di Roberto Garofoli*
Corriere della Sera, 26 marzo 2023
Non è scontato che la riscrittura del reato di abuso sia quindi la soluzione. La stessa abolizione del reato va valutata con cautela, non foss’altro per il concreto rischio di riespansione applicativa di altri reati.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 marzo 2023
Per la procura il 43enne morto lo scorso ottobre in carcere si sarebbe impiccato. La sorella: “Negato due volte l’esame autoptico”. La morte in carcere di Stefano Dal Corso è un vero e proprio giallo. Il presunto suicidio del 43enne - trovato cadavere nel penitenziario Casa Massama di Oristano, in Sardegna, il 12 ottobre scorso - non convince la famiglia dell’uomo che si è affidata all’avvocato Armida Decina e al medico legale Cristina Cattaneo, il consulente forense che ha lavorato alla risoluzione dei delitti più conosciuti in Italia: dall’omicidio di Serena Mollicone al caso di Stefano Cucchi.
agensir.it, 26 marzo 2023
L’esperienza di chi il carcere lo conosce bene con tutto il suo carico di umanità l’ha portata - al convegno nazionale del Meic “E liberaci dal male. Percorsi di giustizia e di riparazione in questo tempo”, in svolgimento a Roma - don Sandro Spriano, cappellano, con altri sacerdoti, dei quattro istituti di pena di Rebibbia in cui ci sono circa 2.300 persone detenute (nei tre istituti maschili, nella casa circondariale per l’accoglienza di un piccolo gruppo di ragazzi tossicodipendenti con una custodia attenuata e dei detenuti semi liberi; nell’istituto femminile che è il più numeroso d’Europa con più di 350 donne e in questo momento solo due bambini).
ilcrotonese.it, 26 marzo 2023
Sono ritornati agibili i locali per il ricovero dei detenuti nell’ospedale di Crotone. Lo avevano comunicato già dall’Asp di Crotone tre giorni dopo dopo la notizia dell’inagibilità per via di alcuni problemi alla rete idraulica. Ora la conferma che sono state eseguiti arriva anche dal sopralluogo svolto nella mattina del 24 marzo, dal garante dei detenuti, Federico Ferraro, alla presenza della direttrice dell’istituto penitenziario di Crotone, Caterina Arrotta, del Comandante pro tempore di Polizia Penitenziaria, commissario Francesco Tisci, e del Comandante del Nucleo traduzione e piantonamento, commissario Gaetano Megna.
di Andrea Aliverti
malpensa24.it, 26 marzo 2023
Teatro in carcere, al convegno dell’associazione Oblò-Liberi Dentro nella sala parrocchiale di Sant’Anna, in occasione della giornata nazionale sul tema, si presenta anche don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, accompagnato dal cappellano della casa circondariale di Busto Arsizio don David Maria Riboldi: “Spesso c’è più realtà nel teatro che nella vita vera”. E la vicesindaco Manuela Maffioli ricorda che “la cultura non ha confini. Non ci sono porte che non possano essere aperte e attraversate dalla cultura”.
orvietonews.it, 26 marzo 2023
I detenuti della Casa di Reclusione di Orvieto come volontari per la solidarietà. Questa è stata la molla principale che ha portato alla mini tournée teatrale, voluta dalla direzione del carcere e approvata dal magistrato di sorveglianza, che nella giornata di venerdì 31 marzo vedrà in scena diversi detenuti, per la prima volta all’esterno, nei teatri di Orvieto e di Porano.
lentepubblica.it, 26 marzo 2023
A proporre quest’esempio virtuoso è la Casa Circondariale “Le Sughere”: ecco come la Pet therapy in carcere può aiutare i detenuti. I benefici del contatto con animali abilitati e certificati per gli Interventi Assistiti sono ad oggi riconosciuti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 e più di recente dal Ministero della Salute che nel 2015 ha emanato le linee guida per gli interventi assistiti con gli animali (IAA) che hanno portato alla regolamentazione di tali attività e al definitivo riconoscimento del loro valore terapeutico.
di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 26 marzo 2023
Il libro di Vincenzo Aliotta, curato da Barbara Bonomi Romagnoli, è nato dal racconto diretto di operatori, pazienti e counselor. E fotografa un approccio innovativo nella cura delle dipendenze, quella portata avanti dal Centro Recupero Dipendenze San Nicola, nelle Marche.
di Silvia Fumarola
La Repubblica, 26 marzo 2023
La serie Rai attira il grande pubblico degli adolescenti mettendo in scena sfide ed emozioni. Il messaggio è arrivato forte e chiaro. Si può cadere e ci si può rialzare, si può sbagliare ancora e non mollare perché il destino, se sei un ragazzo, è tutto nelle tue mani. Niente è perduto. Il successo della serie Rai Mare fuori fa riflettere, la televisione che educa - verbo sempre impegnativo - e al tempo stesso intrattiene e fa sperare, è un piccolo miracolo. E’ accaduto. Quell’immaginario carcere minorile a Napoli, dove il mare si vede oltre le sbarre, è diventato, per milioni di spettatori, un luogo dove coltivare la speranza. Anche se la realtà è sempre più dura, vista da dentro: il sovraffollamento, i soprusi. E lo è anche fuori, perché non fa sconti, non prevede lieto fine. Quello che succede ti schiaccia al muro e toglie il fiato, l’omicidio assurdo e insensato di Francesco Pio Maimone, il diciottenne ucciso a Mergellina da Francesco Pio Valda, solo due anni in più (figlio di un camorrista ammazzato nel 2013), una sera come tante. Una macchia sulle scarpe, una pistola in tasca.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 26 marzo 2023
L’educazione dei ragazzi è alla base di tutto: imparare è fatica e non bisogna difenderli da questo. Voltando le spalle al palco si illumina la platea: a spettacolo finito applaude o fischia, decreta il successo o la debacle di chi è di scena. La chiave di ogni cosa è sempre lì, nel consenso. Se ci sia o non ci sia è evidente, si misura - in politica, per esempio - in numero di voti. La questione non è se arrivi o meno l’applauso ma perché: cosa determini il gradimento, o il dissenso, o l’indifferenza. A ogni passo, per ogni cosa. Sul tema dell’antifascismo, per esempio. E’ evidente che la presidente del consiglio faccia fatica a pronunciare la parola, prima ancora a pensarla come radice del presente. E’ ovvio, è coerente con la sua proposta. Le ragioni le ha spiegate molto bene Simonetta Fiori ieri qui. Cancellare pezzi di storia è quel che fanno tutti coloro che vogliono scriverne una nuova: dimenticano quello che sono, diventano chi vorrebbero essere. Lo facciamo talvolta persino nelle nostre private esistenze, ma c’è sempre qualcuno che presto o tardi ci riporta alla realtà. Un testimone del passato, un figlio di quella storia, chi la conosca e dica: ehi, scusa, ti sbagli. Guarda che hai dimenticato un pezzo.
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