di Maurizio Braucci
Il Manifesto, 1 settembre 2023
Trovo ipocrita che si parli adesso del Parco Verde di Caivano come di un luogo dell’orrore quando negli anni passati è già stato teatro di numerosi episodi di grande crudeltà, specie verso donne e bambini. Ma la speranza che la sofferenza di chi ci abita (non quella delle famiglie camorristiche o dei politici che ci vanno per nutrirsi di voti) si possa almeno ridurre, mi fa accettare persino la visita in quel quartiere di Giorgia Meloni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 settembre 2023
A Caivano, dove il 20,7% della popolazione è costituito da bambini e adolescenti, solo il 17% degli studenti delle primarie ha accesso alla mensa e solo il 30% può frequentare il tempo pieno. La violenza tra pari, come quella terribile avvenuta a Caivano, è una terribile vicenda che si annida in molteplici contesti sociali ed economici. Tuttavia, è incontestabile che nelle aree svantaggiate sia ancora più difficile avere accesso ai mezzi e agli strumenti necessari per prevenirla e per sganciarsi dalla spirale di coercizione e soprusi in cui chi la perpetra tiene le proprie vittime intrappolate.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 1 settembre 2023
La piccola, che adesso ha quattro anni, era considerata apolide: nata in Ucraina tramite maternità surrogata, le era stato negato il rapporto di filiazione anche con il padre biologico. “Mi auguro che il Parlamento, in sede di approvazione del ddl a firma Varchi sulla maternità surrogata, voglia prevedere una norma che specifichi il diritto del minore e vedersi riconosciuto il rapporto con il genitore biologico, onde evitare che una situazione del genere abbia a ripetersi”. Il monito arriva dall’avvocato Giorgio Muccio, legale della coppia che oggi ha ottenuto una prima vittoria a Strasburgo dopo una lunga e tortuosa battaglia giudiziaria.
di Elena Tebano
Corriere della Sera, 1 settembre 2023
La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito che l’Italia non può rifiutarsi di riconoscere e registrare all’anagrafe i bambini nati con maternità surrogata all’estero, figli di cittadini italiani. L’Italia non può rifiutarsi di riconoscere e registrare all’anagrafe i bambini nati con la maternità surrogata all’estero figli di cittadini italiani. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo (Cedu) pronunciandosi sul caso di una bimba veneta nata nel 2019 in Ucraina, dove la surrogazione di maternità è legale, da un uomo italiano (che è anche il padre biologico della bambina) e dalla moglie, anche lei italiana.
di Paolo Varetto
La Stampa, 1 settembre 2023
Il sindaco Stefano Lo Russo si oppone alla realizzazione di un grande centro di smistamento: “Non è questa la strategia, piuttosto introdurre lo ius scholae per la cittadinanza ai ragazzini”. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo piccona alle fondamenta la gestione dell’emergenza migratoria. Bocciando l’ipotesi di creare grandi centri per lo smistamento dei richiedenti asilo e suggerendo piuttosto la loro ridistribuzione in piccoli gruppi sui territori. “Siamo già in una situazione piuttosto critica - è il suo sfogo - e soprattutto non ci sono le condizioni per gestire centri con centinaia di migranti. Non è questa la strategia. Occorre affrontare la questione in maniera strutturale e sistematica ed è quello che come sindaci chiediamo al governo”.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 1 settembre 2023
Spesso tutto si blocca quando mancano gli accordi di riammissione. I moduli grigi, circondati da filo spinato, sono pronti. I primi 100 migranti sono già stati trasferiti da Lampedusa, ma le sezioni vanno ancora strutturate: una parte centro di accoglienza, l’altra sezione per le procedure di frontiera. Passa dal nuovo hotspot di Modica-Pozzallo una delle scommesse del governo Meloni sull’immigrazione. Sarà questo, infatti, il primo centro di trattenimento per le persone che provengono da Paesi terzi sicuri.
di Lorenzo Drigo
ilsussidiario.net, 1 settembre 2023
Sono 2.069 gli italiani che si trovano in un carcere all’estero: il primato spetta alla Germania, con 713 detenuti. Più della metà di loro è ancora in attesa di un giudizio. Il recente caso della liberazione di Patrick Zaki, detenuto in un carcere egiziano per aver protestato contro il regime di al-Sisi, aveva fatto sperare che si riaccendessero i riflettori sui tantissimi detenuti italiani che si trovano all’estero, talvolta (se non sempre) intrappolati in un complicato “gioco” burocratico/legale. Emblematico, per esempio, è il caso di Enrico “Chicco” Forti, da 22 anni detenuto negli USA con una pena all’ergastolo.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2023
In occasione dell’odierna Giornata internazionale delle vittime di sparizione forzata, Amnesty International ha invitato a Beirut famiglie di persone scomparse in Iraq, Libano, Siria e Yemen per sostenere le loro richieste di verità, giustizia e riparazione. Da decenni, in tutto il Medio Oriente, autorità di stato e attori non statali fanno sparire e rapiscono persone per stroncare il dissenso, rafforzare il potere e diffondere il terrore nelle rispettive società. La maggior parte dei governi di quella regione non indaga sulle sparizioni né fornisce dati attendibili sulle persone scomparse. Ciò nonostante, le organizzazioni della società civile e gli organismi delle Nazioni Unite cercano di tener conto delle persone rapite e fatte sparire stato per stato.
La Repubblica, 1 settembre 2023
I detenuti di El Turi hanno preso in ostaggio un numero imprecisato di agenti di custodia e poliziotti. Ormai hanno il controllo della prigione i detenuti del carcere ecuadoriano di El Turi, a Cuenca, che ieri hanno iniziato una rivolta in risposta alla decisione del governo di perquisire le celle del centro di Cotopaxi. Hanno preso in ostaggio un numero imprecisato di agenti di custodia e poliziotti, mentre sono 300 i soldati all’esterno dell’edificio che non riescono a entrare.
di Francesca Fuscaldo*
Il Dubbio, 31 agosto 2023
Il numero dei suicidi in carcere sta progressivamente aumentando e il dato è allarmante: 84 nel 2022 e già 40 dall’inizio del 2023. Il ministro Nordio ha recentemente affermato di voler adottare adeguate contromisure, intervenendo sull’edilizia carceraria e implementando il personale medico, paramedico e assistenziale. Il sovraffollamento carcerario e l’inadeguatezza degli spazi affligge il nostro Paese ed è ormai noto e attenzionato da tempo, anche dagli organi internazionali, così come l’insufficienza del personale medico e assistenziale. Si tratta però di misure pensate per chiudere e soffocare. Il suicidio non è un fattore che risolvi con cemento e laterizi, né implementando il controllo. Chi vuole morire non arriva a questa scelta per una questione di metri e sa farlo in ogni momento, con qualsiasi mezzo e senza alcunché.









