di Antonio Esposito
Il Fatto Quotidiano, 31 dicembre 2022
Tra le iniziative di riforma della Giustizia del ministro Nordio - modifica dell’abuso di ufficio, riduzione delle pene per i reati di corruzione, stretta sulle intercettazioni, separazione delle carriere e abolizione della obbligatorietà dell’azione penale - la più insidiosa è proprio quest’ultima perché, incidendo sull’esercizio del potere punitivo dello Stato, determina un grave vulnus al principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il nostro ordinamento, diversamente da altri sistemi costituzionali europei, fondati sul principio di discrezionalità o facoltatività dell’azione penale, è governato dal principio di obbligatorietà della stessa, sancito dall’articolo 112 della Costituzione. La disposizione è posta a presidio della indipendenza e dell’autonomia dell’intera magistratura, ivi compresi i pubblici ministeri, e a garanzia della uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. I Padri costituenti concepirono indipendenza e obbligatorietà dell’azione penale come facce della stessa medaglia e le considerarono il miglior presidio del precetto costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini. La Consulta, con sentenza n. 88/1991, ha sottolineato come il principio di obbligatorietà dell’azione penale costituisca “punto di convergenza di un complesso di principi basilari del sistema costituzionale il cui venir meno ne altererebbe l’assetto complessivo”. In altra pronuncia, la n. 84/1979, la stessa Corte precisava che “l’obbligatorietà dell’azione penale concorre a garantire da un lato l’indipendenza del pubblico ministero nell’esercizio della propria funzione, dall’altro l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge penale”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 dicembre 2022
2022, Odissea nel giudizio. Un’altra lunga la lista delle vittime di teoremi accusatori che si sono rivelati infondati. Almanacco degli orrori della malagiustizia che ha sostituito la presunzione d’innocenza con la presunzione di colpevolezza
La Stampa, 31 dicembre 2022
Presentato a Torino, a Palazzo Lascaris, sede del consiglio regionale del Piemonte, il settimo Dossier delle criticità strutturali e logistiche delle carceri piemontesi, realizzato con il contributo dei garanti comunali delle persone detenute.
cagliaripad.it, 31 dicembre 2022
Denuncia di Sdr: solo nel settembre 2023 saranno nominati i Direttori in tutti e dieci gli Istituti Penitenziari. “Il Capo del Dipartimento Carlo Renoldi in visita a Natale nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta, accomiatandosi dall’Istituto e dall’incarico, ha rimarcato le iniziative che entro il 2023 modificheranno in positivo la realtà delle carceri isolane. Sarà colmato il grave deficit di Direttori, Agenti, Comandanti e amministrativi. Un saluto, a cui SDR risponde cordialmente, ma che non può lasciare indifferenti. È l’ulteriore conferma, se ce ne fosse stato bisogno, dello stato di abbandono delle carceri sarde e di un sistema che così com’è non è utile alla società”. Lo sottolinea, in una nota, Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” facendo osservare che purtroppo “non è rassicurante apprendere che a settembre 2023 avremo i Direttori in tutti e dieci gli Istituti Penitenziari. Significa infatti che per altri nove mesi tre titolari e due “a scavalco” si divideranno la responsabilità su 10 carceri in cui sono detenute anche persone in regime di 41bis”.
di Daniela Solito
La Repubblica, 31 dicembre 2022
Si tratta dell’iniziativa di Fondazione Sacra Famiglia e dell’Associazione in Opera per coinvolgere gli ospiti della Fondazione, pazienti con disabilità o patologie psichiatriche, e le persone detenute in attività ricreative di condivisione all’interno del carcere.
recensione di Giuseppe Mautone
sistemapenale.it, 31 dicembre 2022
1. La recente monografia di Francesca Malzani offre una brillante ed aggiornata trattazione dei profili del lavoro carcerario. Nella prospettiva di Malzani, il pieno riconoscimento della dignità dei detenuti deve essere considerato lo strumento per eccellenza per rimediare alla loro particolare vulnerabilità e, per questa via, conseguire gli obiettivi di reinserimento sociale. Così delineati gli obiettivi dell’opera nel primo capitolo, la parte ricostruttiva affronta separatamente la disciplina del lavoro alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria (nel secondo capitolo) e quella del lavoro dei detenuti “nel mercato”, alle dipendenze cioè dei soggetti privati che operano all’interno e all’esterno del carcere (oggetto del terzo capitolo), per poi affrontare, nel quarto capitolo, il tema dell’estensione ai detenuti delle misure di contrasto alla povertà.
di Andrea Meccia
Il Manifesto, 31 dicembre 2022
Intervista. A vent’anni da “Romanzo criminale”, lo scrittore ritorna sulle sue pagine. “Romanzo criminale è un ragazzo in ottima salute anche se, per la sua età, ha una responsabilità imbarazzante. È ormai diventato un brand. Quante volte lo si evoca per parlare di malaffare e non solo? Detto questo, sono felice che ad ottobre, alla Casa del cinema, sia stato celebrato, non senza imbarazzi. Ho ricevuto una serie di elogi che solitamente si tributano ai defunti. A un certo punto ho dovuto ricordare di essere ancora vivo”. Romanzo criminale, il romanzo bestseller ispirato alle vicende della Banda della Magliana, ha compiuto vent’anni. E questo compleanno è l’occasione giusta per fare due chiacchiere con il suo autore Giancarlo De Cataldo, magistrato da poco in pensione, prolifica penna da un paio di mesi a questa parte volto Tv Rai per la serie Cronache criminali.
di Norma Rangeri
Il Manifesto, 31 dicembre 2022
2022, L’Anno Nero. Una guerra che nessuna cancelleria credeva possibile fino al giorno dell’invasione. Un’inflazione al galoppo che nessuna banca centrale prendeva sul serio. Una pandemia che torna in prima pagina con il testa-coda cinese sulle misure per contenerla. Manca giusto qualche evento estremo (alluvioni e siccità) e la lista dell’orribile 2022 potrebbe essere completa.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 31 dicembre 2022
Lo stop al “decretone” di Piantedosi: no a pastrocchi. C’è fibrillazione anche sulla Libia, perché Esteri e Difesa hanno interessi strategici nel Paese nordafricano.
di Simona Musco
Il Dubbio, 31 dicembre 2022
Parla Gianfranco Schiavone, della Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione: “Questa norma è vacua, non porterà da nessuna parte”. “Questo decreto è quasi un’ammissione di impotenza”. Il giurista Gianfranco Schiavone, dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, non usa mezzi termini: il nuovo decreto anti ong non arriverà da nessuna parte.
- Migranti. Piantedosi: “I soccorsi in mare garantiti dallo Stato. Le Ong fanno la spola solo con la Tripolitania. Come mai?”
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