di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 31 dicembre 2022
“La sinistra predica solidarietà e accoglienza sulle agenzie di stampa, ma poi appena decidiamo di far sbarcare i migranti irregolari in tutti i territori italiani, tutti condividono le criticità di un sistema senza regole”. “Nel 2023 aumenteremo la sicurezza nelle città italiane, con più forze dell’ordine e telecamere”.
di Theo Guzman
Il Manifesto, 31 dicembre 2022
La leader democraticamente eletta processata per corruzione. A niente è servita la risoluzione dell’Onu che invita la giunta a liberare i prigionieri politici. Nonostante il Consiglio di sicurezza dell’Onu abbia appena adottato in dicembre una risoluzione sul Myanmar, la prima in 75 anni, che chiede la fine delle violenze e invita i militari al potere a rilasciare tutti i prigionieri politici, inclusa la leader democraticamente eletta Aung San Suu Kyi, un ennesimo processo alla ex leader birmana l’ha appena condannata per corruzione a sette anni di carcere nell’ultima di una serie di udienze processuali che portano adesso a 33 anni di galera la pena da scontare.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 dicembre 2022
La settimana scorsa, nel seguito delle comunicazioni sulle linee programmatiche in commissione al Senato, il ministro della giustizia Carlo Nordio ha spiegato che le carceri non sono sufficienti e non lo saranno per i prossimi dieci anni a tenere detenuti tutti quelli che vengono condannati. “Vi sono in Italia decine di caserme che sono state dismesse. Le caserme per definizione hanno una struttura che è abbastanza simile e compatibile con quelle delle carceri, hanno il muro di cinta e le baracche interne”, ha sottolineato il guardasigilli. In realtà già ci ha provato l’ex ministro grillino Alfonso Bonafede attraverso un piano della riconversione legittimato dall’articolo 7 del decreto semplificazioni, poi convertito in legge. Risultato? Non è stato fattibile.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 30 dicembre 2022
In questi giorni si è molto detto sulla “evasione” di sette ragazzi dall’istituto Beccaria. Si è da taluno rivendicata l’esigenza del carcere più sicuro, della sanzione esemplare, insistendo sull’efficacia deterrente della pena per chi viola le regole, in questo caso scappando da una struttura penitenziaria minorile.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 30 dicembre 2022
Cosima Buccoliero, pioniera dell’istituto modello di Bollate, è autrice del libro “Senza sbarre”. Parla all’indomani del rientro in prigione anche degli ultimi “fuggitivi” del Beccaria. Mentre parliamo è già diffusa la notizia che ormai tutti e sette i ragazzi dell’Istituto Cesare Baccaria di Milano sono, in modo più o meno volontario, tornati.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 30 dicembre 2022
“Il ministro Nordio si sta dimostrando molto attento alla realtà carceraria. Spero che l’intero apparato gli dia la possibilità di realizzare quanto ha in mente. Nordio ha una concezione moderna del carcere e del processo penale. Servono però investimenti. I buoni propositi rischiano di rimanere tali se mancano le risorse. Anzi, potrebbero trasformarsi in promesse non mantenute: niente di peggio per la politica e le istituzioni”.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 30 dicembre 2022
Quanto accaduto presso l’Istituto per minorenni di Milano dovrà essere accuratamente analizzato dal decisore politico, in particolare dalla premier Meloni e dal ministro Nordio, perché l’evasione di sette giovani detenuti, durante il periodo delle festività natalizie, obbliga ad una riflessione, evitando la pratica di scaricare le eventuali responsabilità sugli anelli deboli dell’organizzazione penitenziaria dei minori.
di Giuseppe Mammana
Il Fatto Quotidiano, 30 dicembre 2022
In queste ultime settimane, nelle strade della capitale, appaiono con sempre più frequenza sui muri della città e dentro ai parchi scritte per “Alfredo Cospito libero” e “no al 41bis”. Ma non soltanto, anche nei giornali, seppur in modo più timido, qualche personaggio pubblico prova a rompere il muro di omertà che aleggia su questo tema. Tra questi ricordiamo Zerocalcare (sempre molto sensibile ai temi sulle condizioni carcerarie), Patrizio Gonnella (associazione Antigone), Luigi Manconi, Adriano Sofri - che in alcuni articoli provano a denunciare quanto sta accadendo al detenuto anarchico rinchiuso nel carcere di Sassari.
di Valeria Di Corrado
Il Messaggero, 30 dicembre 2022
Anno vecchio, vita nuova per gli uffici giudiziari italiani. Da oggi, a due giorni dall’inizio del 2023, entra in vigore la riforma Cartabia del processo penale. Le nuove regole avranno un impatto dirompente sull’attività di magistrati, cancellieri e polizia giudiziaria. Fortunatamente in questo periodo, complici le festività natalizie, le udienze nei tribunali sono diradate e i dirigenti degli uffici hanno un po’ più di tempo per riorganizzarsi. Inoltre, in sede di conversione del decreto legislativo n. 150 del 10 ottobre 2022, sono state inserite alcune norme transitorie che risolvono i problemi applicativi della riforma. In materia di indagini preliminari, udienza pre-dibattimentale ed esclusiva procedibilità a querela per una serie di reati, le novità introdotte dalla legge non potranno infatti essere applicate ai procedimenti pendenti, ossia a quelli iscritti al ruolo fino a ieri. “Ogni riforma comporta uno stress organizzativo - commenta il presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati, Giuseppe Santalucia - ma almeno la disciplina transitoria ha risolto una serie di criticità”.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 30 dicembre 2022
Alla Camera. L’opposizione tiene viva la seduta fiume nella notte a Montecitorio, ma il presidente Fontana ha già fissato il voto non prima delle undici di oggi il che consente alla maggioranza di dormire tranquilla senza temere agguati. Nel pomeriggio, a poche ore dalla scadenza, potrà scattare per la seconda volta nella storia parlamentare la forzatura che salva in ogni caso il decreto legge.
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