di Marcello Pesarini*
Ristretti Orizzonti, 2 ottobre 2023
Apprendo ora da compagni e dal Manifesto della morte di Giulio Petrilli, col quale avevamo combattuto la battaglia per il risarcimento dell’ingiusta detenzione subita, e poi del superamento del primo comma dell’articolo 314, le “frequentazioni poco raccomandabili” e la condotta “colposa” che l’ex detenuto avrebbe come ostativa per non ottenere il risarcimento.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 2 ottobre 2023
Dalla Consulta (che bocciò i provvedimenti di Salvini) ai no dei tribunali. Era il 9 luglio di tre anni fa quando la Consulta bocciò il decreto sicurezza del 2018 fortemente voluto dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini per contrastare l’immigrazione clandestina nel nostro Paese. La Corte costituzionale dichiarò illegittima la norma che escludeva i richiedenti asilo dall’iscrizione all’anagrafe, in quanto violava l’articolo 3 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Per i giudici quel provvedimento era “irrazionale” e conteneva un’“irragionevole disparità di trattamento”.
di Marco Grasso
Il Fatto Quotidiano, 2 ottobre 2023
“Cambiare ogni due anni le leggi è un ostacolo alla giustizia”. “Il ritorno alla ex Cirielli rischia di essere una pietra tombale su molti importanti processi contro la pubblica amministrazione o di altra natura”. A parlare è Francesco Pinto, procuratore aggiunto di Genova, coordinatore del pool reati economici, e contitolare del fascicolo bis nato dopo il crollo del Ponte Morandi: “Anche i processi nati dopo il disastro del viadotto Polcevera rischiano ripercussioni. In particolare, tutto il filone che riguarda i falsi sulle certificazioni di sicurezza”.
di Federico Novella
La Verità, 2 ottobre 2023
La leghista che sta lavorando alla riforma della giustizia: “Separeremo le carriere e ci sarà un doppio Csm. Ma nessuno vuole assoggettare la magistratura alla politica. La castrazione chimica? Ecco perché è utile”.
di Ilario Ammendolia
L’Unità, 2 ottobre 2023
Reclusi nella sezione più numerosa. Sembrano galeotti curvi sui remi che spingono in avanti questa folle nave che è il carcere. Li tengono insieme ai penultimi: i calabresi. La comune galera li rende fratelli. Mentre vado in visita al carcere di Locri vedo gli orti e le vigne distrutte dal caldo eccessivo e l’erba secca per la mancanza di pioggia. Non c’è acqua nella Locride eppure l’immenso invaso sul Lordo è a secco da una decina di anni e nessuno si domanda il perché. Passo tra gli scheletri di vecchie industrie dismesse o interdette e arrivo al cupo carcere che sembra un monumento all’angoscia e alla follia. La delegazione in visita al luogo - giustamente detto “di pena”, perché di questo si tratta - è composta da esponenti di Nessuno tocchi Caino e dalla Camera penale di Locri. Ci spiegano che il carcere è diviso in quattro sezioni.
genova24.it, 2 ottobre 2023
“Abbiamo l’ok del tribunale ma gli uffici del carcere alla domenica sono chiusi, temo di non vederlo più”. “Non me lo fanno vedere nonostante la gravità della situazione non mi è stata data l’autorizzazione perché alla domenica gli uffici del carcere sono chiusi e nessuno può farci nulla, nonostante ci sia il via libera del tribunale. Sta male, i dottori mi riferiscono che non si riesce a svegliare, e io ho paura di poterlo vedere più”. Questa è la rabbia e la disperazione della madre del ragazzo di 23 anni che venerdì scorso è stato trasferito d’urgenza dal carcere di Marassi al reparto di rianimazione del San Martino di Genova.
