di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 27 maggio 2023
Gli Stati generali a Cagliari: “Situazione insostenibile, le Rems inadeguate a rispondere alle esigenze di questi pazienti”. A lanciare l’allarme adesso sono gli psichiatri italiani: ci sono 700 persone con gravi disturbi mentali, ad alta pericolosità sociale, libere in giro per l’Italia. È l’altra faccia della medaglia della chiusura degli Ospedali psichiatrici e della assoluta inadeguatezza del sistema di Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
La Repubblica, 27 maggio 2023
La denuncia di Human Rights Watch. Interrogatori senza avvocato e negazione della libertà su cauzione sono tra gli abusi che l’organizzazione illustra in un lungo dossier. Nel dossier “Japan’s Hostage Justice System”, Human Rights Watch documenta il trattamento abusivo riservato alle persone in custodia cautelare sospettate di aver commesso un crimine. Le autorità privano i detenuti del diritto al silenzio in mancanza di un avvocato, li interrogano senza l’assistenza di un legale, li costringono a confessare attraverso ripetuti arresti e negazione della libertà su cauzione e li trattengono per periodi prolungati sotto costante sorveglianza nelle stazioni di polizia.
di Melani Manel Perera
La Repubblica, 27 maggio 2023
“Siamo esseri umani in un limbo non numeri”. Un gruppo di rifugiati affidato alle cure dell’Unhcr chiede di rilanciare, ma soprattutto velocizzare, “il processo di ricollocamento in una nazione terza”, per scongiurare ulteriori sofferenze. Per ribadire la richiesta, sono scesi in piazza il 23 maggio scorso di fronte alla sede dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, nella capitale dello Sri Lanka, Colombo, per sensibilizzare le autorità locali e la comunità internazionale sulla loro sorte, da tempo sospesa come in un limbo.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 26 maggio 2023
Volevo iniziare una riflessione sulla Giornata di Studi “La tenerezza e la Giustizia” con le tante cose belle che sono successe, a partire da un pubblico numerosissimo accorso sfidando il maltempo e presente fino alla fine, nonostante le fatiche di sette ore di galera. E ancora, gli interventi di esperti di grande competenza introdotti dalle testimonianze delle persone detenute, e poi il coraggio, perché di questo si tratta, di inserire il tema della tenerezza proprio a fianco della Giustizia, in un momento in cui a credere in una giustizia tenera, mite, rispettosa degli esseri umani, anche di quelli che hanno fatto cose orribili, forse non siamo in tantissimi. Però il carcere, che per un giorno ha mostrato un volto gentile, a cui ha contribuito in gran parte una Polizia penitenziaria preparata, disponibile, ben organizzata e soprattutto coinvolta, il giorno dopo è tornato a essere quello che punisce con trasferimenti, rapporti disciplinari, denunce.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 26 maggio 2023
È stata presentata questa settimana al Parlamento la relazione, predisposta dal ministero della Giustizia e prevista dalla legge 47 del 2015, sullo stato di “applicazione delle misure cautelari” relativa al 2022. Una premessa, prima di passare all’analisi in dettaglio dei dati, è d’obbligo. Innanzitutto non tutti gli uffici giudiziari hanno adempiuto agli obblighi di legge: l’80 percento di loro ha fornito i dati, per il rimanente 20 percento, un quinto del totale, si è provveduto mediante una “stima”.
di Angela Stella
L’Unità, 26 maggio 2023
Per i suicidi in carcere nessuna soluzione concreta all’orizzonte: è quanto emerso ieri durante il question time al Senato, quando il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto a due interrogazioni in materia di carcere e di intercettazioni.
di Iacopo Scaramuzzi
La Repubblica, 26 maggio 2023
Scontare la pena può diventare per un detenuto occasione per “cominciare una vita nuova” e la comunità cristiana “è provocata a uscire dai pregiudizi, a mettersi in ricerca di coloro che provengono da anni di detenzione, per incontrarli, per ascoltare la loro testimonianza”. Lo ha sottolineato papa Francesco in un passaggio del discorso che ha rivolto ai referenti diocesani del cammino sinodale italiano, che ha incoraggiato a non avere paura del “disordine” innescato dalle discussioni in corso.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 maggio 2023
Pd, M5S e Avs contro la riforma dell’abuso d’ufficio concordata dal Guardasigilli con la Lega: “Così si apre la strada a scelte arbitrarie”. Quali sono le reazioni all’accordo raggiunto ieri tra il ministro Carlo Nordio, il sottosegretario Andrea Ostellari, e la responsabile giustizia della Lega Giulia Bongiorno? Ricordiamo che si va verso l’abrogazione o depenalizzazione del reato dell’abuso di ufficio, la riforma dei reati contro la Pubblica amministrazione e l’adozione di una serie di misure garantiste, tra le quali trovano spazio anche quelle cautelari oggetto del referendum giustizia giusta, quelle sull’appello e sulle intercettazioni.
di Aldo Varano
Il Dubbio, 26 maggio 2023
È un errore grave, sarebbe un errore grave, leggere le proposte sulla giustizia del ministro Nordio come lo schema di una strategia politica pronta a rilanciare e diffondere un messaggio di vicinanza alle culture della destra sovran-populista. Tradizioni e conoscenza della storia del nostro Paese, casomai, fanno del “Pacchetto Nordio” un messaggio di senso opposto che non ha nulla a che vedere con quelle culture che, perfino nella loro componente liberal- liberista (mi riferisco alla concretezza della storia italiana), non hanno mai avuto cedimenti garantisti.
di Davide Varì
Il Dubbio, 26 maggio 2023
Il procuratore nazionale antimafia in Commissione giustizia: con la riforma si rischia l’espansione di reati più gravi. “Il venir meno della possibilità di sanzionare condotte abusive rappresenterebbe un vulnus agli obblighi internazionali sottoscritti dall’ Italia in tema di corruzione con la convenzione di Strasburgo”. A lanciare l’allarme, in Commissione Giustizia alla Camera, è il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, audito nell’ambito dell’esame dei disegni di legge sull’abuso d’ufficio. Melillo ha sottolineato il pericolo di infiltrazioni mafiose, dal momento che i clan tendono a entrare sempre più in contatto con la Pa, ed eventuali modifiche o peggio la cancellazione del reato esporrebbe così il nostro Paese “al rischio di apparire fonte di indebolimento del sistema di incriminazione”, proprio mentre sono in arrivo le risorse del Pnrr.
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