di Maurizio Pagliassotti
Il Domani, 1 ottobre 2023
Il percorso che attraversa Ungheria, Croazia, Slovenia fino all’Italia è diventato il simbolo della crudeltà europea. Ma quello che pochi mesi fa era un cammino sbarrato con la guerra ora sembra un’autostrada semi aperta.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 1 ottobre 2023
Mancano pochi minuti all’inizio del presidio romano per Khaled el Qaisi. Un gruppo di genitori dell’Istituto comprensivo Simonetta Salacone si arrampica sugli alberi del piccolo spazio verde che, in via Mazzini, guarda al palazzone della Rai. Appendono uno striscione: “Davanti scuola, non dietro le sbarre”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 settembre 2023
La nuova circolare stabilisce criteri e processi chiari per velocizzare i trasferimenti, ma non fa altro che alimentare “la girandola dei detenuti”.
di Marzia Amaranto
Il Riformista, 30 settembre 2023
Occasionato dalla vicenda di Caivano è ormai entrato a far parte del nostro corpus normativo il Decreto Legge recante interventi urgenti di contrasto al disagio giovanile e alla criminalità minorile. Tra gli assi portanti di detto provvedimento vi sono l’ampio ricorso alle misure di prevenzione e all’inasprimento di alcuni profili sanzionatori penalistici in rapporto alla criminalità minorile; il coinvolgimento delle famiglie nell’esercizio della responsabilità genitoriale; interventi di rafforzamento e potenziamento rivolti alla popolazione scolastica e universitaria nel territorio del Comune di Caivano e non ultimo la prevenzione della violenza giovanile in rapporto all’uso dei dispositivi informatici. Ma la vera questione da porsi, non solo per gli operatori del settore ma anche per chi ci legge, è se non sia un errore attribuire alla giustizia penale il compito di risolvere il problema del disagio giovanile e ancor di più della violenza, adoperata il più delle volte come mezzo di affermazione della personalità per il minore d’età, in contesti sociali privi di punti di riferimento educativi, dati non solo dall’istituzione scolastica, ma anche dai centri sportivi e di aggregazione giovanile?
di Valentino Maimone
La Ragione, 30 settembre 2023
Se avete presente di cosa si parla quando si parla di 41 bis - il “carcere duro” per mafiosi e terroristi, dovete moltiplicarlo per un bel po’ di volte prima di ottenere l’equivalente del regime speciale che veniva applicato a certi detenuti negli anni Ottanta. Isolamento totale e assoluto, tanto per cominciare. E poi soltanto sessanta minuti d’aria nelle 24 ore. Un inferno così si gestiva “al bisogno”, poteva estendersi anche per sei anni consecutivi.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 30 settembre 2023
Il documento che sarà presentato ufficialmente il 3 ottobre è frutto di un lavoro congiunto di magistrati e avvocati, contiene le indicazioni procedurali e due modelli per l’invio della richiesta al Tribunale e alla Corte di appello.
di Errico Novi
Il Dubbio, 30 settembre 2023
Nordio aveva ipotizzato di far decorrere l’estinzione dei reati dall’iscrizione a registro, che è controllata dai pm. Un’idea cara solo alle toghe, incluse quelle distaccate a via Arenula. Materia che sembrava finita nell’oblio e che è improvvisamente riemersa.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 30 settembre 2023
Riconquistata la purezza antimafiosa nelle prime, sembra si vada anche verso un netto ritorno al regime di prescrizione sostanziale, cancellando nel modo giusto sia lo scempio della riforma Bonafede, sia l’astruso rimedio della riforma Cartabia.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 settembre 2023
A Palermo il congresso della corrente delle toghe, la relazione di Albamonte. Oggi allo stesso tavolo Conte e Schlein: il campo largo alla prova della giustizia. Si parla di “tirannia delle maggioranze” e di potere giudiziario come “presidio di garanzia delle minoranze” al congresso di Area democratica perla giustizia, che si è aperto ieri a Palermo - a palazzo Chiaramonte Stersi, curiosamente sede per quasi due secoli di una prigione dell’Inquisizione spagnola - e si chiuderà domani.
di Eugenio Albamonte*
Il Domani, 30 settembre 2023
L’esecutivo sta portando un attacco alla funzione interpretativa del diritto, che costituisce l’essenza del nostro ruolo nel sistema costituzionale, e alla libertà di manifestazione del pensiero, soprattutto quando è critico, da parte dei singoli magistrati e delle nostre associazioni. È prodotto di recenti studi di politologia l’aver individuato un rapporto di forte connessione tra la maggiore o minore forza e coesione politica dei governi e l’attribuzione di spazi più ampi o più ristretti alla funzione giurisdizionale.
- “Diteci la verità su nostro padre”
- Roma. Carcere di Regina Coeli, il museo dei reietti
- Verona. Metadone in carcere: la lettera del detenuto e l’interrogazione di Tosi
- Sassari. La lettera dei detenuti: “Vi raccontiamo cosa succede davvero a Bancali”
- Benevento. Detenuto morto, “Diversa condotta diagnostica avrebbe evitato l’arresto cardiaco”









