Il Mattino, 20 marzo 2023
Il 19 marzo è la Festa del Papà. Lo sappiamo da quando siamo piccoli e a scuola ci facevano fare lavoretti e imparare a memoria le poesie. La Festa del Papà è una ricorrenza dolce, felice e bella per alcuni bambini ma per altri no, non lo è. C’è chi, sin da piccolo, il padre non lo ha mai conosciuto o chi lo ha perso e magari proprio durante questo periodo. E poi c’è chi ha dovuto mettere sul volto del proprio padre la maschera di una bugia che pesa, pesa tanto e a tutti: “Papà è partito, lavora all’estero”.
latinatoday.it, 20 marzo 2023
L’incontro “Parliamo di carcere” organizzato a Latina. Vanzini: “Abbiamo voluto provare a non dare risposte ma a suggerire domande, per stimolare le persone ad avere uno sguardo diverso su questioni molto spesso colpevolmente dimenticate”.
adnkronos.com, 20 marzo 2023
Si intitola “Captivi” la nuova opera di Enrico Sbriglia, edita da Edicusano, la casa editrice dell’università Niccolò Cusano. Ispirato alla moltitudine di “prigionieri” incontrati, l’autore inventa un personaggio, il direttore del penitenziario Cesare Sanfilippo, raccontandone i fantastici ricordi scanditi dall’orologio della pena. ‘Captivi’ potrebbe essere un piccolo manuale di diritto penitenziario certamente ‘sui generis’ il quale, invece di citare articoli e commi, racconta di uomini e donne che vivono all’interno della dimensione carceraria. L’autore, in verità, descrive come le leggi fatichino, immancabilmente, ad adattarsi alle persone, perché “l’essere umano è sempre una cosa complessa e con il trascorrere del tempo, inevitabilmente, muta, nel bene o nel male, ma muta”, si legge nelle note editoriali.
di Gustavo Zagrebelsky
La Repubblica, 20 marzo 2023
È un concetto più volte strumentalizzato nel corso della Storia. Chi esercita il potere può tradurla in oppressione. Subirla significa sperimentare la violenza. Se ne parlerà alla Biennale Democrazia di Torino.
di Gabriele Segre
Il Domani, 20 marzo 2023
I recenti dibattiti su settimana corta, reddito di cittadinanza, intelligenza artificiale, salario minimo ci dicono che stiamo vivendo una rivoluzione. Al centro di questo cambiamento c’è un processo tecnologico irreversibile che potrebbe portare a un’opportunità: la tecnologia non sostituirà l’uomo nel consumo, ma lo emanciperà lasciandolo libero di concentrarsi sui suoi sogni. Ma dopo millenni di civiltà basata sul lavoro saremo in grado di gestire questo cambiamento? La politica ha il compito di concepire uno spazio di dignità e cittadinanza oltre l’occupazione per costruire una “Repubblica fondata sul vivere”.
di Agnese Ambrosi*
Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2023
Chi vive sulla strada non è occupabile. Mostafa aveva solo 19 anni. Non è stato il gelo di dicembre ad ucciderlo a Bolzano, ma l’incuria delle istituzioni. La Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora (PSD) prova a tenere il conto delle PSD decedute in conseguenza della condizione di deprivazione, in quella che definisce la “strage invisibile”. Scorrendo l’elenco fatto di nomi, data, luogo, circostanze e causa della morte, nazionalità, si ha la rappresentazione plastica di una umanità privata di ogni diritto di cittadinanza, a volte anche del diritto all’identità. Spesso, infatti, nella casella del nome c’è uno spazio vuoto, a testimoniare che nessuno conoscesse le generalità delle PSD decedute, a tutti gli effetti invisibili. Invisibili - in primo luogo - alle istituzioni, che le hanno uccise per incuria.
