di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 gennaio 2023
Dal settimo dossier, presentato dal garante regionale Bruno Mellano, sulle criticità strutturali e logistiche degli istituti piemontesi emerge che ci sono spazi, stanze, locali, trascurati, sottoutilizzati o del tutto inutilizzati.
bolognatoday.it, 5 gennaio 2023
Sono i dati forniti da Monica Mischiatti e Gemma Gasponi del Partito Radicale, che ieri hanno effettuato una visita all’interno della Dozza soffermandosi in particolare sulla sezione femminile. Nel carcere di Bologna sono presenti 759 detenuti, di cui 682 uomini e 77 donne. Le persone tossicodipendenti sono 301: 280 uomini e 21 donne. Non ci sono, al momento, minori.
La Repubblica, 5 gennaio 2023
Si è tenuta oggi davanti al carcere di via Burla la conferenza stampa di Potere al Popolo con Marta Collot, portavoce nazionale, in solidarietà a Alfredo Cospito, detenuto a Sassari, e contro il regime di detenzione del 41 bis.
di Simone Giancristofaro
fanpage.it, 5 gennaio 2023
Dentro i centri per il rimpatrio dei migranti le condizioni di vita sono pessime e alle persone in attesa di partire non è garantito alcun diritto. A dicembre vi avevamo raccontato della protesta di un uomo tunisino, trattenuto nel Cpr di Milano (Centri di permanenza per i rimpatri), che si era cucito la bocca con un filo di ferro e che gli era stato rimosso dagli agenti di polizia senza l’intervento di un medico (qui la sua testimonianza con il video dell’aggressione).
di Claudio Coli
Corriere di Siena, 5 gennaio 2023
Anche il personale del carcere sangimignanese di massima sicurezza di Ranza usufruirà del supporto di due psicologi pronti a supportare chi si trova a lavorare in un contesto, come si sa, particolarmente faticoso e complesso. Questo grazie al progetto dell’Azienda ospedaliera universitaria fiorentina di Careggi, finanziato con 24 mila euro per un anno dalla Regione Toscana, che prevede il coinvolgimento di due psicologi psicoterapeuti, i quali saranno impegnati in consulenze psicologiche, individuali e di gruppo, per il personale delle carceri toscane, quello di Sollicciano e Gozzini e Firenze, del Don Bosco a Pisa e come detto di San Gimignano, in Val d’Elsa. I professionisti saranno negli istituti una volta a settimana, mentre una mattina e un pomeriggio ogni sette giorni svolgeranno consulenze telefoniche o in videochiamata, con rapporti periodici da consegnare al centro di riferimento regionale sulle criticità relazionali.
di Luisa Monforte
Corriere della Sera, 5 gennaio 2023
Il Comune riqualificherà nove stabili con i fondi del Pnrr in modo da aumentare i posti a disposizione per i senza fissa dimora. Non più solo a Termini. Anche in altre zone della città ci saranno strutture per ospitare i senzatetto di sera e di notte. Il Centro di accoglienza gestito dalla Caritas in via Marsala non chiuderà, ma nel corso dell’ultima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Bruno Frattasi, si è discusso - dopo l’accoltellamento della studentessa israeliana - di aumentare il numero dei ricoveri. Ipotesi che adesso sarà vagliata dal Campidoglio.
di Irene Famà
La Stampa, 5 gennaio 2023
La redazione è composta da adolescenti su cui nessuno ha mai scommesso. Questa è la loro scommessa, riuscire a mettere su carta il loro mondo e comunicarlo.
Famiglia Cristiana, 5 gennaio 2023
Nel carcere di Opera venti detenuti e cinque pazienti della Fondazione Sacra famiglia lavorano insieme a progetti sulla lavorazione del legno delle barche dei migranti.
di Emanuele Giordana
Il Manifesto, 5 gennaio 2023
Un percorso costellato da tre studi per capire meglio quantità e qualità dell’industria degli armamenti, fra export e mercato interno. Il 2023 porta in dote agli italiani con la Legge di bilancio un nuovo incremento complessivo della spesa militare con circa settecento milioni in più destinati all’acquisto di nuovi armamenti. Ma non è certo il mercato interno a fare da traino al settore industriale armato del made in Italy, che si distingue per la presenza di Leonardo e Fincantieri tra i primi cento grandi produttori mondiali.
di Paolo Riva
Corriere della Sera, 5 gennaio 2023
In Italia si stimano fino a 180mila lavoratori reclutati illegalmente. In arrivo misure a difesa dei diritti legate alle politiche agricole. Un decreto contro lo sfruttamento. E aiuti dal Pnrr per gli alloggi. Cinque arrestati a Foggia l’undici novembre. Quattro misure cautelari eseguite in provincia di Viterbo il giorno prima. Altri due arresti ad Argenta, nel Ferrarese, il quattro novembre. L’accusa è sempre la stessa: intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Cioè, caporalato. Nell’agricoltura italiana, è ancora un problema. Lo ha confermato anche un’indagine conoscitiva della Camera dei deputati. “Il fenomeno del caporalato rappresenta una forma di sfruttamento lavorativo che interessa diversi settori produttivi (quali, in particolare, i trasporti, le costruzioni, la logistica e i servizi di cura), ma che si manifesta con particolare forza e pervasività nel settore dell’agricoltura”, si legge nel documento. “Lo sfruttamento - prosegue l’indagine pubblicata lo scorso anno - si sostanzia in forme illegali di intermediazione, reclutamento e organizzazione della manodopera”. In pratica, le persone sfruttate, spesso straniere, vengono reclutate in maniera illegale, lavorano tanto e vengono pagate poco. Il tutto con contratti non rispettati o inesistenti. Senza tutele e diritti. Il problema, per sua natura, è difficile da quantificare. Le stime vanno dai 160 ai 180mila lavoratori in tutta Italia.
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