di Ilaria Cartigiano
L’Opinione, 31 agosto 2023
Le azioni contro il sovraffollamento. Gli eventi drammatici verificatasi nel carcere di Torino ad inizio del mese dimostrano come la situazione degli istituti penitenziari del nostro Paese continui a essere allarmante. Nei soli mesi estivi, infatti, secondo i dati dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone, sono ben 15 detenuti che si sono tolti la vita (47 dall’inizio dell’anno). E come è noto, il problema principale è strettamente legato al sovrappopolamento presente negli istituti di pena. Un problema non solo italiano, ma anche europeo stando ai dati del rapporto Space del Consiglio d’Europa che registra un tasso ufficiale di sovraffollamento delle carceri europee del 107,4 per cento.
redattoresociale.it, 31 agosto 2023
“La società della ragione”, finanziata dalla Chiesa evangelica valdese, che pubblica un report proprio sulle case di lavoro. Sono nove sull’intero territorio nazionale (Alba, Vasto, Castelfranco Emilia, Aversa, Tolmezzo, Biella, Isili, Barcellona Pozzo di Gotto e la “Giudecca” di Venezia) e al 31 marzo scorso i detenuti presenti sono 247 (lo 0,44% sul totale dei detenuti)
di Mario Pavone
politicainsieme.com, 31 agosto 2023
A pochi giorni dal suicidio di due detenute nel carcere delle Vallette di Torino, il tema del sovraffollamento delle strutture penitenziarie italiane resta in primo piano. “Ogni suicidio è una sconfitta per lo Stato, per la giustizia e mia personale” - come ha affermato il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo la morte di Susan John, la donna nigeriana di 43 anni, lasciatasi morire di fame e di sete, e di Azzurra Campari, la 28enne italiana trovata impiccata nella sua cella.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 31 agosto 2023
Due ostacoli fanno temere uno stop improvviso: la manovra complicata e l’ombra del referendum. La riforma della giustizia, “liberale” e “garantista”, voluta dal Guardasigilli Carlo Nordio e da realizzarsi in più tappe rischia di finire subito su un binario morto. La novità è di queste ore e rappresenta un radicale cambio di passo rispetto a quanto dichiarato appena una decina di giorni fa dalla premier Giorgia Meloni, secondo cui l’intervento sulla giustizia sarebbe dovuto andare al pari di quello costituzionale sul premierato. I motivi dello stop improvviso sarebbero essenzialmente due. Il primo riguarda la legge di Bilancio che si preannuncia molto difficile. “Sarà una legge di bilancio complicata, tutte lo sono. Siamo chiamati a decidere delle priorità, non si potrà fare tutto, certamente dovremo intervenire a favore dei redditi medio bassi, ma dovremo anche usare le risorse a disposizione per promuovere la crescita”, aveva messo le mani avanti l’altra settimana il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti (Lega).
di Alberto Cisterna
L’Unità, 31 agosto 2023
Separare le carriere di giudici e pubblici ministeri non è la strada per assicurare maggiori garanzie ai cittadini. Va invece interrotto radicalmente il circuito opaco di corresponsabilità tra il gip e il pm. Non c’è da crederci, ma chissà. Che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri nella versione hard proposta dalle Camere penali, e solo in parte mitigata dalle componenti più garantiste della maggioranza, possa superare il vaglio parlamentare pare onestamente difficile. Non è certo un problema di numeri, se ai voti del centrodestra si sommassero quelli dell’ex-Terzo polo la riforma passerebbe tranquillamente, ma è abbastanza evidente che la maggioranza non sia compatta sul punto e che la premier non vuole “rogne” con le toghe all’approssimarsi di una stagione politica complessa e incerta.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 31 agosto 2023
Sul tavolo ci sono quattro proposte di legge. L’idea sulla commistione può sparigliare le carte. L’estate volge al termine e, puntuale, riparte il dibattito sulla riforma della giustizia. Una riforma quanto mai attesa e di cui si discute ormai da almeno trent’anni. In una intervista della scorsa settimana, la premier Giorgia Meloni ha affermato di considerare l’intervento sulla giustizia, al pari di quello costituzionale sul premierato, ‘prioritario’ per il Paese. Il problema è capire come e quando, visti i precedenti, tale intervento avverrà. Sul fronte dei lavori parlamentari, mercoledì prossimo, è in calendario la discussione sulla separazione delle carriere fra pm e giudici in Commissione affari costituzionali alla Camera. Un tema da sempre incandescente. Sul tavolo ci sono quattro proposte di legge presentate da Forza Italia, Lega, Azione e Italia viva. Nazario Pagano, il presidente forzista della Commissione, ha deciso - dopo mesi di stallo - di imprimere una accelerazione ai lavori e punta ad arrivare in aula prima della fine dell’anno. A luglio Enrico Costa e Roberto Giachetti, deputati di Azione e Italia viva, avevano inviato una nota proprio a Pagano chiedendogli di reinserire nell’ordine del giorno le proposte di legge in materia di separazione delle carriere della magistratura. “Su questi provvedimenti - avevano sottolineato i due deputati - sono state effettuate cinque audizioni, l’ultima a fine marzo. Poi il tema è uscito dal calendario dei lavori della Commissione, in coincidenza con l’annuncio del ministro Nordio di presentare un disegno di legge governativo in materia entro il 2023”. “Attualmente non abbiamo calendarizzato la proposta della separazione delle carriere”, aveva però affermato il Guardasigilli, precisando che trattandosi comunque di una riforma costituzionale doveva essere collegata ad altri tipi di riforme che dipendono anche da “considerazioni di ordine politico”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 agosto 2023
Gli azzurri non temono che la volontà di Meloni di dare priorità alla riforma del premierato possa penalizzare l’approvazione della riforma della giustizia. Caiazza (Ucpi), però, lancia l’allarme: “Il tempo corre”. Puntare tutto sull’approvazione della riforma costituzionale che introduce il premierato (con annesso referendum), rinviando a un secondo momento la riforma costituzionale della giustizia e della separazione delle carriere tra giudici e pm (con secondo annesso referendum)? Nessun problema. La strategia immaginata dalla premier Giorgia Meloni, anticipata ieri dal Foglio, non sembra preoccupare Forza Italia, cioè il partito di governo che da sempre ha fatto della riforma della giustizia una delle sue battaglie campali.
di Giulia Merlo
Il Domani, 31 agosto 2023
Parla la consigliera Csm di Magistratura indipendente. Il gruppo ha chiesto al Csm di creare un comitato che diffonda le buone prassi tra procure. Ma servono più toghe in organico e una specializzazione su reati difficili da prevenire ma anche da dimostrare
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 31 agosto 2023
A finire nel tritacarne stavolta è la ragazza violentata a Palermo. Il Garante privacy: media spregiudicati. Domani la a visita di Meloni al Parco Verde di Caivano, teatro delle violenze su due bimbe. La lezione di don Patriciello: “Un esercito qui? Sì, di maestri”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 31 agosto 2023
La Corte di cassazione, sentenza n. 36215 depositata oggi, ha accolto con rinvio il ricorso di un detenuto malato di cancro condannato per reati di mafia. Sì al differimento della pena per praticare le cure mediche necessarie alla tutela della salute anche per chi sta scontando la pena per reati di mafia. La Corte di cassazione, sentenza n. 36215 depositata oggi, conferma sul punto la linea della concretezza affermando che nel caso di diniego il tribunale dovrà indicare specificamente i luoghi in cui può avvenire la cura e le relative modalità.
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