigeriane, 43 anni, si è lasciata di morire di fame nel carcere di Torino dove era detenuta. A nulla sono servite le sollecitazioni ad alimentarsi da parte dei medici e del personale di Polizia Penitenziaria. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, per voce del Segretario regionale del Piemonte Vicente Santilli.
di Patrizio Gonnella e Susanna Marietti
Il Manifesto, 11 agosto 2023
Meriterebbero di entrare in un tour di turismo sociale, le isolate fattorie di Is Arenas, Isili e Mamone dove lavorano più di 300 detenuti. Tra benefici e solitudine: un modello penitenziario che ha bisogno di futuro. “Purtroppo, nella condizione in cui devo vivere, i capricci nascono da soli: è incredibile come gli uomini costretti da forze esterne a vivere in modi eccezionali e artificiali sviluppino con particolare alacrità tutti i lati negativi del loro carattere” (Antonio Gramsci in Lettere dal carcere).
di Giovanni Verde
Corriere del Mezzogiorno, 11 agosto 2023
Gli elettori hanno condiviso l’idea che l’esercizio dell’azione penale oggi crea problemi. La soluzione tecnica di questi problemi, tuttavia, comporta scelte, che restano affidate alla responsabilità degli eletti, i quali non si possono fare scudo di una presunta ed inesistente volontà degli elettori. In tema di giustizia ciò è tanto più vero, in quanto le scelte non devono essere imposte, ma condivise, perché la giustizia è “un bene comune”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 agosto 2023
Per il penalista, il decreto intercettazioni è “un massacro delle garanzie” ed un provvedimento “incostituzionale”. “Nordio decida: o dimostra chi è o vada via”. Nordio? “Un ministro di copertura”. Il decreto sulle intercettazioni? “Un massacro delle garanzie, incostituzionale”. Per Gaetano Pecorella, penalista e già presidente della Commissione Giustizia alla Camera, non ci sono dubbi: non esiste alcuna possibilità che questo governo realizzi quello che, almeno a parola, era il programma garantista del Guardasigilli sulla giustizia. E all’interno dell’esecutivo, l’unico partito liberale, ovvero Forza Italia, non ha più alcun potere, perché sprovvista di un “vero leader”: “Chi avrebbe il coraggio di dire a Meloni che questo decreto non si può votare?”.
di Antonio Ciccia Messina
Italia Oggi, 11 agosto 2023
Si applica subito l’estensione dello scivolo delle intercettazioni penali: per eco-reati, sequestri di persona estorsivi, reati di terrorismo e di mafia possono essere usate, anche nei procedimenti pendenti, se gli indizi sono sufficienti (non per forza gravi) e se semplicemente necessarie (senza essere doverosamente indispensabili).
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 11 agosto 2023
Con il nuovo Decreto Legge basteranno i “sufficienti indizi” per autorizzare gli ascolti, destinati a crescere in maniera esponenziale anche per ambito di applicazione. La tanto attesa stretta sulle intercettazioni telefoniche, “una barbarie che ci costa 200milioni di euro l’anno per raggiungere risultati minimi” è durata giusto il tempo di un paio di interviste: quando si è trattato di passare dalle parole ai fatti, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dato invece il via libera ad un provvedimento che è l’esatto contrario.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 11 agosto 2023
Il Governo Meloni ha dunque varato, per di più con decretazione di urgenza, la più sostanziosa e micidiale estensione del potere di intercettazione delle conversazioni tra privati della storia repubblicana. Il regime già eccezionale delle intercettazioni quando si è in presenza di associazioni mafiose, viene ora esteso anche a reati comuni che il PM ritenga commessi “con modalità mafiose”. Insomma, mentre per poter fare uso di quei poteri davvero eccezionali di ascolto era almeno necessario che vi fossero indizi del reato di associazione mafiosa, ora sarà sufficiente la agevole contestazione di quella fumosa aggravante per consentirlo per una assai vasta platea di reati comuni.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 11 agosto 2023
Nel caso si tratti di magistrati, la domanda viene accolta in ben sette casi su dieci, succede l’opposto se il denunciante non indossa la toga. Da tempo ormai le decisioni giudiziarie in tema di diffamazione stanno creano grande disorientamento.
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