di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 14 marzo 2023
Il sottosegretario propone di spostare i detenuti tossicodipendenti, che sono il 30%, in strutture adeguate al piano terapeutico, cioè dritti dritti a S. Patrignano. Militarizzare le comunità non è la soluzione. Il tema vero è arrestare di meno. E il ministro Nordio ha un’idea che potrebbe aiutare.
di Luca Sablone
Il Giornale, 14 marzo 2023
Il sottosegretario Delmastro: “Presto faremo una circolare perché possano essere tradotti nelle galere dei Paesi di provenienza anche senza il loro consenso”. La crisi che sta colpendo le carceri del nostro Paese merita di essere affrontata tempestivamente per evitare il collasso.
redattoresociale.it, 14 marzo 2023
Di Giacomo (Spp): “Si abbassa l’età dei detenuti suicidi. I più fragili sono i giovani, i tossicodipendenti e gli stranieri”. “In meno di due mesi e mezzo sono già 10 i suicidi di detenuti in carcere per 25 morti in totale di cui, per almeno una dozzina di casi, ci sono ancora da accertare le cause. Qualcuno ha dimenticato troppo presto o volutamente “rimosso” che nello scorso anno sono state 84 le persone che si sono tolte la vita all’interno di un istituto penitenziario italiano: numero record da quando si registra il dato (dal 2000)”.
gnewsonline.it, 14 marzo 2023
Al via 17 progetti di formazione professionale certificata e per tirocini lavorativi: coinvolgeranno 316 detenuti, per un investimento complessivo di quasi 800mila euro. Sono stati deliberati nei giorni scorsi dal Consiglio di amministrazione di Cassa delle Ammende, nell’ambito di un Piano per la formazione professionale certificata e per l’ampliamento delle opportunità di lavoro professionalizzante avviato insieme al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 marzo 2023
È partita alla Camera la discussione sul disegno di legge di modifica della riforma del processo penale. Riforma che entrata in vigore il 30 dicembre è stata subito bersagliata da polemiche e contestazioni. tanto da avere spinto il Governo a intervenire, seppure non con l’urgenza di un disegno legge.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 14 marzo 2023
“Il ricorso alla custodia cautelare deve rappresentare l’extrema ratio”, dice al Foglio Pietro Pittalis, vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera (FI), commentando le parole di Nordio. Il partito di Meloni resta avvolto nelle contraddizioni.
di Pierpaolo La Rosa
Il Tempo, 14 marzo 2023
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è al lavoro sulla riforma della giustizia. Si tratta di un altro fronte aperto, di uno dei cantieri che vedono impegnato l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Del resto, sin dal suo insediamento, anche nella fase di illustrazione alle Camere delle linee programmatiche del suo dicastero, il Guardasigilli ha ripetuto in tutte le salse l’intenzione di riformare un sistema che, a suo dire, così non va, tra inefficienze, storture e costi sempre più insopportabili, a danno della collettività, con inevitabili e pesanti ricadute in termini di Prodotto interno lordo. Progetti, come ribadito in più occasioni dal diretto interessato, da varare con il dialogo e con l’ascolto di tutte le componenti che fanno parte del sistema giustizia. Sono tre, in particolare, i versanti su cui si è concentrata l’attenzione di Nordio: la carcerazione preventiva, l’abuso d’ufficio ed il traffico di influenze illecite.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 marzo 2023
“Un paese moderno e civile non può detenere nelle sue carceri circa un terzo di persone in attesa di giudizio perché a quel punto la misura custodiale esorbita dalla sua funzione e diviene una anticipazione di pena, senza però sapere come andrà il processo”. Lo scrive in una nota l’Organismo congressuale forense.
di Umberto De Giovannangeli
Il Riformista, 14 marzo 2023
“La volontà unitaria espressa in assemblea fa ben sperare. Contro le disuguaglianze salario minimo e reddito universale. Sui migranti discontinuità rispetto alla linea dem degli ultimi anni”.
di Gian Giacomo Migone
Il Manifesto, 14 marzo 2023
Se lo schema si ripete: cresce l’opposizione pacifica al governo mentre si sviluppano forme di opposizione violenta che restringono gli spazi democratici. In giorni non lontani, un compatto schieramento istituzionale - dal governo Meloni alla Suprema Corte di Cassazione - ha respinto ogni tentativo di disapplicare il regime di detenzione definito dal 41 bis ad Alfredo Cospito, già debilitato dallo sciopero della fame in atto, con motivazioni di principio soprattutto legate all’autorità dello Stato e meno attinenti alla ratio di quella norma che ha lo scopo specifico di impedire collegamenti criminosi dal carcere. L’argomento tornerà all’ordine del giorno, anche se il ricorso in atto alla Cort europea dei diritti dell’uomo potrebbe attenuarlo.
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