focusicilia.it, 28 maggio 2023
Oggi il convegno su “Esecuzione della pena fra detenzione, diritti e inclusione” che permetterà di esplorare le dinamiche che si vivono all’interno delle mura carcerarie. Ribadito il ruolo di studio, integrazione ed espressività in ambito penitenziario.
Il Mattino, 28 maggio 2023
L’arte entra nel carcere di Fuorni. La cerimonia di inaugurazione per l’arazzo di Raffaello Sanzio questo pomeriggio alle 18. L’opera resterà esposta fino al primo ottobre 2023, realizzato su cartone risale alla prima metà del XVII secolo, e raffigurante Ananias et Saphira, è di proprietà del mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona.
lafedelta.it, 28 maggio 2023
In concomitanza con il salone internazionale del libro di Torino, la casa circondariale di Cuneo ha aperto le porte martedì 16 maggio ad un autore per offrire attraverso i suoi racconti un momento di “evasione letteraria” e di partecipazione alla vita della società esterna.
Ristretti Orizzonti, 28 maggio 2023
Nell’ambito del progetto rieducativo Liberi Art, ideato da Anna Protopapa, docente volontaria degli Istituti Penali di Reggio Emilia, e realizzato con i detenuti della Casa Circondariale reggiana, dopo un lungo percorso di dialogo, confronto e riflessioni con gli stessi ristretti nel laboratorio artistico Liberi Art, nasce il progetto “ Sbagli, sofferenza e vita”, che consiste nella realizzazione di una serie di quadri, opere dedicate alla realtà del carcere: dalla consapevolezza dei propri errori, alla sofferenza per la separazione dagli affetti famigliari per la privazione della libertà personale, al dramma dei suicidi dietro le sbarre, e alla voglia di migliorarsi per cercare di vivere fuori dalle mura una vita nuova.
di Francesca Fagnani
La Stampa, 28 maggio 2023
Cosa resta dopo, quando i riflettori si spengono su un fatto di cronaca, quando tv e giornali passano al servizio successivo? Il più delle volte i protagonisti della vicenda, le vittime dopo un’ubriacatura di attenzioni tornano un po’ storditi alla loro vita, sperando di migliorarla, disilludendosene poco dopo. A chi invece ha la responsabilità dei fatti accaduti basta stringere i denti, nella persuasione che appena la bolla mediatica si sgonfierà, il peggio sarà passato: “Dobbiamo aspettare, ha da passa’ ‘a nuttata”, come nella scena finale di Napoli milionaria.
di Flavia Amabile
La Stampa, 28 maggio 2023
La donna chiede di poter decidere della sua esistenza qualora le sue condizioni peggiorassero ancora. Nessuno si azzardi a rinchiudere Laura Santi in una categoria, la disabile, la depressa, la disperata, quella che non può più muoversi, quella che vuole morire. Se proprio si vuole usare una definizione, bisogna attingere agli ossimori, gli unici in grado di rendere l’idea di chi sia davvero questa donna di 48 anni che vive a Perugia con una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla che le sta sottraendo gesti, energie, libertà. Bastano cinque minuti di conversazione per capire che Laura Santi a è un vulcano anche quando è immobile, una voce potente capace di urlare anche quando è costretta a spegnersi.
di Carla Forcolin
Ristretti Orizzonti, 27 maggio 2023
Interessante e coinvolgente come sempre il convegno tenuto al “Due Palazzi” il 19 maggio. La spinta principale a parteciparvi mi è venuta dal progetto che sto conducendo con un finanziamento della Regione Veneto e in collaborazione con l’USSM, dal titolo “Arrampicare”.
di Susanna Marietti
Il Fatto Quotidiano, 27 maggio 2023
La procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per il collega procuratore capo di Viterbo per non aver dato seguito alle segnalazioni del garante regionale dei detenuti Stefano Anastasia su presunte violenze avvenute nel carcere cittadino. Vedremo cosa accadrà il prossimo 29 giugno all’udienza preliminare. Un segnale importante, per combattere qualsiasi tentativo istituzionale di avallare l’impunità di chiunque abbia un ruolo ufficiale e si macchi di violenza contro le persone che è incaricato di custodire.
di Alessandro Galimberti
Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2023
La riforma delle intercettazioni si farà e “sarà radicale” - ma solo sul versante della divulgabilità, non su natura e limiti dello strumento investigativo e non sulla responsabilità dei cronisti - l’addio all’abuso d’ufficio è un tema condiviso in modo trasversale “anche se non tutti i sindaci possono dirlo”.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 27 maggio 2023
Il 27 maggio 1993 l’esplosione. A Firenze c’è un’inchiesta ancora aperta: caccia ai mandanti occulti esterni alla mafia. All’inizio, poco dopo l’1,04 del 27 maggio 1993, quasi d’istinto, si pensò: “È una fuga di gas”. Troppo forte il botto, troppi danni, troppe vittime. E perché mai a Firenze, a due passi dagli Uffizi, sarebbe dovuto accadere qualcosa di diverso da questo? Da una sciagura? Da una tragica fatalità? Ma già all’alba, quando il sole cominciava a sorgere e le luci delle autobotti dei pompieri diventavano inutili, saltò fuori un cratere di un metro e mezzo che aprì la mente degli investigatori a un’altra drammatica pista: quella dell’attentato.
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