di Marco Bresolin
La Stampa, 27 luglio 2023
Austria e i Paesi di Visegrad rimettono in discussione il Patto migrazione Ue. Scontro sulle deroghe in caso di crisi gravi: rinviata l’approvazione definitiva. Si complica il percorso di approvazione della riforma del Patto migrazione e asilo, attualmente in discussione ai tavoli dell’Unione europea. Ieri era atteso il via libera dei governi all’ultimo provvedimento del pacchetto, ma c’è stata una brusca frenata: non un semplice incidente di percorso, ma uno stop potenzialmente in grado di far deragliare l’intera riforma sulla quale, all’inizio di giugno, i 27 avevano trovato un’intesa definita “storica”. A far saltare il banco è stato il regolamento che fissa le disposizioni da far scattare in caso di crisi migratoria - per andare incontro agli Stati più esposti ai flussi - in particolare la parte relativa alla gestione dei flussi in caso di “strumentalizzazioni” da parte di Paesi terzi.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 27 luglio 2023
“Non ci sarà nessun passo indietro”. In occasione della festa della Repubblica e nell’anniversario del colpo di forza del 25 luglio 2021 con cui si è garantito il controllo totale della Tunisia, il presidente della Repubblica Kais Saied ha voluto rincuorare i suoi concittadini. Forte di un consenso popolare ancora forte, con cinque parole pronunciate durante un giro di approvazioni per le vie centrali di Tunisi, il responsabile di Cartagine si è mostrato convinto delle sue decisioni al netto di una situazione catastrofica che sta interessando il paese a livello economico, sociale e soprattutto migratorio.
di Andrea Ruggieri
Il Riformista, 27 luglio 2023
60 anni, ha passato più di un terzo della sua vita in carcere, sempre professandosi innocente. Eppure un annuncio del Ministro Di Maio di tre anni fa scacciava via ogni pessimismo. “Ho una bellissima notizia da darvi: Chico Forti tornerà in Italia”. È il 23 dicembre 2020, e l’annuncio trionfale è di Luigi Di Maio, ai tempi Ministro degli Esteri italiano, che su Facebook sembra mettere la parola fine a un’odissea, quella di Chico Forti, velista e produttore televisivo italiano, che dura dal 1998, quando a Miami inizia il suo incubo che lo tiene in carcere da 23 anni. “L’ho appena comunicato alla famiglia e ho informato il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio - scrive Di Maio.
di Andrea Ruggieri
Il Riformista, 27 luglio 2023
60 anni, ha passato più di un terzo della sua vita in carcere, sempre professandosi innocente. Eppure un annuncio del Ministro Di Maio di tre anni fa scacciava via ogni pessimismo. “Ho una bellissima notizia da darvi: Chico Forti tornerà in Italia”. È il 23 dicembre 2020, e l’annuncio trionfale è di Luigi Di Maio, ai tempi Ministro degli Esteri italiano, che su Facebook sembra mettere la parola fine a un’odissea, quella di Chico Forti, velista e produttore televisivo italiano, che dura dal 1998, quando a Miami inizia il suo incubo che lo tiene in carcere da 23 anni. “L’ho appena comunicato alla famiglia e ho informato il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio - scrive Di Maio.
ansa.it, 27 luglio 2023
La sommossa è iniziata dopo che il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per tutti i penitenziari del Paese in seguito agli scontri che hanno causato almeno 420 vittime nei penitenziari dal 2021. Almeno 31 morti e 14 feriti nella prigione di Guayaquil, in Ecuador: è il bilancio della ribellione dei detenuti iniziata sabato quando il Governo ha proclamato lo stato di emergenza per 60 giorni dopo le sanguinose rivolte che dal 2021 hanno causato almeno 420 vittime nelle carceri ecuadoriane. Di queste molte sono state decapitate o bruciate vive. Gli scontri sarebbero tra due bande legate ai trafficanti di droga.
di Liana Milella
La Repubblica, 26 luglio 2023
Il Guardasigilli accelera sul cambio di Mauro Palma: domani il dossier in cdm. L’opposizione denuncia l’assenza di donne nella composizione del nuovo ufficio. Decisamente il ministro della Giustizia Carlo Nordio è sfortunato quando si occupa di carcere. Mette piede in via Arenula e si moltiplicano i suicidi nelle galere, poi la grana di Cospito, e a seguire le violazioni del segreto del sottosegretario Delmastro. Adesso doppio errore, prima politico e poi tecnico, sul futuro Garante delle persone private della libertà, volgarmente detto Garante dei detenuti. Dove commette uno svarione dopo l’altro. Vediamoli allora: coinvolgono la radicale Rita Bernardini, il Pd e le donne, visto che le esclude dal vertice del Garante. E come non bastasse sceglie pure un possibile candidato incompatibile con l’incarico. Tre uomini su tre posti.
di Angela Stella
L’Unità, 26 luglio 2023
Non potendo cancellarlo, come sarebbe piaciuto a tanti nel governo, si prova a renderlo innocuo affidando la tutela dei diritti dei detenuti a un civilista, a un docente di diritto comparato e a un magistrato di sorveglianza in là con gli anni.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 26 luglio 2023
Vuoi lottizzare i consigli di amministrazione delle aziende partecipate dallo Stato? E lotizzale, va bene. Vuoi lottizzare la Rai dicendo che in fondo è stato sempre così? E lottizzala, anche se certo in questo modo violi il principio del pluralismo. Vuoi lottizzare il Csm e la Corte Costituzionale? Ok, è un modo per rispettare la rappresentanza.
di Marcello Maria Pesarini
Ristretti Orizzonti, 26 luglio 2023
“Servono portatori d’acqua nel deserto dei diritti umani, specie delle persone private della libertà, per questo serve la Bernardini”. Scrivono gli oltre 80 accademici e giuristi firmatari dell’istanza. Sinistra Italiana Marche fa suo l’appello sottoscritto dagli accademici firmatari dell’istanza, conosciuti per il loro impegno civile e umanitario ma soprattutto per il rispetto della Costituzione Italiana, nel campo della Giustizia rappresentato in primis dall’articolo 27 “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 26 luglio 2023
La maggioranza alle prese con le divisioni interne su più fronti, sta facendo melina sul pacchetto giustizia tanto sbandierato, che ha provocato l’ennesimo scontro con i magistrati e ha portato a una convocazione, nelle settimane scorse della premier Giorgia Meloni da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Proprio il Quirinale, una settimana fa, ha dato il via libera per la calendarizzazione del ddl Nordio, ma in commissione Giustizia del Senato non vi è traccia.
- La riforma della giustizia è una gara a chi fa peggio: così si tradisce il patto di fiducia
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