di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2023
Il magistrato deve informare le vittime solo se l’indagato è in custodia cautelare. Le restrizioni cadono se il danneggiato non agisce entro il 19 gennaio.
di Bianca Lucia Mazzei
Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2023
Le associazioni dei consumatori degli Stati dell’Unione europea potranno proporre class action nel nostro Paese e quelle italiane negli altri Stati Ue, sia per bloccare i comportamenti illeciti sia per ottenere un risarcimento del danno.
blogsicilia.it, 2 gennaio 2023
Nel giorno di Capodanno a piazza Lanza si è tenuta una “fiaccolata per la libertà” per far luce sulla critica situazione nelle carceri italiane. Un centinaio di persone hanno preso parte alla mobilitazione di fronte la Casa circondariale catanese per manifestare in merito alla tragica situazione nelle carceri italiane e per accendere i riflettori sul “caso Cospito”, anarchico al 41bis in sciopero della fame da oltre settanta giorni e a rischio di vita.
di Ivan Innocenti*
riminitoday.it, 2 gennaio 2023
Il 31 dicembre 2022 si è svolta la visita alla Casa Circondariale Malatesta di Rimini nell’ambito dell’iniziativa del Partito Radicale “Natale in carcere”. Delegazione composta da Ivan Innocenti del Consiglio Generale del Partito Radicale, Da Sonia Raimondi e Annalisa Calvano della Commissione Carcere della Camera penale di Rimini e la partecipazione dei Consiglieri Comunali Serena Soldati e Giuliano Zamagni.
sondriotoday.it, 2 gennaio 2023
L’incontro con i detenuti è stato un modo per riportare l’attenzione sulle difficoltà con cui devono fare i conti sia dietro le sbarre sia una volta scontata la loro pena.
Nella giornata di ieri l’onorevole Mauro Del Barba ha visitato il carcere di Sondrio dove, attualmente, vengono ospitati 35 detenuti. Un momento intenso in cui il politico valtellinese ha potuto riscontrare come anche nella casa circondariale del capoluogo si riscontrino i problemi e le difficoltà delle altre carceri italiane.
Tra queste moltissime situazioni di persone che avrebbero le condizioni e i provvedimenti per le misure alternative, ma sono costrette a rimanere in carcere per l’emarginazione a cui la società li costringe: “Si tratta dei tanti, una percentuale che secondo molti arriva sopra il 20% - ha spiegato Del Barba -, che non trovano nessuno disposto a dargli fiducia e nemmeno ad affittargli la casa: senza dimora sono così costretti a rimanere in carcere anche quando dovrebbero essere fuori, come accade a Giulio (nome cambiato) che mi ha raccontato di essere detenuto da mesi perchè non trova un appartamento che lo possa ospitare per scontare i domiciliari”.
“Nonostante tutto abbiamo potuto fare anche molte risate: anche per loro l’ultimo dell’anno è un giorno speciale, dove giocarsi una sigaretta a carte può essere meno monotono e disperante di un giorno qualunque - ha proseguito Del Barba -. Prima di uscire una passeggiata nel cortile “dell’ora d’aria” con gli agenti di custodia, gentili e premurosi, per osservare lo scorcio di cielo che quotidianamente rappresenta per i 35 detenuti a Sondrio ciò che l’esterno ha loro da offrire, tranne che per quell’unico detenuto art. 21 che un’azienda agricola ha preso come collaboratore e che, glielo leggi in faccia, ha dentro di sé il sapore del riscatto e il sorriso della vita anche per questo motivo. Un ultimo sguardo al programma delle lezioni che riprenderanno grazie al Cpa di Morbegno, il rammarico per il vuoto che il Covid ha creato attorno a queste strutture: “una volta veniva l’istruttore di atletica”, mi raccontano. E quante altre attività si potrebbero proporre a queste persone per rendere davvero la pena rieducativa, per il loro bene e nell’interesse della collettività. Poi il portone si chiude e rimane lo spazio di una foto”.
L’impegno - Come detto, la visita al carcere di Sondrio è stato per l’onorevole Del Barba anche un modo per riportare l’attenzione sui problemi e le situazioni di tutti i detenuti e le strutture carcerarie italiane: ad esempio, quelli dei 700 detenuti italiani che godono del regime di semilibertà e per i quali la mezzanotte non ha rappresentato il momento a cui affidare le proprie speranze per il futuro, ma al contrario il ritorno in carcere, la fine del periodo inaugurato con il Covid in cui al regime di semilibertà si accompagnava la facoltà di dormire presso la propria abitazione sperimentando in tal modo, come dimostra l’esperienza compiuta, una progressiva responsabilizzazione e il ritorno alla normalità.
Una situazione che torna ad aggravare il problema del sovraffollamento e si affianca a quello dell’alto tasso dei suicidi che non ha lasciato immune nemmeno il carcere di Sondrio.
Si viene così a perdere quella che dovrebbe essere la funzione rieducativa della detenzione: “Un impegno che ci porteremo nel 2023 è quello di iniziare a invertire questa tendenza proprio dal Milleproroghe - ha concluso Del Barba.
Grazie all’esperienza del collega Roberto Giachetti abbiamo già predisposto con Ivan Scalfarotto un emendamento che ripristini immediatamente la possibilità di continuare a dormire fuori per chi aveva iniziato questo percorso. Perché il tema delle carceri è una questione che riguarda la società, non i soli detenuti. È una questione di civiltà che segnala drammaticamente il progresso o il declino di un paese. Diremo a gran voce al governo che non accettiamo il declino, sicuri di essere ascoltati dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio”.
