di Paolo Biondani e Leo Sisti
L’Espresso, 2 gennaio 2023
Versano risarcimenti record per evitare i processi. Ma per decine di multinazionali sono diventati costi aziendali, come mostrano i casi di recidiva. L’inchiesta de L’Espresso e del consorzio Icij su vent’anni di maxi-patteggiamenti in Europa e Usa, da Jp Morgan a Novartis, dall’Eni a Deutsche Bank.
di Tonia Mastrobuoni
La Repubblica, 2 gennaio 2023
Nata a Teheran, incarcerata dal regime degli ayatollah, scappata in Germania. È vice sindaca a Francoforte. E lancia un appello forte all’Ue. Un giorno, quando aveva 17 anni, Nargess Eskandari-Gruenberg tornò a casa e si ritrovò circondata da venti guardiani della rivoluzione. Le dissero di mettersi il velo e la trascinarono via.
La Repubblica, 2 gennaio 2023
Almeno 14 persone sono state uccise, tra cui 10 guardie, e 24 detenuti sono fuggiti durante un attacco armato di un commando in una prigione nella città settentrionale messicana di Città Juarez, al confine con gli Stati Uniti. Lo hanno riferito le autorità locali.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 1 gennaio 2023
Un suicidio ogni cinque giorni. E poi poco personale e una maggiore necessità di interventi per rafforzare la sanità. Per le carceri italiane il 2022 è quello che le associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti, viene definito “l’anno nero”. Nel 2022 sono stati 84 i detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre. A stilare il rapporto sono i volontari dell’associazione Antigone, sodalizio che da anni si occupa di diritti e delle garanzie nel sistema penale.
di Stefano Barricelli
agi.it, 1 gennaio 2023
Negli ultimi 12 mesi si sono tolti la vita 84 detenuti, uno ogni 5 giorni. Il record negativo precedente era del 2009, con 72 morti. Il presidente di Antigone: “Il sovraffollamento sta tornando a livelli preoccupanti”.
di Antonio Nastasio*
bergamonews.it, 1 gennaio 2023
Il compito della politica dovrebbe essere quello di “liberare il carcere” da condannati o da persone in attesa di giudizio, che di carcere non hanno bisogno, mentre per altri che ne hanno bisogno, mancano i posti letto; il carcere non può essere la casa per e dei poveri, occorre diminuirne e differenziarne l’utenza, cosa che forse potrebbero evitare i parecchi suicidi dei detenuti.
di Graziella Di Mambro
articolo21.org, 1 gennaio 2023
Le condizioni di salute dell’anarchico Alfredo Cospito stanno peggiorando e la sua storia sta diventando, ogni giorno di più, lo specchio di cosa significhi il carcere duro in una democrazia. Il precipitare della situazione è stato denunciato in queste ultime ore dal legale di Cospito, l’avvocato Flavio Rossi Albertini, che ha sottolineato come i medici siano allarmati dal peggioramento dello stato fisico dell’uomo, tanto che gli hanno somministrato degli integratori, poiché ha perso già 35 chili dall’inizio dello sciopero della fame, attuato in forma di protesta contro il regime di carcere duro. Alfredo Cospito è detenuto per aver fatto esplodere nel 2006 due ordigni a bassa intensità in una scuola di allievi carabinieri in provincia di Cuneo; l’esplosione non ha causato morti, feriti o danni gravi.
di Franco Stefanoni
Corriere della Sera, 1 gennaio 2023
L’obiettivo è ridurre il numero di procedimenti e migliorare l’efficienza della giustizia, come richiesto dal Pnrr. Le altre novità su pm e gip, giustizia riparativa e carcere
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 1 gennaio 2023
A Milano, epicentro dello scontro fra gang, sono stati scarcerati Simba La Rue e altri tre trapper arrestati per il sequestro del rivale Baby Touché. Un regolamento di conti culminato con il pestaggio e il rapimento su un’auto per due ore, lasso di tempo in cui la vittima è stata ripresa con i telefonini con il volto tumefatto, derisa ed esposta al ludibrio dei social. Quei fatti, con l’entrata in vigore della riforma Cartabia, non sono più perseguibili d’ufficio. Occorre una querela di parte, che la vittima, già risarcita, e comunque parte del medesimo contesto in cui nasce la faida, ha già annunciato di non voler fare. Dunque, tutti liberi.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 1 gennaio 2023
La riforma populista della prescrizione è stata senza dubbio una delle pagine più indecorose della legislazione nostrana degli ultimi decenni. Per più ragioni, naturalmente, ma una su tutte: la grossolana mistificazione politico-mediatica che l’ha accompagnata dal primo giorno. Da molti anni ormai in questo Paese si fanno sempre più eccezionali le prescrizioni di reati anche solo di media gravità.
- Di garantismo ce n’è più d’uno, come chi predica bene e razzola male. Vedi il ministro Nordio
- Riforma civile, l’ira di “AreaDg”: “Miope anticipare l’entrata in vigore”
- Riforma civile, Rizzo all’Anm: “Entrata in vigore concordata con la commissione europea”
- Roma. Manifestazione per Alfredo Cospito: anarchici tentano corteo verso il ministero della Giustizia
- Pisa. Carcere Don Bosco, “Situazione sempre più critica: servono interventi strutturali”











