di Maurizio Montanari*
Il Fatto Quotidiano, 16 marzo 2023
È una pessima notizia la bocciatura da parte della maggioranza dell’emendamento, presentato da Stefania Ascari, che intendeva intervenire sull’articolo 384 del codice di procedura penale. Tale emendamento voleva estendere il ‘fermo di indiziato di delitto’ a chi fosse ‘gravemente indiziato di atti persecutori’. L’articolo 384 dunque continuerà a prevedere lo stato di fermo giudiziario in casi di flagranza di delitto o di pericolo di fuga, ma non nei confronti dei persecutori di donne, i cosiddetti ‘stalker’.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 16 marzo 2023
Il sacrificio della libertà personale può fondarsi sull’evidente mancanza di controllo dell’imputato che reitera minacce. Sì agli arresti domiciliari per la condotta tenuta anche dopo il periodo cautelare dall’imputato di maltrattamenti che continua a profferire minacce e afferma di non temere il carcere. Questo comportamento, secondo i giudici, conferma l’incapacità dell’uomo di resistere agli impulsi. E dato atto di plurimi indizi di vessazioni morali e fisiche nei confronti dell’ex compagna non si può ritenere eccessivamente restrittiva la misura che incide sulla libertà personale dell’imputato.
di Carlo Gregori
Gazzetta di Modena, 16 marzo 2023
Tragedia al Sant’Anna: ieri il giovane carcerato era stato colto da violente convulsioni Portato in infermeria è deceduto. La Procura dispone un’autopsia per chiarire le cause. Si chiamava Yussef Missbah, 33 anni, marocchino. Era recluso nel carcere di Sant’Anna. È morto ieri nel primo pomeriggio in preda a convulsioni. È possibile che all’origine della morte ci sia un attacco di cuore. La Medicina legale, su disposizione della Procura, dovrà accertare la causa de decesso. Per Sant’Anna è la seconda tragedia in poco tempo. Il 20 febbraio era deceduto un 40enne italiano.
di Marta Rosati
umbria24.it, 16 marzo 2023
Detenuto siciliano unico in isolamento dopo una rissa: poche ore prima di impiccarsi, la chiamata ai familiari coi segni sul volto. Una rissa con alcuni detenuti campani, a uno dei quali era stato scoperto un pacco contenente un cellulare, poi l’estremo gesto, qualche ora dopo, all’interno della propria cella nel carcere di Terni. Questa la cronaca di quanto avvenuto il 29 gennaio scorso, ultimo giorno di vita di Fabio Gloria, detenuto palermitano che stava scontando una condanna definitiva nel carcere umbro per il reato di estorsione; nell’ottobre 2022 gli erano stati inflitti in primo grado altri 12 anni per associazione mafiosa ed è in seguito a quest’ultima condanna che era stato trasferito dal Pagliarelli di Palermo all’istituto umbro. Il caso, sarebbe finito in un fascicolo della procura ternana ma ora anche sul tavolo del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
di Massimo Massenzio
Corriere Torino, 16 marzo 2023
Al Lorusso e Cutugno è stata condotta una ricerca attraverso un questionario anonimo somministrato a 149 ragazzi detenuti. La presenza nel carcere di giovani adulti, fra i 18 e i 25 anni, a Torino, è maggiore rispetto a tutti gli altri istituti di dimensioni paragonabili in Italia. La “fotografia” della popolazione giovanile del carcere sarà utilizzata dalla polizia municipale e dalla Città di Torino per studiare e prevenire i fenomeni della devianza, a cominciare dalle cosiddette baby gang. La Città, attraverso un questionario anonimo somministrato all’interno del progetto Icarus, ha chiesto a ragazzi fra i 18 e i 30 anni di raccontare la propria esperienza sulle aggregazioni giovanili spontanee e violente.
di Massimo Massenzio
Corriere Torino, 16 marzo 2023
Università e Garante hanno verificato la loro condizione. C’è chi ha chiesto corsi di formazione, i tempi sono lunghi Reclusi al Lorusso e Cutugno, hanno tra 18 e 25 anni. Solo il 21% pensa al diploma. Il reinserimento nella società sembra un miraggio: i ragazzi in carcere hanno lo stesso trattamento di un delinquente abituale e tra il 69% di persone che tornano a commettere reati ci sono anche gli under 25.
di Massimo Massenzio
Corriere Torino, 16 marzo 2023
Cesare Burdese, architetto torinese impegnato dal 1986 su temi di edilizia penitenziaria, è stato l’autore del progetto di riorganizzazione del Ferrante Aporti nel 2001 e ha fatto parte della commissione ministeriale che ha dettato le linee guida per la progettazione della prossima riqualificazione dell’intero complesso dell’istituto penale minorile e degli uffici giudiziari. Un intervento finanziato grazie al fondo nazionale complementare al Pnrr che costerà oltre 25 milioni di euro.
viterbotoday.it, 16 marzo 2023
Ieri mattina, nella casa circondariale Mammagialla di Viterbo, si è svolto un incontro sul tema della prevenzione tra i professionisti della Asl e la popolazione detenuta. All’incontro, realizzato nell’ambito del piano aziendale dell’equità e ideato dal tavolo paritetico per la tutela della salute delle persone detenute, ha partecipato tra gli altri il direttore generale facente funzioni della Asl Viterbo, Antonella Proietti, il direttore della casa circondariale, Anna Maria Dello Preite, i direttori dei dipartimenti di Cure primarie e di Prevenzione, Giuseppe Cimarello e Augusto Quercia, gli specialisti e gli operatori che si occupano di prevenzione e delle malattie infettive, i rappresentanti della polizia penitenziaria.
palermotoday.it, 16 marzo 2023
Un percorso riabilitativo per il recupero dei detenuti attraverso incontri settimanali con operatori sociali e specialisti per stimolare l’alfabetizzazione emozionale di chi vive tra le sbarre. È stato presentato oggi nel carcere Pagliarelli di Palermo il progetto pilota promosso dal Movimento per la Gentilezza, presieduto da Natalia Re che prevede incontri settimanali con operatori sociali, psicologi e specialisti per favorire il percorso di riabilitazione e di reinserimento nella società dei detenuti. “Il carcere è un pezzo di città - spiega Pino Apprendi - dove sono ristretti uomini e donne, per scontare una pena o in attesa di giudizio. Inizieremo dei percorsi di collaborazione per parlare di Gentilezza con i detenuti delle carceri siciliane”.
osservatoreromano.va, 16 marzo 2023
Un’iniziativa di formazione per sensibilizzare la comunità ai problemi e alle difficoltà del mondo del carcere, dei detenuti e delle loro famiglie: si chiama “Ultimi” il progetto voluto dalla diocesi di Savona-Noli per andare “oltre le mura” promuovendo la conoscenza dell’attuale realtà carceraria del territorio e per formare nuovi volontari disponibili a visitare i carcerati sul territorio ligure e a essere vicini alle difficoltà che incontrano gli ex detenuti e le loro famiglie.
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