di Filippo Miraglia*
La Repubblica, 3 gennaio 2023
Dove finisce la responsabilità e comincia l’attaccamento al potere è difficile dirlo. Il mantra della governabilità ha rappresentato la stella polare di gran parte delle forze politiche di centro sinistra nel nostro Paese, a partire dal Pd.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 3 gennaio 2023
Se non ci saranno sospensioni e rinvii dell’ultimo minuto, nelle prossime ore negli Usa verrà eseguita la prima condanna a morte dell’anno. Già immagino i titoli: “La prima esecuzione di una transgender”, “Prima transgender messa a morte negli Usa”. “Cambiò sesso nel braccio della morte: eseguita la condanna”.
La Repubblica, 3 gennaio 2023
“I crimini commessi - secondo l’accusa - si riferiscono a incarcerazioni illegali, percosse, detenzione di persone in condizioni disumane, abusi sessuali commessi contro decine di vittime, civili bosgnacchi e croati.
di Fabiana Magri
La Stampa, 3 gennaio 2023
Sono accusati di “guerra contro Dio” per aver partecipato alle rivolte. Nuova stretta di Teheran sul velo. E gli esuli si coordinano sui social. Mentre Bologna resta incredula dopo la morte di Mehdi Zare Ashkzar, la repressione delle manifestazioni in Iran non si ferma. Il pugno di ferro del regime questa volta colpisce un diciottenne, Mehdi Mohammadi, arrestato durante le proteste a Nowshahr e contro il quale la magistratura ha emesso una doppia sentenza di condanna a morte. Al giovane, accusato di “guerra contro Dio”, sarebbe anche stata negata la possibilità di essere difeso da un avvocato.
di Micaela Romagnoli
Corriere della Sera, 3 gennaio 2023
L’ex studente dell’Alma mater morto dopo le torture, i ricordi di chi lo conosceva: le chiacchierate, le partite alla Play, la pizzeria. “Noi non torniamo nel nostro Paese”.
di Mariangela Mianiti
Il Manifesto, 3 gennaio 2023
Il movimento iraniano è l’unico evento che ci fa sperare in un anno migliore del precedente. Il movimento iraniano “Donne, vita e libertà” è l’unico evento del presente che ci fa sperare nel futuro e in un anno migliore del precedente. Da mesi le notizie che arrivano con fatica dall’Iran mi accompagnano come un sottofondo persistente. Sono sempre lì, nei pensieri e nei desideri, a scatenare rabbia per la repressione violenta e mortifera, senso di impotenza perché l’unica cosa che possiamo fare da qui è parlarne e parlarne e parlarne, ammirazione per l’inesauribile forza di questa rivoluzione iniziata dalle donne e che, giorno dopo giorno, manifestazione dopo manifestazione, ha contagiato un’intera società e la sua moltitudine fatta anche di uomini e di giovani, giovanissimi, anziani, madri, padri, insegnanti, studenti, artisti, intellettuali, commercianti, operai. Le crepe sono arrivate anche dentro le famiglie degli ayatollah, con figlie e nipoti che hanno dichiarato pubblicamente il loro dissenso, e per questo sono state zittite.
di Giorgio Colombo
Il Fatto Quotidiano, 2 gennaio 2023
Gli istituti penali per minorenni sono 17 e ospitano 400 persone: 206 hanno meno di 18 anni. Molti ingressi sono per l’aggravamento del comportamento di ragazzi che si trovano in comunità. Marietti (Associazione Antigone): “Punizione molto repressiva, dannosa anche per gli istituti”.
di Andrea Pugiotto
Il Riformista, 2 gennaio 2023
1.Tanto vale riconoscerlo subito: il teatro non è più percepito come un’esperienza necessaria. L’immediato e prolungato arresto cardiaco delle attività teatrali imposto dalla pandemia, al pari di altre ritenute inessenziali per la comunità e la persona, lo ha certificato ufficialmente. Del teatro, dunque, si può fare a meno. Tranne che in un luogo, dove conserva intatta la sua originaria e autentica funzione catartica: il carcere.
di Celestino Tabasso
L’Unione Sarda, 2 gennaio 2023
Luigi Manconi e il caso Cospito: “Vedo almeno due elementi di sproporzione. E la proporzionalità è la base del diritto”. Quando si parla di Luigi Manconi viene da rubacchiare un’etichetta coniata da Piero Sansonetti per chi si batte contro la cultura forcaiola: uno dei pochi garantisti veri e non a dondolo della nostra politica. La parta più avvertita dell’opinione pubblica lo ricorda, oltre che per l’attività parlamentare, in trincea per i diritti negati nei casi Uva, Aldrovandi, Regeni e Cucchi.
di Letizia Paolozzi
donnealtri.it, 2 gennaio 2023
“Leggo soltanto quattro righe. Prima di scomparire definitivamente nell’oblio del regime del 41 bis lasciatemi dire poche cose e poi tacerò per sempre. La magistratura della repubblica italiana ha deciso che, troppo sovversivo, non potevo più avere la possibilità di rivedere le stelle, la libertà. Seppellito definitivamente con l’ergastolo ostativo, che non ho dubbi mi darete, con l’assurda accusa di aver commesso una “strage politica”, per due attentati dimostrativi in piena notte, in luoghi deserti, che non dovevano e non potevano ferire o uccidere nessuno e che di fatto non hanno ferito e ucciso nessuno.
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