di Elena Loewenthal
La Stampa, 20 marzo 2023
Secondo il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, se due persone dello stesso sesso chiedono il riconoscimento “e cioè l’iscrizione all’anagrafe di un bambino che spacciano per proprio figlio, significa che questa maternità surrogata l’hanno fatta fuori dai confini nazionali”. Di fronte a un pensiero e a un linguaggio del genere il primo impulso è quello di sgranare gli occhi per la brutalità, per lo scatto di spietata indifferenza verso tutto ciò che significa la genitorialità: cura, fatica, responsabilità, ma soprattutto un amore che non è un cristallo inerte ma cresce e cambia e si fa giorno per giorno. E che ben poco se non nulla a che vedere con l’accertamento di un Dna condiviso. La genitorialità, cammino bello e difficile come nessun altro, chiede innanzitutto un rispetto assente in quelle parole pronunciate, con una disinvoltura che sconfina nella volgarità. Di fronte a quella frase tutti i genitori, uomini e donne, eterosessuali o gay, non possono non indignarsi.
di Francesco Bechis e Valentina Errante
Il Messaggero, 20 marzo 2023
Il pressing per liberare i quasi due miliardi promessi dall’Fmi. Il nodo sono i soldi. Da un lato il prestito di 1,9 miliardi di dollari destinato a sostenere la Tunisia e sospeso dal Fondo monetario internazionale. Dall’altro i fondi Ue, anche quelli bloccati, dopo la svolta autoritaria del presidente tunisino Kais Saied, tra l’altro vicino alla Russia e alla Cina. Con un Paese sull’orlo della bancarotta e un’ondata di migranti che rischia di arrivare sulle nostre coste: le partenze aumentate del 164% in un anno e l’intelligence ha già lanciato l’allarme sulle prospettive future. La questione tunisina, una polveriera che rischia di esplodere da un momento all’altro, è in cima all’agenda del governo. Un cruccio quotidiano per Giorgia Meloni e infatti da settimane si susseguono riunioni a Palazzo Chigi con i ministri competenti e i vertici dei Servizi. Sarà questo dunque il cuore della missione della premier al Consiglio europeo di giovedì: un’occasione per convincere gli Stati membri ad accelerare il sostegno finanziario al Paese nordafricano in dissesto. La stessa missione vede al lavoro il vicepremier e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, che ha in programma tra oggi e domani un colloquio telefonico con Antony Blinken, il segretario di Stato dell’amministrazione Biden, per sciogliere il nodo dei fondi del Fmi. Senza quei soldi, spiegano i nostri diplomatici a Tunisi, il Paese di Saied ha tra i sei e i nove mesi di autonomia prima di finire in bancarotta. L’emergenza sarà affrontata oggi anche a Bruxelles, dove Roma ha ottenuto dal capo della diplomazia Ue, Josep Borrell, la disponibilità per un’azione europea nel Paese nordafricano. Tra le opzioni al vaglio una “partnership operativa”, ovvero una nuova missione navale, per il contrasto ai trafficanti sulle coste tunisine ma anche il lancio di una “talent partnership” per aprire entro l’estate nuovi corridoi di immigrazione legale in Europa per chi voglia e possa lavorare. Al vertice dei ministri degli Esteri, Tajani tenterà di ottenere risposte concrete. E rivendicherà il lavoro della diplomazia italiana per sostenere il mercato del lavoro tunisino. C’è già una prima lista di richieste delle aziende italiane in Tunisia e la disponibilità a inaugurare corsi di formazione professionale per 200 operatori tessili, 100 meccanici, altri 150 tra alberghiero, automotive e calzaturiero, mentre saranno reclutati 300 infermieri per lavorare in Italia.
di Franco Corleone
L’Espresso, 20 marzo 2023
Nel 1968 uscì il libro delle lettere dal carcere di Ernesto Rossi con il titolo “Elogio della galera”. È proverbiale l’ironia tagliente dell’allievo di Salvemini, ma in questo caso la scelta di una espressione così paradossale ricorda l’Elogio della ghigliottina di Piero Gobetti. Il carcere come scuola di intransigenza e di dignità.
di Tonia Mastrobuoni
La Repubblica, 20 marzo 2023
Alla vigilia di un cruciale viaggio in Georgia, la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock (Verdi) accetta di parlare a tutto campo con Repubblica e altri tre giornali europei. In particolare sulla tragedia di Cutro, sull’Ucraina e sulla Cina, ma anche sulla “politica estera femminista”, sulle tensioni in Medio Oriente e la crescente irritazione in Europa per l’erraticità e la perdita di leadership in Germania.
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