Pisa. Progetto di Pet Therapy alla Casa circondariale Don Bosco
Ristretti Orizzonti, 2 gennaio 2023
Nel mese di dicembre dell’anno che abbiamo appena salutato si è concluso il secondo ciclo di incontri di Educazione Assistita con gli Animali (Pet Therapy) presso la Casa Circondariale Don Bosco di Pisa. Fortemente voluto dall’amministrazione, che ha dedicato fondi interni per la realizzazione del progetto, il corso ha costituito per i partecipanti della sezione maschile e della sezione femminile un’occasione per formarsi nell’ambito della Gestione Ordinaria del cane ed Educazione Cinofila di base. Al termine del percorso è stato rilasciato un attestato di partecipazione che rappresenta il riconoscimento di un impegno speso al fine di migliorare la propria relazione con i cani e di acquisire competenze spendibili all’esterno, una volta concluso il periodo di reclusione.
L’iniziativa è stata affidata all’associazione Do Re Miao, attiva da molti anni nel campo degli Interventi Assistiti e condotta da personale altamente specializzato e riconosciuto dal Ministero della Salute e dal Centro di Referenza Nazionale per la Pet Therapy.
La finalità del progetto è stata quella di favorire l’attivazione di risorse personali nell’ambito della cura e della relazione con l’eterospecifico, puntando sulle competenze già presenti: è stato infatti rilevato che chi decide di aderire alla proposta è stato o è attualmente proprietario di cani che al momento sono presi in carico da familiari.
Il progetto si è articolato in appuntamenti settimanali di due ore, con la presenza degli operatori e dei cani dell’associazione; ogni incontro ha previsto parti teoriche e parti pratiche, ma non sono mancati momenti di libera interazione che hanno permesso alle persone ristrette di ricontattare la propria parte affettiva. L’effetto dell’entrata dei cani in Istituto si diffonde pervasivamente anche su tutto il personale presente, creando un’occasione distensiva e di scambio.
Si ringraziano il direttore Francesco Ruello per aver creduto nella potenzialità del percorso, il personale dell’Area Educativa e gli agenti della di Polizia Penitenziaria per aver favorito in tutti i modi possibili il sereno svolgimento delle attività. Per info e approfondimenti: Dott.ssa Barbara Bellettini, 3803289556.
di Stefano Feltri
Il Domani, 2 gennaio 2023
Il 2022 ci ha lasciato due lezioni sulla disuguaglianza: le differenze di reddito e stili di vita non sono una calamità naturale, ma una scelta politica. Si possono accentuare o ridurre, dipende come si usano le risorse pubbliche (debito incluso). La seconda lezione è che in Italia qualcosa si può fare, i poveri si possono proteggere senza che questo significhi diventare una repubblica socialista o senza far piangere i ricchi.
di Simone Alliva
L’Espresso, 2 gennaio 2023
L’anno trascorso ci ha regalato un’anteprima di quello che verrà: istanze anti-trans, diritto all’aborto ridotto e nessun dibattito su fine vita e cannabis. Era prevedibile. Dopo la vittoria di Fratelli d’Italia alle elezioni. Prevedibile, forse inevitabile. L’avanzata dei diritti civili in Italia si arresta, in attesa dei passi indietro che il governo progetta tramite disegni di legge e iniziative di governo. Protagonisti di seconda linea (e di seconda mano) ripescati dal passato si sono insediati nei ruoli chiave dello Stato: figure oblique che arrivano dal mondo del Family Day, anti-abortisti, fascisti di ritorno. Gli eletti hanno portato dentro il Parlamento alcune delle parole d’ordine dei gruppi anti-scelta, slogan che nascondono battaglie regressive e aggressive nei confronti delle persone Lgbt, delle donne, delle minoranze. La “difesa della famiglia”, cioè la negazione dei diritti alle famiglie arcobaleno. La “libertà educativa”, che non prevede un’educazione laica fondata sui principi della non-discriminazione e dell’uguaglianza. Il “gender fuori dalle scuole” cioè lo spauracchio che nasconde la battaglia contro la possibilità che a scuola si parli di omotransfobia, di discriminazione, di sesso, di sessualità, di stereotipi. La “vita nascente”, l’impossibilità delle donne di abortire.
di Andrea Carandini
Corriere della Sera, 2 gennaio 2023
L’analisi di Giuseppe De Rita evidenzia le conseguenze di una decadenza dovuta alla distruzione della scuola. Il Paese ha bisogno di una nuova classe dirigente colta per uscire da una mediocrità mortificante.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2023
L’aver riportato il tema della povertà al centro del dibattito politico è stato certamente un merito, così come è stato un grande merito aver dato supporto economico in anni così difficili come quelli che abbiamo recentemente vissuto a milioni di persone.
di Marco Damilano
Il Domani, 2 gennaio 2023
I corpi fanno la rivoluzione in Iran. I corpi hanno cambiato le sorti della guerra in Ucraina. I corpi dei migranti. I corpi sono la pietra di inciampo del mondo chiuso e recintato dei partiti sovranisti e nazionalisti. Ma la loro assenza condanna la politica all’irrilevanza.
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