di Piero Sansonetti
Il Riformista, 22 marzo 2023
I fatti degli ultimi giorni avevano sollevato l’allarme. Il fastidio occidentale per le mosse di Xi Jinping, e prima ancora l’ammonimento di Washington a Kiev (“non accettate nessuna proposta di cessate il fuoco”). Ieri l’escalation è proseguita. Gli inglesi hanno reagito in modo inconsulto ai colloqui di Mosca: hanno annunciato che forniranno a Kiev munizioni con l’uranio impoverito.
di Gianluca Di Feo
La Repubblica, 22 marzo 2023
Sfondano le corazze dei carri armati, ma sono un fantasma velenoso sospettato di avere trasmesso patologie a militari e civili. Forse sono l’arma più perversa mai inventata, una sintesi di scienze fisiche convertite alla pratica bellica e circondata da un’aurea nefasta di gran lunga superiore alla sua efficacia in battaglia. I proiettili a uranio impoverito uniscono il sinistro futuro delle guerre nucleari agli antichi calcoli balistici dell’artiglieria, concependo una munizione presentata come la pallottola d’argento dei fumetti horror: l’unica in grado di sfondare qualsiasi corazza.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 22 marzo 2023
Il ministro israeliano, leader dell’estrema destra, ha ordinato misure restrittive senza precedenti nelle carceri per porre fine a quella che definisce la “comoda detenzione” dei palestinesi.
di Stefania Miccolis
La Stampa, 22 marzo 2023
Il racconto dell’iraniana che ha sfidato prima lo scià e poi gli ayatollah: “In prigione sono stata frustata, mi facevamo stare sveglia di notte”. Il ricordo di Mahsa Amini: “È stata la scintilla che tutti aspettavamo”. Questa è la storia di una donna iraniana, Farideh Guerman, una combattente politica che ha impegnato - “ha dato in pegno” - la sua vita nella lotta in un credo politico, e “a sostegno”, dice lei, “dell’essere umano”. Ma non vuole essere ricordata, “voglio essere pioggia sulla mia terra e scomparire nell’oceano sconfinato dell’esistenza”. Vuole fare qualcosa per l’umanità: “Un sogno troppo grande”. È dall’età di otto anni che lotta: “Capivo i discorsi che facevano i miei fratelli più grandi sul Comunismo. Speravo di poter entrare nel partito comunista, il Tude”. Oggi fa parte della organizzazione politica Ranjbaran. Le domandiamo: ma non sei arrivata ad un età in cui vuoi riposarti?; “Ma come faccio, tutta la mia vita è stata una lotta per il bene comune, non posso fermarmi ora, non avrebbe senso tutto quello che ho fatto e che ho passato”.
di Giuliano Battiston
Il Manifesto, 22 marzo 2023
Dopo la pausa invernale, il diktat talebano è diventato assoluto. Le pressioni internazionali cadono nel vuoto. Ma l’Emirato resta spaccato in due. In Afghanistan ieri sono state riaperte le scuole dopo la pausa invernale. Per gli studenti, di ogni ordine e grado, porte aperte. Per le studentesse, solo fino alla scuola primaria. Per le ragazze più grandi infatti vige ancora il bando informale del marzo 2022.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 marzo 2023
Il Cnb pubblica i pareri relativi ai quesiti formulati dal guardasigilli. Secondo il gruppo di maggioranza, in questo caso la volontà espressa dal detenuto è utilizzata come “strumento di pressione”. Ma il Comitato si spacca: per D’Avack “il ricorso all’alimentazione forzata è contrario ai principi bioetici e fondamentali”.
agi.it, 21 marzo 2023
Il ddl, depositato a palazzo Madama a prima firma del senatore Menia, prevede pene più severe a coloro che forniscono a chi è in carcere qualsiasi tipo di dispositivo elettronico “in grado di consentire la connessione sulle reti internet e di poter effettuare operazioni finanche bancarie”.
di Nuccio Ordine
Corriere della Sera, 21 marzo 2023
Invece di tagliare i fondi al Dipartimento di giustizia minorile non sarebbe meglio investire di più per offrire una possibilità di “recupero” a tanti giovani? “E parole indecenti sono anche prigione e prigioniero. Essi sono […] la piaga che puzza, i pidocchi che camminano sul corpo sociale. Chi avrebbe la virtù di parlarne? […]”: i recenti tagli in finanziaria per il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria mi fanno pensare alla denuncia della drammatica condizione dei detenuti apparsa nel 1864 su un glorioso giornale calabrese, “il Bruzio”. “Le prigioni di Cosenza - si legge nell’inchiesta - bastano appena a 500 prigionieri, e nondimeno al momento ne contengono 897. Manca a quegl’infelici l’aria da respirare, il luogo da muoversi, sono legati a mazzi come i dannati dell’inferno, gli uni agli altri sovrimposti come fasci di fieno”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 21 marzo 2023
All’apertura dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense, la presidente Maria Masi ha detto che “le risorse e le strutture sono inadeguate” e nei processi civili e penali “l’esercizio dell’attività di difesa rischia di diventare ancora più marginale”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 21 marzo 2023
Il viceministro: riforme del processo inevitabili, ora spazio ai decreti correttivi. “Lo Stato, per bocca dei padri costituenti, è uno Stato che difende”. Un dovere che è impresso nel Dna della Costituzione e che è il leitmotiv delle istituzioni, in primis l’avvocatura. E se tutti gli attori della giurisdizione collaboreranno, allora sarà possibile ricostruire quel rapporto di fiducia con il cittadino lacerato da troppi scandali.
- Giornata delle vittime di mafia, Mattarella a Casal di Principe sulle orme di don Diana
- Le vittime di mafia sono sempre innocenti. Sbagliato dividere
- “Così aiuta la mafia”. Tutti contro la prof che critica i maxiprocessi
- Difendiamo le conquiste dell’antimafia, dal vento che vorrebbe cancellarle
- Veneto. Il Tar condanna il ministero della Giustizia a pagare di più i detenuti-lavoratori











