di Mario Di Vito
Il Manifesto, 29 settembre 2023
Verso la nuova riforma. C’è l’accordo in maggioranza - con il non imprevedibile sostegno di Italia Viva e Azione - sulla riforma delle intercettazioni. La Commissione giustizia della Camera ha votato come testo base la proposta di Pietro Pittalis di Forza Italia, che, come detto sia dallo stesso autore sia dal relatore di maggioranza Andrea Pellicini (FdI), porterebbe a un ritorno alla ex Cirielli. In buona sostanza il tempo di estinzione dei reati correrebbe in tutti i gradi di giudizio, cancellando l’improcedibilità della riforma Cartabia, il blocco dopo la sentenza di primo grado della riforma Bonafede e impedendo la dichiarazione della prescrizione in fase di impugnazione come previsto dalla riforma Orlado. Si tratta, ad ogni buon conto, di un testo base che potrà essere soggetto a modifiche ed emendamenti prima di finire in aula, il 27 ottobre.
di Errico Novi
Il Dubbio, 29 settembre 2023
Archiviato due volte Bonafede: addio al “fine processo mai” e all’uso della “pesca a strascico” per i reati di corruzione. In rivolta 5 Stelle e Pd. Verrebbe da dire: il gran giorno dei garantisti. Alla Camera, non in un convegno affollato ma velleitario. Nel giro di poche ore a Montecitorio va a segno un doppio colpo, condito da ulteriori chicche, impensabile solo fino a qualche giorno fa.
Santalucia: “Processi a rischio con la stretta sulle intercettazioni e il ritorno alla prescrizione”
di Liana Milella
La Repubblica, 29 settembre 2023
Intervista al presidente dell’associazione nazionale magistrati: “Il vero garantismo è quello che attua la Costituzione”. “La stretta sulle intercettazioni e il ritorno alla prescrizione del 2005 mettono in pericolo l’esigenza di tutelare i diritti della persona e assicurare l’effettività dell’accertamento penale”. Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia racconta a Repubblica tutti i suoi dubbi e le sue perplessità sugli ultimi interventi legislativi della maggioranza.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 29 settembre 2023
I genitori: “Roma cambi atteggiamento con l’Egitto”. L’udienza preliminare tra novembre e dicembre, in primavera al via il dibattimento. Quello rimosso dalla Corte costituzionale era l’insormontabile impedimento che teneva bloccato il processo ai quattro militari egiziani imputati del sequestro, le torture e la morte di Giulio Regeni. Dunque la sentenza della Consulta farà ripartire - appena sarà pubblicata, entro qualche settimana - l’udienza preliminare sospesa dal giudice Roberto Ranazzi il 31 maggio scorso. Ma tolto quel macigno, restano molti ostacoli sulla strada del processo a carico del generale Sabir Tariq, i colonnelli Mohamed Athar Kamel e Helmy Uhsam, il maggiore Magdi Ibrahim Sharif. La Procura di Roma li ritiene responsabili del rapimento di Giulio al Cairo, la sera del 25 gennaio 2016, e uno di loro - il maggiore Sharif - anche delle violenze subite dal ricercatore italiano durante i giorni della prigionia fino all’uccisione, il 3 febbraio.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 29 settembre 2023
La pronuncia della Consulta sul giovane ricercatore torturato e ucciso in Egitto si muove sul filo delle garanzie e del diritto. Una sentenza della Corte Costituzionale ad personam, ritagliata su misura perché si possa celebrare in Italia il processo nei confronti dei torturatori egiziani che sette anni fa assassinarono Giulio Regeni. Un provvedimento che l’ex ministra Marta Cartabia, che della Consulta fu anche Presidente, definisce sentenza “additiva”, un modo tecnico ma anche elegante per dire che si è creata un’eccezione alla norma generale per cui nessuno può essere processato se non informato del fatto che si sta procedendo nei suoi confronti.
di Francesco Compagna
Il Foglio, 29 settembre 2023
Il giovane ucciso in Egitto ha pagato con la vita il generoso desiderio di vedere affermati i diritti al cospetto di un’oppressione autoritaria: negare oggi, in suo nome, un fondamentale principio di garanzia della libertà individuale appare come un inutile sacrilegio.
di Niccolò Carratelli
La Stampa, 29 settembre 2023
L’ex presidente della Camera: “La decisione della Consulta ci rende felici. Lo Stato ha il dovere di pretendere giustizia, a costo di scontentare Al-Sisi”. Quando Roberto Fico ha saputo della sentenza della Corte costituzionale, che ha sbloccato il processo Regeni, ha provato “una sensazione di vera felicità, mi sono emozionato, perché c’era bisogno di una decisione profondamente giusta”. Da presidente della Camera, l’esponente del Movimento 5 stelle è sempre stato in prima linea a fianco dei genitori di Giulio per chiedere verità e giustizia: “Se si è arrivati a questo risultato è grazie a loro e all’avvocato Ballerini, che non hanno mai mollato, nemmeno per un secondo - dice Fico - il fatto che il processo agli agenti egiziani vada avanti è un qualcosa che ridà dignità al nostro Paese”.
veronasera.it, 29 settembre 2023
La consigliera comunale chiede che il Comune si attivi con le altre istituzioni del territorio per creare dei percorsi formativi o lavorativi che favoriscano il reinserimento dei detenuti. Attivarsi insieme alle altre istituzioni locali per creare progetti in grado di occupare proficuamente il tempo dei detenuti nel carcere di Montorio, disinnescando così le crescenti criticità presenti nella struttura detentiva. Questa è la sostanza della mozione presentata dalla consigliera comunale di Fare! Patrizia Bisinella, la quale vorrebbe per la sua proposta una condivisione totale da parte dei colleghi consiglieri, vista la delicatezza del tema.
di Ilaria Solaini
Avvenire, 29 settembre 2023
A chi mi chiede: “Ce la posso fare?” rispondo sempre, ma lo vedi Giuseppe? Era un ragazzo dello Zen destinato al niente e oggi vedi cosa è stato capace di diventare?”. Così una delle ambasciatrici dell’Economia civile, Lucia Lauro, ha raccontato delle possibilità degli ex ragazzi del carcere minorile Malaspina che, da anni, sono stati capaci di crearsi un loro futuro. Dopo essere diventati cuochi e direttori di sala, tra qualche anno saranno i futuri manager del bistrò Al fresco, nato dal progetto sociale “Cotti in fragranza”.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 29 settembre 2023
Il giornalista ha raccontato la sua personale storia di inviato, conduttore, e insieme una storia del giornalismo italiano, in un libro intitolato “Ad alta voce”. Con lui ho potuto partecipare a una visita al carcere Don Bosco e a una donazione di libri. Un’esperienza degna di nota.
- Roma. A Rebibbia incontro su situazione nelle carceri e reinserimento
- Parma. Alla Comunità Betania incontro sul tema “Le carceri italiane: l’attualità del problema”
- Roma. “Liberare il carcere”: il 6 e 7 ottobre a Roma l’evento organizzato da Arci nazionale
- Gorizia. L’ombra del caporalato sulla provincia, “teniamo alta la guardia”
- Elogio degli avvocati da uno scrittore. Brevi appunti su “V13” di Emmanuel Carrère









