di Vincenzo Mattei
Il Manifesto, 25 marzo 2023
Nella Casa circondariale femminile di Pozzuoli una cooperativa ha adibito a torrefazione un’ala dell’edificio, per produrre caffè artigianale e dare una possibilità alle donne che sono in carcere: dal 2010 più di 80 detenute hanno fatto il percorso lavorativo con le Lazzarelle, e quasi il 90% dei casi non è rientrato in prigione ed è riuscito a reinserirsi nella società.
di Silvia Avallone
Corriere della Sera, 25 marzo 2023
Abbiamo costruito una società malata di individualismo e competizione al posto di una sana, basata sull’empatia. La lettura è un ponte, un esercizio dell’alterità. Serve la volontà di uscire da noi stessi altrimenti rischiamo di calpestarci senza incontrarci. Di fronte al dilagare di episodi di bullismo per una visualizzazione in più sul web, d’intolleranza verso chi è percepito come diverso e viene bersagliato in chat.
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 25 marzo 2023
Meloni ha ottenuto che il tema sia riconosciuto nelle sue dimensioni strutturali e continentali, ed è già qualcosa. Pensare che la soluzione invocata dal governo di Roma sia vicina, tuttavia, potrebbe rivelarsi un’illusione. Il mantra di Giorgia Meloni è il “cambio di passo” in materia di immigrazione. E come era inevitabile ognuno lo declina a proprio modo. Con dosi massicce e scontate di sarcasmo, le opposizioni; con soddisfazione quasi gridata, la maggioranza.
di Marco Bascetta
Il Manifesto, 25 marzo 2023
Ciò che rende inconsistenti e beffarde tutte le formule e le finte proposte sciorinate sull’immigrazione è il fatto di fondarsi immancabilmente su accordi con quegli Stati ai quali i migranti cercano in ogni modo di sottrarsi, per ragioni che riguardano tutti (guerra, carestia, devastazione ambientale) o determinati segmenti di popolazione, se non addirittura singoli individui, minacciati da forme mirate di persecuzione.
di Marco Perduca
Il Riformista, 25 marzo 2023
Chi chiama proibizionismo il “sistema internazionale di controllo delle droghe” sa che la guerra alla droga è da sempre una guerra contro le persone, persone che coltivano usano e, naturalmente, scambiano le sostanze contenute nelle Convenzioni Onu. Nell’introduzione al suo rapporto di quest’anno, l’International Narcotics Control Board, INCB, si scaglia contro quelle giurisdizioni che stanno legalizzando la cannabis ma non dedica altrettanta evidenza all’uso della pena di morte per reati “droga-correlati”.
di Sabato Angieri
Il Manifesto, 25 marzo 2023
Un rapporto Onu afferma che da quando la Russia ha invaso l’Ucraina si sono verificate decine di esecuzioni sommarie ai danni dei prigionieri di guerra. E la notizia inattesa è che il triste primato nella sfida tra boia spetta all’Ucraina. IL REPORT, pubblicato ieri, è frutto di un’indagine durata da agosto a gennaio e si basa su interviste a circa 400 prigionieri di guerra, metà dei quali ucraini rilasciati e l’altra metà russi tenuti prigionieri in Ucraina.
di Massimo Basile
La Repubblica, 25 marzo 2023
Si allunga la lista degli Stati che preferiscono sparare ai detenuti invece di ricorrere all’iniezione legale. Riportando indietro il Paee di duecento anni. Non tutti vorranno vedere qualcuno che spara sul petto a un condannato a morte, giustiziandolo, ma la scena potrebbe diventare meno rara. E soprattutto legale. L’Idaho si è aggiunto a Mississippi, Utah, Oklahoma e South Carolina, tra gli Stati che prevedono il plotone d’esecuzione.
La Stampa, 25 marzo 2023
Paul Rusesabagina, l’uomo che ha ispirato il personaggio protagonista del film hollywoodiano “Hotel Rwanda”, è stato liberato dal carcere in cui si trovava come oppositore del governo ruandese. Ora si trova nella residenza dell’ambasciatore del Qatar in attesa di partire per gli Stati Uniti, dove viveva prima di essere processato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 marzo 2023
Affossato il disegno di legge dei democrat che mirava a scarcerare le detenute madri con i loro figli. Scontro in commissione giustizia, l’intesa tra maggioranza e opposizione fallisce e il Pd ritira la proposta di legge che consente di far uscire i bambini fuori dalle strutture detentive. Tutto nasce quando mercoledì scorso la commissione ha dato il via libera alla legge Serracchiani, la proposta che riprende il testo presentato dall’ex deputato del Pd Paolo Siani per evitare i bambini in carcere, ma nel contempo viene depotenziata con l’approvazione di due emendamenti di Fdi: senza alcuna valutazione caso per caso da parte del magistrato di sorveglianza, in alcuni casi di recidiva, rende automatico il carcere o gli istituti a custodia attenuta (gli Icam) per le madri con i figli piccoli. Quindi niente case famiglia, punto cardine della proposta di legge.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 24 marzo 2023
Il blitz alla Camera. FdI stravolge la proposta di legge di minoranza a firma dem. Il testo viene ritirato ma la Lega ne deposita un altro “anti borseggiatrici rom”. Alessandro Zan: “Hanno utilizzato come un autobus la nostra norma per fare le loro schifezze”.
- “In cella le ladre incinte”. Giro di vite della Lega e il Pd ritira la legge
- Madri detenute, non si farà nulla per migliorarne la condizione: chi parla di recidiva è in malafede
- Vogliono fare crescere questi bambini dentro un carcere
- Piccoli incarcerati con le mamme: la barbarie continua, e così l’impegno
- Mauro Palma: “Attaccare le donne rom è soltanto populismo”











