di Giovanna Branca
Il Manifesto, 28 marzo 2023
Amnesty International. Il rapporto 2022-2023. L’aggressione dell’Ucraina, i doppi standard dell’Occidente, violenza di genere. Se il rapporto 2022-2023 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo avesse un titolo, osserva il portavoce Riccardo Noury, sarebbe “Guerra, protesta, patriarcato”. La guerra, naturalmente, è quella tornata sul suolo europeo con l’aggressione dell’Ucraina - “abbiamo fatto oltre 17 rapporti sulla situazione in Ucraina, cercando di occuparci di tutte le violazioni dei diritti umani: dalle esecuzioni extragiudiziali agli attacchi gratuiti e deliberati alle infrastrutture civili e l’uso di armi proibite”, dice il presidente di Amnesty Italia Emanuele Russo - che espone anche quello che l’organizzazione definisce “il vergognoso doppio standard” di cui ha dato prova l’Occidente. La compattezza dimostrata contro l’invasione russa manca nei confronti di “altri contesti non meno pericolosi e cruenti”, afferma Russo. “Penso in particolare a ciò che accade in Egitto, in Israele, Arabia saudita, o in teatri di guerra dimenticati come lo Yemen o l’Etiopia”. Ed è il doppio standard anche nei confronti dei rifugiati: “Abbiamo accolto giustamente quelli ucraini ma senza fare lo stesso con quelli che lasciamo morire nel Mediterraneo”, dice la direttrice generale di Amnesty Italia Ileana Bello.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 28 marzo 2023
Matteo Salvini prosegue la sua guerra contro le Ong. Dalla Guardia Costiera domenica era arrivata una nota molto polemica: “Le continue chiamate dei mezzi aerei Ong hanno sovraccaricato i sistemi di comunicazione del Centro nazionale di coordinamento dei soccorsi, sovrapponendosi e duplicando le segnalazioni dei già presenti assetti aerei dello Stato. Allo stesso modo, l’episodio citato dalla Ong Ocean Viking e riferito ai presunti spari della guardia costiera libica nella loro area Sar, non veniva riportato al Paese di bandiera, come previsto dalle norme, bensì al Centro di coordinamento italiano, finendo col sovraccaricare il Centro”. L’audio della comunicazione: “Stanno sparando”, “grazie per l’informazione - la replica -, abbiamo ricevuto la sua mail”.
di Marco Bresolin
La Stampa, 28 marzo 2023
“La Tunisia non sarà lasciata sola”. Ma per ottenere il sostegno dell’Unione europea utile a evitare il collasso finanziario “ci sono delle condizioni da rispettare”. In termini di riforme economiche, ma anche e soprattutto democratiche. È questo il messaggio che il commissario europeo Paolo Gentiloni ha portato ieri a Tunisi al presidente Kais Saied, nel tentativo di tendere una mano al Paese nordafricano che in questo momento sta affrontando una grave crisi e non riesce più a controllare le partenze dei migranti diretti verso l’Italia.
di Giuliana Sgrena
Il Manifesto, 28 marzo 2023
Il Paese, appeso alle dure decisioni del Fmi, vive una grave crisi economica e politica dopo il “golpe” del presidente Saied. Tajani agita il “Piano Marshall” e il “rischio islamizzazione”. Alla fine il presidente tunisino Kais Saied è tornato sui suoi passi e ha incontrato il commissario europeo per l’economia Paolo Gentiloni, contrariamente a quanto annunciato in un primo tempo. Lo sgarro, che non avrebbe potuto permettersi in questo momento, era motivato dall’orgoglio di un presidente che incontra solo i suoi pari. Atteggiamento all’insegna dell’autoritarismo che guida il suo operato di presidente della repubblica che ha assunto tutti i poteri e accusa tutti coloro che sembrano credere agli allarmi occidentali sulla situazione fallimentare dell’economia tunisina di essere traditori.
di Ugo De Giovannangeli
Il Riformista, 28 marzo 2023
Il Paese in rivolta contro il governo. Ben Gvir, leader di Potenza ebraica, ha accettato di congelare tutto fino a dopo Pasqua, ma ha ottenuto che si esamini la creazione di una sorta di milizia da lui guidata. Un ricatto.
Il Manifesto, 28 marzo 2023
La detenzione amministrativa prevede il carcere senza accuse ufficiali né processo. Il numero di prigionieri politici palestinesi in detenzione amministrativa è raddoppiato rispetto allo scorso anno: 967, un dato che non si vedeva da venti anni (ovvero dalla Seconda Intifada palestinese). A pubblicare il dato, domenica, sono stati il quotidiano israeliano Haaretz e l’ong palestinese Addameer, impegnata nella tutela e la difesa dei detenuti politici palestinesi nelle carceri israeliane.
La Repubblica, 28 marzo 2023
È di almeno 37 morti il bilancio dell’incendio che ha colpito un centro di detenzione per migranti nella città messicana di Ciudad Juarez, al confine con gli Stati Uniti: lo ha reso noto un comunicato dello Stato di Chihuahua. Secondo le autorità l’incendio si è sviluppato nell’ufficio dell’Istituto Nazionale per le Migrazioni (INM) dopo che gli agenti avevano fermato circa 71 migranti nelle strade della città e li avevano portati nel centro. Le cause dell’incendio e la nazionalità delle vittime non sono state rese note.
di Corrado Augias
La Repubblica, 27 marzo 2023
Dall’Inquisizione alle leggi speciali contro il terrorismo una riflessione sull’errore di cancellare, come proposto dalla destra, una norma di civiltà. Per la quale l’Italia ha dato il suo contributo.
di Alberto Cisterna*
Il Dubbio, 27 marzo 2023
La torsione del processo penale verso obiettivi securitari rappresenta, probabilmente, uno dei più vistosi disallineamenti dello ordinamento dello Stato rispetto ai principi enunciati dalla Costituzione. In verità, tutto il modo con cui si sono concretamente costruite le relazioni tra giudice e pubblico ministero, si sono intrecciati i rapporti tra procure della Repubblica e polizia giudiziaria, si sono alterate le correlazioni tra la pena e la sua espiazione, si sono allineati le interlocuzioni tra stampa e magistratura si colloca ai margini, se non fuori dal perimetro della Carta fondamentale e di tutti gli statuti internazionali di garanzia. Si è costruita una sorta di regime franco, di condizione anomica che nessuna legge riesce davvero a riportare all’ordine, di ginepraio che nessun intervento riesce a dipanare.
di Giovanni Fiandaca*
Il Dubbio, 27 marzo 2023
In un recente intervento nel settimanale di approfondimento di questo giornale, Giorgio Spangher ha delineato un quadro ricostruttivo delle direttrici di tendenza del sistema-giustizia, con particolare riferimento al processo penale.
- Le garanzie processuali tra logiche autoritarie e istanze efficientiste
- Il declino del processo basato su emergenze (spesso irreali) che hanno attraversato l’Italia
- L’insidiosa tentazione delle toghe: raggiungere una presunta giustizia sociale per via giudiziaria
- E il pm disse: Barbano ha ragione, l’antimafia è un disastro
- Viterbo. Detenuto muore in cella a 26 anni, la Procura ha disposto l’autopsia











