di Bruno Ballardini*
Il Fatto Quotidiano, 26 marzo 2023
Il Covid prima e la guerra in Ucraina dopo hanno fatto tornare alla ribalta un’attrice dimenticata che tutti, nel mondo della comunicazione, credevano ormai in pensione da tempo: la propaganda. Invece, dopo un intervallo di circa quarant’anni in cui era stata offuscata dalla pubblicità, sicuramente più innocua e trasparente nei metodi, oggi la propaganda ha ripreso il sopravvento e viene utilizzata a tutti i livelli (anche inconsapevolmente), dal giornalismo alla stessa pubblicità che, diciamolo, non è più in mano ai pubblicitari.
di Alessandra Arini
La Repubblica, 26 marzo 2023
È nato il primo ambulatorio odontoiatrico no-profit. Il laboratorio sociale in vicolo Bolognetti a Làbas è aperto tre pomeriggi su sette. In un anno sono venute 250 persone. Crowdfunding per le nuove attrezzature. Durante l’ultimo anno di università, nel 2019, cinque studenti del corso di odontoiatria dell’Unibo sono partiti insieme per l’Argentina.
Migranti dalla Tunisia, è allarme. Il piano di Roma per sbloccare il prestito e superare il veto Usa
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 26 marzo 2023
Si tratta di 1,9 miliardi di euro del Fondo monetario internazionale bloccati anche per la posizione americana contro le ultime mosse del presidente Kais Saied. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Tunisi a fine aprile.
di Alessandro Mauro Rossi
L’Espresso, 26 marzo 2023
Sbarcano dalla Libia. Arrivano dalla rotta balcanica. Entrano dal Friuli. Vengono dall’Africa, dall’Afghanistan, dal Pakistan, persino dai Paesi dell’Unione europea come la Romania. Ma non è un’invasione. È invece disperazione, dolore, fame, paura, miseria che talvolta si trasforma in strage. Sulle nostre coste, perché l’Italia è il primo Paese dell’Unione europea più facilmente raggiungibile.
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 26 marzo 2023
Crisi ucraina. Pure assolutamente convinti della necessità di una forza di sinistra alternativa in questa rovinosa crisi italiana, consideriamo l’avvento di Elly Schlein alla segreteria del Pd come una occasione importante per tutti per una opposizione in questo Paese precipitato nell’epoca dell’estrema destra al governo. Tuttavia accadono cose che è impossibile non sottolineare. Soprattutto in queste ore drammatiche, di fronte al discorso minaccioso di Putin che annuncia il dispiegamento di armi nucleari tattiche in Bielorussia, bontà sua dichiarando “nel rispetto del Trattato Start”, come se la cosa non mettesse lo stesso il mondo nel terrore.
di Domenico Quirico
La Stampa, 26 marzo 2023
A Sud del Sahara la modernità ha la forma del kalashnikov, violenza, sopraffazione. I più deboli percorrono le stesse strade degli antichi traffici: un Continente in fuga. I sub-sahariani. Li definiamo così. Comodo. È una parola grande, talmente spaziosa che dentro ci puoi ficcare tutto: le savane monotone e le bianche nevi del Kilimangiaro, zebre ed elefanti, il club Méd a Malindi e la bidonville di immondizie ovunque, l’eroe Nelson Mandela e i perfidi Boko Haram, la carestia e il grattacielo, il tamburo e l’afro beat. E i migranti. Tanti migranti. Qualcuno adesso perfino li conta, li mette in fila e va ai summit impugnando la cifra per chiedere protestare giustificare. Dicono: novecentomila son lì già pronti a partire dal continente nero come lo si liquidava una volta, quando il colonialismo si travestiva appena appena di esotismo, sono pronti a scavalcare navigare affondare sbarcare. Che si fa? Le statistiche sono un’invenzione meravigliosa: perché funzionano da sole, si auto confermano. Novecentomila! E perché non cinquecentomila o un milione? Dove sono andati a intervistarli, i pronti partire, quelli dell’Intelligence, dove li hanno visti in fila dallo scafista di terra e di mare, a chi hanno raccontato: eccomi?
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 marzo 2023
Dal 41bis alla tutela di donne e trans. Tutte le criticità messe in luce dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani e degradanti che lo scorso anno ha visitato quattro istituti penitenziari.
di Viviana Daloisio
Avvenire, 25 marzo 2023
Nelle ispezioni dell’organo antitortura del Consiglio d’Europa, l’ennesima, sconfortante fotografia della situazione nei nostri penitenziari. Pestaggi con pugni e calci, accoltellamenti. E poi insulti, minacce, nel caos di strutture fatiscenti, sovraffollate all’inverosimile. Non è una sorpresa il contenuto del rapporto stilato dal Cpt, l’organo antitortura del Consiglio d’Europa, sullo stato delle carceri italiane.
di Angela Stella
Il Riformista, 25 marzo 2023
Il rapporto dell’organo del Consiglio d’Europa dopo la visita nei nostri istituti di pena: “Serve una strategia più ampia contro il sovraffollamento: la detenzione sia l’ultima ratio. Migliorare la formazione del personale”.
di Carmine Di Niro
Il Riformista, 25 marzo 2023
Lo aveva già annunciato nel 2018, il reato di tortura “impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro” e per questo andava abolito. Oggi che è presidente del Consiglio, Giorgia Meloni mantiene la promessa in merito a quell’annuncio. Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per annullare il provvedimento introdotto nell’ordinamento italiano nel 2017, dopo un tormentato iter parlamentare.











