di Antonio Crispino
Il Messaggero, 19 marzo 2023
Da Carmine a “o’ Pirucchio”, i ragazzi della serie tv del momento esistono davvero. Siamo entrati nel carcere minorile di Nisida per raccontare le storie che hanno ispirato la serie tv.
di Valentina Panetta
Il Messaggero, 19 marzo 2023
Il ruolo-chiave della comunità Jonathan, dove molti di loro vanno per la messa in prova e imparano un lavoro. “Anche mio figlio, come tutti, guarda Mare Fuori e io che a Nisida ci sono stato so cosa significa davvero. Lui però non sa nulla del mio passato, non è ancora il momento, e così quando lo trovo davanti alla tv gli dico solo “stai inguaiato” e lui ride ogni volta”. Biagio Ciambriello, aveva 17 anni, quando capì che i cancelli del carcere di Nisida chiusi rumorosamente alle sue spalle avrebbero segnato l’inizio di una nuova fase della sua vita. Un “dopo” fatto di adulti e confronti con la giustizia che lo avrebbero fatto crescere più velocemente di molti suoi coetanei. “Il fraintendimento” che lo ha portato a rischiare una pena di 18 anni, ancora oggi lo tormenta a quasi venti anni e ottocento chilometri di distanza.
di Giuseppe Di Bisceglie
Corriere del Mezzogiorno, 19 marzo 2023
Da oltre dieci anni attendono il pagamento dei compensi per il “gratuito patrocinio” ma all’orizzonte sembrano non esserci incoraggianti novità per gli avvocati del Foro di Trani. La protesta delle toghe tranesi è stata raccolta dal nuovo presidente dell’ordine degli avvocati, Francesco Logrieco, che è stato invitato a rivolgersi direttamente al Ministero delle Giustizia per veder riconosciute le spettanze pendenti. “Una lentezza dei pagamenti esasperante che può anche, in taluni casi, superare i 10 anni a causa delle difficoltà di organico sia all’interno del competente ufficio del Tribunale che all’interno del relativo ufficio dell’Agenzia delle entrate”, rilevano gli avvocati tranesi.
di Andrea Tognotti
Corriere di Viterbo, 19 marzo 2023
Viaggio nel laboratorio di Mammagialla dove i detenuti realizzano zaini e borse con materiali riciclati. C’è Fabio, 52 anni, Alind, 51, e Fabrizio, 41. Sono detenuti nel carcere Mammagialla, un casermone nella campagna viterbese.
di Domenico Alessandro de’ Rossi*
pensalibero.it, 19 marzo 2023
L’importante Convegno, svoltosi a Roma a fine febbraio, dal titolo “La dipendenza patologica da sostanze, tra misure restrittive e strategie di recupero”, ha avutola sua giusta risonanza presso i Piani alti del Ministero della Giustizia.
di Ilaria Murgia
unicaradio.it, 19 marzo 2023
Il 16 marzo all’Università di Cagliari si è tenuto un convegno con il tema del 41bis, ergastolo ostativo e Sardegna colonia penale partendo dal caso Cospito. Il convegno organizzato dall’associazione Sardinnia Aresti si è svolto nelle aule del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari. I temi affrontati sono di estrema attualità come il 41bis, l’ergastolo ostativo e la Sardegna utilizzata come colonia penale. Il convegno ha trattato questi temi di estrema attualità con giuristi quali l’avvocata del foro di Sassari Maria Teresa Pintus, l’avvocato del foro di Cagliari Carlo Monaldi e l’avvocato di Alfredo Cospito, Flavio Rossi Albertini. Nel nostro podcast potete ascoltare le voci dei protagonisti del convegno e dell’organizzatrice Francesca Mancosu.
latinaoggi.eu, 19 marzo 2023
Gli organizzatori: “Abbiamo voluto provare a non dare risposte ma a suggerire domande su un argomento difficile e spesso dimenticato”. “Parliamo di carcere è stato un successo. Il nostro impegno è appena iniziato, e sicuramente avrà un seguito: Latina si è dimostrata attiva e propositiva, a testimonianza che questa città è pronta per una politica diversa. L’abbiamo sempre pensato”. Lo affermano i Giovani democratici di Latina, organizzatori dell’evento, attraverso il segretario Stefano Vanzini.
reggiotoday.it, 19 marzo 2023
Evento pubblico di Libera e Agape in piazza Castello con gli studenti reggini in preparazione della giornata del 21 marzo. Ci sono state anche le vittime del naufragio di Cutro nella memoria della manifestazione “Il ricordo lascia il segno”, organizzata stamattina in piazza Castello da Agape, associazione Pesce Rosso e Libera con la partecipazione di tanti studenti delle scuole reggine accompagnati dai loro insegnanti. L’iniziativa è stata preludio della giornata nazionale della memoria delle vittime innocenti delle mafie del 21 marzo, e ai bambini e ragazzi riuniti nello spazio in cui da dieci anni alcune sagome lignee di fiori ricordano i morti calabresi per mano della ‘ndrangheta, Mario Nasone, presidente del centro comunitario Agape, ha proposto un minuto di silenzio in segno di lutto per i migranti annegati nelle acque crotonesi. “Dedichiamo un pensiero a quegli uomini, donne e bambini che in modo diverso ma anche loro sono vittime della criminalità organizzata”.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2023
Il significato di giustizia nel corso dei secoli, dalla Torah al Nuovo testamento passando per Artistotele, Cicerone e Agostino. La giustizia, in ebraico tzedaqah, è secondo la Torah uno degli attributi principali di Dio. È questa giustizia che guida la sua azione nei confronti di Israele, azione volta a riparare gli effetti della malvagità e dell’iniquità degli esseri umani.
di Giovanni Salvi*
Corriere della Sera, 19 marzo 2023
Non bastano l’aumento delle pene per il traffico di esseri umani e la perseguibilità anche quando il reato è commesso al di fuori del territorio dello Stato. Il decreto-legge del 10 marzo prevede un nuovo delitto per traffico di migranti, con un severo aumento delle pene per condotte già oggi punite; se ne prevede la perseguibilità anche quando commesso al di fuori del territorio dello Stato.La giurisdizione italiana in acque internazionali contro i trafficanti di migranti è stata in passato esercitata sulla base delle norme esistenti, ad esempio da Palermo e Milano; ciò ha portato alla punizione di organizzatori e manovalanza, anche per violenze consumate fuori del territorio nazionale. Pioniera in questo percorso fu la Procura di Catania, quando dovette occuparsi in tragica successione di gravissimi naufragi, tra cui quello del 15 aprile 2015, nel quale morirono circa 800 persone. Il gruppo di lavoro, costituito dopo il naufragio del 10 agosto 2013 sulle spiagge catanesi, molto simile alla tragedia di Cutro, utilizzò le Convenzioni sul soccorso in mare e sulla disciplina dell’Alto Mare, unitamente ai Protocolli contro il traffico di migranti e di esseri umani della Convenzione di Palermo sul crimine organizzato. La Corte di cassazione, con un orientamento ormai consolidato, ritenne fondata quella costruzione giuridica e fu quindi possibile sequestrare le navi-madre e arrestare i trafficanti (dunque non solo gli scafisti) anche a 200 miglia dalla costa italiana. L’intervento normativo recepisce ed estende questa interpretazione ma non risolve i molti problemi che si posero.
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