di Irene Famà
La Stampa, 12 agosto 2023
Le storie di una donna che non mangiava perché voleva vedere il figlio e di un’altra giovane che ha deciso di impiccarsi nella propria cella. La protesta disperata di chi è invisibile anche in carcere si conclude con la morte. Una sconfitta, la più tragica. Susan John, 43 anni, origine nigeriana, ha rifiutato cibo e acqua per tre settimane. È morta l’altra notte nella sua cella del carcere di Torino. Azzurra Campari, 28 anni, si è impiccata poche ore dopo. Sempre al Lorusso e Cutugno.
di Irene Famà
La Stampa, 12 agosto 2023
La denuncia di Monica Gallo: “Per le detenute donne meno servizi che per gli uomini. Non c’è un vero presidio medico, tutto ciò che riguarda l’assistenza è residuale”. Centodieci detenute su ottanta posti. Quattro dell’articolazione tutela salute mentale, ovvero le donne più fragili psicologicamente e con problemi comportamentali. Da monitorare in maniera costante. Ecco la sezione femminile del carcere di Torino. Ieri, due donne si sono tolte la vita. Susan John, 43 anni, di origine nigeriana, si è lasciata morire di fame e di sete. Azzurra Campari, 28 anni, trasferita da Genova, dal penitenziario di Ponte Decimo, si è impiccata.
di Carlotta Rocci
La Repubblica, 12 agosto 2023
Una detenuta si è lasciata morire di fame in carcere a Torino. La donna è morta nella notte nella sezione del penitenziario dove era detenuta e dove era tenuta sotto osservazione dai medici. Il suo caso aveva sollevato grande preoccupazione in carcere ma la donna dal 22 luglio - da quando era entrata in carcere - aveva rifiutato acqua e cibo, non acconsentendo a nessuna terapia. Di recente era stato chiamato il 118 per un ricovero d’urgenza ma la donna aveva rifiutato anche quello.
di Carlotta Rocci
La Repubblica, 12 agosto 2023
Susan e Azzurra potevano essere salvate? È la domanda che si fanno in queste ore i magistrati che indagano sulla morte delle due detenute, ma anche la garante, le associazioni che lavorano con il carcere e i sindacati di polizia penitenziaria che da tempo denunciano una situazione complicata con una sezione femminile sovraffollata con percentuali anche peggiori della sezione maschile. Oggi si contano circa 110 detenute, la capienza è di ottanta. Susan John si è lasciata morire di fame digiunando per 20 giorni nella sua cella del repartino psichiatrico della sezione femminile del Lorusso e Cutugno. Si poteva costringerla a mangiare o almeno ad assumere liquidi e integratori per salvarle la vita?
di Marialuisa Pignatiello
ilmeridianonews.it, 12 agosto 2023
Massimo Altieri, 41 anni, è stato trovato morto in cella il 4 agosto nel padiglione Roma. Secondo la Polizia penitenziaria, il detenuto si sarebbe tolto la vita con la bomboletta del gas. Nelle ultime ore, si legge sul web di una vera e propria rivolta all’interno della Casa circondariale di Poggioreale, al fine di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
di Maddalena Berbenni
Corriere della Sera, 12 agosto 2023
Nessuno tocchi Caino: “Andava controllato a vista, ma gli organici sono troppo ridotti”. Poteva essere salvato Federico Gaibotti? Nell’asettica ricostruzione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove il ragazzo di 30 anni era stato ricoverato negli ultimi quattro giorni, in Psichiatria, si precisa che “purtroppo il rischio suicidario è solo riducibile e non è eliminabile in nessun contesto né ospedaliero né extra-ospedaliero”.
siracusanews.it, 12 agosto 2023
Sono state svolte ieri mattina le operazioni di estumulazione del cadavere del detenuto 26enne originario di Noto morto in carcere a Ragusa nella notte tra il 15 e il 16 luglio, per permettere lo svolgimento dell’autopsia, dopo che il sostituto procuratore di Ragusa dott.ssa Marina Dall’Amico ha accolto favorevolmente la richiesta avanzata dall’avvocato Giuseppe Cultrera, avvocato difensore della famiglia, nominando contestualmente Ctu i dott. Franco Coco e Pietro Zuccarello.
di Giuseppe Fin
ildolomiti.it, 12 agosto 2023
“Così non riabilita ma distrugge. Chi ha problemi di salute mentale è lasciato da solo”. Un ex detenuto ha parlato della sua vita in carcere a Trento dopo esserci arrivato nel 2020. La storia di Vittorio, l’impegno per liberarsi dalla droga e la voglia di ricostruirsi una vita. “Avevo bisogno di 300-400 euro al giorno per comprarmi la cocaina. Ora ne sono uscito, voglio ritornare a vivere. Tanti stanno male, dovrebbero essere curati in strutture adeguate”.
agensir.it, 12 agosto 2023
Storie, canzoni e poesie nate in carcere e interpretate da detenuti e terapeuti: la sera del 13 agosto alle ore 20, al Centro pastorale diocesano carcerario di Napoli, alla via Buonomo 38, va in scena “Parole incatenate”, con la Compagnia stabile Assai. Uno spettacolo di rimembranze e suggestioni, scritta e diretta da Antonio Turco, responsabile delle attività culturali presso la casa di reclusione di Rebibbia.
corriereromagna.it, 12 agosto 2023
È stata un’iniziativa nuova per il carcere di Rimini quella che è andata in scena giovedì prima del tramonto al campo sportivo della casa circondariale Casetti di Rimini. Dalle 19 alle 20.30 i detenuti hanno infatti potuto assistere al concerto dedicato a Fabrizio De André. L’iniziativa è stata realizzato grazie all’amicizia e la condivisione tra la Polizia penitenziaria dei Casetti e l’Avis provinciale nell’ambito dell’ormai collaudato impegno volto a promuovere la cultura del dono, gratuito e disinteressato. Le persone detenute, incredule dapprima, si sono pian piano lasciate cullare dalla musica, per poi applaudire con vigore. Alcuni, col ritmo nell’anima, hanno mosso passi di danza, coinvolgendo anche la direttrice, che si è schermita un poco ma sprizzava gioia per l’ottima riuscita dell’iniziativa. Durante la serata si è potuto riascoltare Bocca di Rosa, Marinella, Franzisca, Sally, il Pescatore e altri successi del grande Fabrizio De Andrè interpretati con professionalità e talento dal gruppo “Banditi senza luna”.
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