quicosenza.it, 2 ottobre 2023
Così Giacomo Mancini riflette sulle condizioni dell’istituto penitenziario di Cosenza: “è vecchio, obsoleto e superato”. “Sergio Lenci è stato l’architetto che ha progettato il carcere romano di Rebibbia - così Giacomo Mancini, già parlamentare socialista, membro della direzione del PD Calabria e vicepresidente della Fondazione Giacomo Mancini. Si era messo in testa di costruire un penitenziario nel quale gli standard di vivibilità fossero elevati, rendendolo meno oppressivo così da diventare luogo nel quale fosse applicata per davvero la funzione rieducativa della pena prevista in costituzione.
cittadellaspezia.com, 2 ottobre 2023
“Azione provinciale La Spezia non smetterà mai di tenere accesi i riflettori sulla situazione carceri in Liguria e soprattutto a La Spezia. Come abbiamo avuto già modo di raccontare, il carcere di La Spezia è molto ben gestito dalla Direzione, da psicologi, medici, dalla Polizia penitenziaria e da tutto il personale in generale. Detenuti in attesa di nuove destinazioni chiedono di restare; all’interno della struttura vi sono vari laboratori, tra cui quello di teatro, che impegnano i detenuti in vere attività di recupero; le celle sono aperte quasi tutto il giorno; in corso di allestimento un’area verde esterna; la zona colloquio per i detenuti con figli è coloratissima, accogliente e piena di giochi”. Si apre così la nota diffusa da Azione La Spezia, che prosegue: “Tutto bello allora? No, abbiamo parlato con Andrea Marino, segretario Provinciale Sappe La Spezia, e sono emerse diverse criticità. Gli agenti della Penitenziaria lavorano a ranghi ridotti, per rispettare i turni sono costretti a fare straordinari continui. In tali condizioni si trovano quotidianamente a dover affrontare emergenze come risse, atti di autolesionismo ecc. La maggioranza dei detenuti è tossicodipendente. Noi di Azione li riteniamo incompatibili con il regime carcerario e, in visione di sperare di recuperarli, dovrebbero essere accolti in comunità terapeutiche, come peraltro dimostrano vari studi in materia. Lo stesso dicasi per i detenuti psichiatrici che avrebbero bisogno di essere accolti in R.E.M.S. ed assistiti da professionisti. La Polizia penitenziaria quindi oltre ad essere sempre sottorganico, lavorare sempre al limite della sicurezza, si trova anche a fare i conti con situazioni paradossali.
agensir.it, 2 ottobre 2023
Si è svolto per il secondo anno consecutivo, presso la sezione femminile del carcere di Rebibbia l’evento “A Rebibbia, Scendiamo in campo per la pace”. Come per le più “sofferte” partite di calcio, in tanti, per due ore, hanno esultato e tifato le quattro squadre dell’incontro quadrangolare ospitato all’interno delle mura del carcere romano. A sfidarsi, in un’amichevole di calcetto, le detenute dell’Atletico diritti, gli operatori penitenziari e i numerosi ospiti sopraggiunti per l’occasione.
di Linda Russo
spazio50.org, 2 ottobre 2023
Da oltre vent’anni il regista teatrale accompagna i detenuti alla scoperta del teatro in un lavoro costante di sensibilità e riconoscimento dell’altro che arricchisce e ribalta alcune prospettive. Le Idi di marzo e la cospirazione ai danni di Giulio Cesare sono un pezzo di storia tramandato fino a noi e raccontato, tra gli altri, anche da Shakespeare. È questa stessa tragedia ad essere messa in scena nel 2012 dai detenuti di Rebibbia diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli e immortalata nella pellicola Cesare deve morire diretto da Paolo e Vittorio Taviani che in quell’anno ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e ricevuto otto candidature ai David di Donatello, vincendone cinque, tra cui quelli per miglior film e miglior regista. Una scelta forte che mette in luce i parallelismi con la vita dentro al carcere. Abbiamo parlato di questo e di molto altro con Fabio Cavalli, che da vent’anni accompagna i detenuti alla scoperta del teatro.
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