di Marco Palombi
Il Fatto Quotidiano, 14 agosto 2023
Progetti, protocolli e nulla più. Il ministro ne parla da dicembre, ora dice che in autunno forse inizia la ricognizione degli immobili adatti. E alla fine questo agosto 2023 ci ha riportato pure le caserme dismesse da trasformare in carceri gentili per i detenuti non pericolosi. Forse qualcuno avrà pensato che il ministro della Giustizia Carlo Nordio abbia tirato fuori l’ideona sabato per contrastare l’enormità di quanto stava vivendo: la visita nel carcere di Torino in cui il giorno prima erano morte due detenute (una si è impiccata, l’altra si è lasciata morire di fame). In realtà il Guardasigilli tira fuori le benedette caserme da mesi, più o meno ogni volta che parla di carceri: già a dicembre in Senato proponeva le caserme dismesse per il transito degli arrestati, a marzo con la primavera le caserme dismesse erano invece già ottime “per i detenuti che hanno commesso reati di minore gravità”.
di Niccolò Magnani
ilsussidiario.net, 14 agosto 2023
Il Garante dei detenuti Mauro Palma: “9mila potrebbero già uscire ora. Bene la differenziazione di Nordio sulle detenzioni”. Due donne morte suicide in carcere negli ultimi giorni hanno riacceso i riflettori - colpevolmente spenti nella stragrande maggioranza dei media fino ad oggi, ndr - sull’emergenza delle condizioni carcerarie in Italia: raggiunto dai giornali del “Quotidiano Nazionale”, il professor Mauro Palma parla da Garante dei detenuti e critica la mancanza di accortezza di magistrati e personale carcerario per il caso della donna nigeriana morta di inedia per protesta contro la sua condanna.
di Pierangelo Sapegno
La Stampa, 14 agosto 2023
L’ex senatore Pd: “Mettere a norma le caserme dismesse sarebbe un costo enorme. In Italia troppe persone finiscono in carcere rispetto alla gravità dei reati”. Dopo i suicidi nel carcere di Torino di Azzurra e Susan, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha indicato la strada: “Dobbiamo sfruttare le caserme per alleggerire le celle sovraffollate”. Tutti d’accordo? Non proprio. “È una ricetta di cui si abusa e che risulta insensata già prima che se ne sia fatta la più modesta delle sperimentazioni”, ribatte Luigi Manconi, già docente di sociologia e dei fenomeni politici, ex senatore Pd e sottosegretario con delega alle carceri. “Una soluzione magica a cui si ricorre davanti a situazioni di emergenza che non si è in grado di affrontare”. Cominciamo da qui per fare un viaggio nella realtà crudele di un mondo sconosciuto, che non racconta solo suicidi e prevaricazioni.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 14 agosto 2023
Susan è morta di fame e di sete, perché faceva lo sciopero della fame e della sete. Lo Stato l’aveva in custodia. L’ha lasciata morire. Lo Stato l’ha condannata a morte. Deve risponderne perché in Italia la pena di morte è vietata dalla Costituzione. Non risponderà. Azzurra invece è morta perché aveva deciso di morire. Perché non sopportava il carcere. Perché lo viveva come una sopraffazione, un’ingiustizia, un’ingiustizia più grande ancora del suo istinto di conservazione.
di Antonio Nastasio*
bergamonews.it, 14 agosto 2023
In questi giorni i suicidi in carcere si rinnovano con la stessa precisione matematica di sempre, come fatto ripetitivo che rimane stampato nella memoria ma che si vuole sia solo un ricordo, quindi un fatto ripetibile. Oggi ero sulla tua tomba di un giovane suicidatosi in carcere l’anno in corso: “Non ti ho conosciuto né ho ascoltato la tua storia, né dato soccorso alla tua richiesta di aiuto, neppure ho visto le tue lacrime o sentito il tuo imprecare; sono alla tua tomba per chiederti scusa, e con te a tutti i suicidi nelle carceri, per quanto non si è fatto, per quanto ti è stato tolto, sulle manchevolezze, troppe, enormi e non scusabili.
di Paolo Doni
L’Eco di Bergamo, 14 agosto 2023
Susan e Azzurra a Torino, Federico a Bergamo. Sono solo gli ultimi tre, ma l’associazione Ristretti Orizzonti, nel suo triste database, ne ha compilati altri 46 dall’inizio dell’anno. Dal 2000 sono 1.356. Sono i morti suicidi nei penitenziari italiani.
di Mario Alberti
rivieraweb.it, 14 agosto 2023
A Palermo è stato recluso un uomo di ottantasei anni, in sedia a rotelle. Penso che lo Stato non possa permettersi cadute simili e credo sia necessario riflettere, una volta per tutte, sulle condizioni delle persone nelle carceri, se vogliamo veramente che dopo la pena questa gente non sbagli più.
societadellaragione.it, 14 agosto 2023
Dichiarazione del Gruppo delle promotrici della campagna Madri fuori dal carcere e dallo stigma. Il Gruppo delle promotrici della campagna Madri fuori dal carcere e dallo stigma interviene con questa dichiarazione dopo la morte di Susan John nel carcere di Torino a seguito del rifiuto di acqua e cibo dopo aver chiesto invano di poter vedere il figlio di 3 anni: “Di Susan, che nel reparto psichiatrico del carcere delle Vallette a Torino ha rifiutato di bere e alimentarsi fino a morirne, sappiamo poco: che era una giovane donna, migrante dalla Nigeria, con una pena lunga che considerava ingiusta. Con un figlio che aveva chiesto di vedere e per questo era stata trasferita dal carcere di Catania: per rivedere i suoi cari e soprattutto il figlio.
di Maurizio Acerbo* e Giovanni Russo Spena**
rifondazione.it, 14 agosto 2023
La condizione carceraria, ci hanno insegnato Voltaire e Beccaria (e lo ha ricordato Aldo Moro in uno splendido intervento all’Assemblea Costituente), è l’indice della civiltà di un paese. Ebbene, il governo dichiara ogni giorno che bisogna abolire il pur tenue reato di tortura e, soprattutto, come le ultime due tragedie civili drammaticamente segnalano, nelle carceri italiane cresce la tremenda numerazione dei morti e dei suicidi. Non possiamo far finta di nulla, rimuovere. La politica deve intervenire. Vi sono certo inadempienze; ma, soprattutto, permane nel ministero di Giustizia, un ideologismo giustizialista. Da anni avvertiamo, ad esempio, che il caldo e l’isolamento psicologico estivo rendono insopportabile per i detenuti la carcerazione. I suicidi, le morti delle ultime ore sono l’urlo straziante che rivendica un urgente, profondo intervento riformatore. E, invece, nulla. Vengono, anzi, contrastate dal governo misure alternative al carcere e le sperimentazioni coraggiose del carcere come sanzione di ultima istanza. La Costituzione, la concezione della pena che essa delinea, sono vilipese. Il governo mette alla porta, anzi, il dott. Mauro Palma, un Garante dei detenuti e della lotta contro la tortura nelle carceri che tutta l’Europa ci invidia. Lotteremo contro l’ipocrisia del ministro Nordio e il panpenalismo populista della Meloni.
*Segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
**Resp. Area democrazia e diritti Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
di Giulia Torlone
La Repubblica, 14 agosto 2023
Un terzo delle strutture sono sovraffollate e manca il personale. Nel carcere di Poggioreale i detenuti sono 2.035 e in estate i problemi aumentano. Così i detenuti più fragili rischiano di più,
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