iltorinese.it, 3 ottobre 2023
Richiamare l’attenzione dei rappresentanti delle istituzioni sui compiti loro affidati in materia di gestione dell’esecuzione penale. È questo l’obiettivo dell’incontro Carcere: il ruolo delle Regioni, che si è svolto nel pomeriggio al Circolo dei lettori di Torino, promosso dal Garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano in collaborazione con la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali in concomitanza con il Festival delle Regioni.
di Ilaria Dainesi
informatorevigevanese.it, 3 ottobre 2023
Presenti il sottosegretario Andrea Ostellari, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Maria Milano Franco d’Aragona
di Gianluca Mercuri
Corriere della Sera, 3 ottobre 2023
I nodi giuridici e costituzionali dello scontro tra governo e magistratura sui migranti (e il suo significato politico). Dovremo abituarci, da qui alle elezioni europee del giugno 2024, a continui salti da una trincea polemica all’altra sulla questione migranti: questa settimana, esce la Germania ed entra la magistratura. Il dato costante: in prima linea c’è, personalmente, Giorgia Meloni.
di Simona Musco
Il Dubbio, 3 ottobre 2023
Parla Silvia Albano, giudice presso il Tribunale civile di Roma: “I provvedimenti giudiziari sono sempre criticabili, ma è vergognoso appigliarsi ai presunti orientamenti politici”. “Non sono solo i magistrati di sinistra a difendere i diritti fondamentali. Fortunatamente è tutta la giurisdizione a farlo”. A dirlo è Silvia Albano, giudice presso il Tribunale civile di Roma nella sezione specializzata in diritti della persona e immigrazione, membro del comitato direttivo centrale dell’Anm e dell’esecutivo nazionale di Magistratura democratica, che risponde alle polemiche sulla decisione con la quale la giudice Iolanda Apostolico ha rigettato la richiesta di convalida del trattenimento di tre migranti tunisini deciso sulla base delle nuove norme sull’immigrazione.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 3 ottobre 2023
“Water, water!”, urla un gruppo di migranti accalcati sul molo Favarolo, agitando delle bottiglie di plastica sudicie e vuote. Sono in attesa di essere trasferiti nell’hotspot dell’isola ma, disidratati ed assetati, elemosinano qualche sorso d’acqua a chi passa in auto sulla strada che dalla spiaggia della Guitgia conduce al porto. Una scena che ha colpito un giovane lampedusano di 18 anni e lo ha indotto a buttare giù un toccante post.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 ottobre 2023
Intervista a Don Mussie Zerai, il prete eritreo che aiuta chi fugge: “Non capisco come Paesi che si dicono civili, democratici, di antica tradizione umanistica e cristiana possano permettere che questa strage continui”. “Il numero di don Mussie Zerai è scritto sui muri delle prigioni libiche, nei capannoni dei trafficanti, sulle pareti dei camion che attraversano il deserto”, scriveva Alessandro Leogrande - giornalista e scrittore scomparso nel 2017 - in “La Frontiera”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 3 ottobre 2023
“La Tunisia, che accetta la cooperazione, non accetta né la carità né l’elemosina. Il nostro paese e la nostra gente non vogliono pietà ma esigono rispetto”, ha scritto in un comunicato Kais Saied. Il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, alza la posta nei confronti di Bruxelles. “La Tunisia, che accetta la cooperazione, non accetta né la carità né l’elemosina. Il nostro paese e la nostra gente non vogliono pietà ma esigono rispetto”. Con un comunicato pubblicato dal palazzo Cartagine, il populista Saied annuncia il rifiuto dei primi 127 milioni stanziati dall’Unione europea in seguito al Memorandum of understanding firmato in estate dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
di Lucetta Scaraffia
La Stampa, 3 ottobre 2023
Siamo disponibili a difendere qualsiasi animale in via di estinzione, ma evidentemente non siamo disposti a fare niente per gli armeni del Nagorno Karabakh: chi ha scritto che più di 100.000 armeni in pochi giorni stanno abbandonando come profughi la loro terra sbaglia. Non hanno scelto di abbandonare una terra alla quale sono legati da secoli, non hanno scelto di abbandonare le loro antichissime chiese e i loro monasteri, che saranno distrutti con i bulldozer: sono stati costretti a farlo per salvarsi la vita.
di Giulia Zaccardelli
spazio50.org, 2 ottobre 2023
Molte persone detenute hanno avuto più di un’esperienza di reclusione. Per prevenire il fenomeno ci sono progetti statali, regionali e privati che aprono le porte del carcere al lavoro, alla cultura, allo sport e all’intrattenimento. Da Nord a Sud comprese le Isole, i reclusi possono impegnarsi quotidianamente, valorizzare competenze e ambizioni e reinserirsi in società mentre scontano la pena.
di Giulia Zaccardelli
spazio50.org, 2 ottobre 2023
L’assistenza religiosa può aiutare i detenuti a connettersi con i propri bisogni spirituali e ad affrontare con consapevolezza e speranza il percorso carcerario. A raccontarlo è padre Vittorio Trani, cappellano di Regina Coeli dal 1978. Dal 1975 la legge italiana riconosce alle persone detenute la libertà di praticare la propria fede in carcere. Qui i ministri di culto possono entrare grazie ad intese tra lo Stato e la confessione di appartenenza o, in assenza, con un nulla osta ad personam dell’ufficio Culti del Ministero dell’Interno.
- In memora di Giulio Petrilli
- Quando le norme della politica vengono “fermate” dai giudici
- Prescrizione, il procuratore Pinto: “La pietra tombale su tanti processi ai colletti bianchi”
- Giulia Bongiorno: “Così fermiamo il correntismo dei pm”
- Locri (Rc). Cara Meloni, vieni in carcere a vedere in faccia gli “scafisti” a cui dai la caccia









