di Benedetta Tobagi
La Repubblica, 10 agosto 2023
Si tratta di tesi difensive infondate, e già ampiamente smentite in decenni di processi sulla strage di Bologna, che rientrano in un più ampio tentativo da parte della destra di costruire una narrazione alternativa del passato.
di Grazia Longo
La Stampa, 10 agosto 2023
Prima le minacce sui social, poi le spedizioni punitive a caccia dei ragazzi accusati di omicidio. I più cauti, si fa per dire, si scatenano sui social media dove demoliscono con insulti e minacce il bersaglio prescelto. Quelli più temerari si lanciano, invece, in vere e proprie spedizioni reali dove sono pronti a tutto pur di punire il colpevole di turno. Armati di una violenza cieca e sorda che va al di là della legge.
di Doriano Saracino*
La Repubblica, 10 agosto 2023
Negli istituti penitenziari della Liguria il tema della salute psichiatrica in carcere è enormemente sentito: mancano gli specialisti, il disagio psichico è cresciuto, i comportamenti messi in essere dai detenuti malati sono difficilmente gestibili. “È così da quando hanno chiuso gli Opg”, spesso si dice. Per chi non lo sapesse l’acronimo sta per “Ospedale psichiatrico giudiziario”, un luogo che non si dimentica facilmente se si ha la ventura di averlo visitato, di averci lavorato o, peggio, di esservi stati rinchiusi. Internati: questo era il loro nome. Non nominalmente detenuti perché malati, ma pur sempre reclusi. L’esigenza della sicurezza sociale prevaleva sul bisogno di cura. Gli ospedali psichiatrici giudiziari sono stati un “residuo manicomiale” sopravvissuto ad oltre trent’anni di legge Basaglia.
Adnkronos, 10 agosto 2023
In sciopero della fame dallo scorso febbraio, detenuto al 41 bis nella casa circondariale di Bancali, in Sardegna, chiede il suicidio assistito. In merito, la Garante regionale delle persone private della libertà della Sardegna Irene Testa in una dichiarazione precisa: “Già nel mese di giugno mi sono recata a fare visita ai detenuti del carcere di Bancali. Tra questi ho incontrato Domenico Porcelli, Detenuto al 41 bis che afferma di essere in sciopero della fame dal mese di febbraio.
lanuovacalabria.it, 10 agosto 2023
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene “sul dramma e sulla grande ingiustizia che si sta, in silenzio, consumando nel carcere di Palermo”, chiedendo, con un appello, pubblicato oggi su La Verità, “l’immediata liberazione, o in alternativa quantomeno i domiciliari, per un poveruomo di 86 anni, disabile, malato e su una sedia a rotelle in cella all’Ucciardone dal Natale dello scorso anno per scontare una pena di 6 anni.
crotoneinforma.it, 10 agosto 2023
Alla data del 08.08.2023 erano presenti in Istituto 136 detenuti di cui 89 di nazionalità italiana, 16 egiziani, 6 turchi, 6 kirghizi, 19 di altre nazionalità. Anche l’anno in corso ha visto la prosecuzione dell’attività di monitoraggio e vigilanza da parte dell’Autorità di Garanzia comunale dei detenuti avv. Federico Ferraro, sullo stato della detenzione carceraria, nell’area di competenza territoriale del Comune di Crotone. Per quanto riguarda le problematiche locali e nazionali, permane anche a Crotone la carenza di camere di sicurezza operative e fruibili, presso i presidi di polizia già segnalata, peraltro nelle scorse relazioni periodiche. Permane il tema del sovraffollamento.
interris.it, 10 agosto 2023
Il progetto è stato organizzato dal pizzaiolo Ciro Di Maio in collaborazione con il comune lombardo. Un giovane pizzaiolo napoletano che si è trasferito in Lombardia ha insegnato l’arte della pizza ai detenuti del carcere Canton Mombello di Brescia e ad ottobre ci sarà la consegna degli attestati.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 10 agosto 2023
Che i giovani guadagnino in media meno delle persone con maggiore esperienza lavorativa di per sé fa parte di una norma accettata e accettabile. È il “quanto” in meno e le sue ragioni che sollevano problemi non solo di equità, ma di sostenibilità, tanto più che i salari medi italiani sono tra i più bassi in Europa. Un salario pari al 40% del salario medio, come è il caso dei giovani sotto i 25 anni, indica una situazione di fragilità economica che impedisce ogni progettualità, a partire dall’uscita dalla famiglia di origine per provare a stare sulle proprie gambe.
di Giorgia Linardi
La Stampa, 10 agosto 2023
La “solita” strage annunciata. Venerdì pomeriggio Alarmphone segnalava almeno 20 barchini in pericolo e ne urgeva il soccorso in vista della nota tempesta in arrivo. La notte il sonno è stato interrotto più volte dal maestrale che sbattendo porte e finestre svegliava il pensiero per tutte quelle persone in balia del mare. E infatti puntuali sono arrivate le notizie dei naufragi al largo di Lampedusa, dove la Guardia Costiera ha salvato chi poteva in condizioni di mare avverse ma alle segnalazioni iniziali non sono seguiti interventi immediati, prima che la perturbazione si abbattesse sul Canale di Sicilia, sospendendo persino i collegamenti marittimi con le isole minori fino a martedì. Tre i naufragi noti fino a ieri. Almeno 44 dispersi e i corpi di una donna incinta e di una bambina che ricordano l’immagine recente della ragazza riversa a faccia in giù nella sabbia accanto a sua figlia, nel confine desertico tra Tunisia e Libia. Intorno un alone bagnato di sudore, tutto quello che gli era rimasto, simbolo della disidratazione che le ha portate alla morte. Prendere il mare è un tentativo di fuga da un Paese che ti deporta nel deserto a morire di stenti nel tuo sudore. Queste due coppie di madri e bambine sono il simbolo della sorte dei migranti neri a due settimane dall’accordo tra Tunisia e Unione europea, che non prevede alcuna alternativa incentivando anzi i respingimenti.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 10 agosto 2023
I racconti dei superstiti. Il procuratore di Agrigento Salvatore Vella: “Criminale farli partire, queste barche di metallo si ribaltano subito in mare. Sono delle bare galleggianti”. “E poi è arrivata quell’onda”. Il racconto si inceppa, ci sono parole che non trovano la via per uscire. La ragazza, soprattutto. Non riesce ad andare avanti. Chi ha raccolto il suo racconto dice che era terrorizzata, come se il muro d’acqua fosse ancora lì, davanti a lei. Apnea. Ci vuole un po’ prima che torni il respiro. Il passaggio successivo si può riassumere così: “La barca si è rovesciata e siamo finiti tutti in mare. Qualcuno di noi aveva delle camere d’aria che abbiamo usato come salvagenti per rimanere a galla, ma non tutti quelli che ce l’avevano si sono salvati. Il mare ci ha disperso, ho visto gli altri sempre più lontani sparire fra i flutti, grandi e bambini. Siamo stati in acqua per qualche ora. A un certo punto un gruppetto di noi ha visto una barca in lontananza. Ci siamo affannati per raggiungerla ma ci siamo arrivati solo noi quattro”.
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