di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 11 marzo 2023
Ilaria Cucchi a Ivrea per la “due-giorni” organizzata dall’Osservatorio per il Terzo Settore in collaborazione con l’Associazione Antigone, non poteva non far visita al carcere finito in questi anni più volte agli onori delle cronache per decine di abusi ai danni detenuti e per quella cella “liscia” denominata “Acquario” in cui venivano deputati e presi a manganellate fino allo sfinimento. Nessun preavviso, come il suo ruolo di parlamentare gli consente. S’è presentata davanti ai cancelli poco dopo pranzo e ne è uscita con le lacrime agli occhi.
di Maria Teresa Pichetto*
La Voce e il Tempo, 11 marzo 2023
“Lorusso e Cotugno”, 25 anni del Polo universitario. Per celebrare i venticinque anni di attività del Polo universitario per studenti detenuti presso il carcere “Lorusso e Cotugno” di Torino si è svolto mercoledì 1° marzo, al Polo del ‘900, un convegno che ha tratto ispirazione dal mio libro “Se la cultura entra in carcere.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 11 marzo 2023
Mettersi in ascolto per riuscire a comprendere. Questa è la richiesta delle persone detenute della casa circondariale Nerio Fischione di Brescia con il progetto “La biblioteca parlante”, un ciclo di incontri con la comunità in partenza il 9 marzo nella biblioteca dell’istituto.
di Mariella Caruso
Io Donna - Corriere della Sera, 11 marzo 2023
“Un giorno, da piccolo, ero sul traghetto per Procida (all’epoca la prigione era ancora attiva): un detenuto, ammanettato e sotto scorta, mi ha salutato. Papà mi ha lasciato avvicinare a lui: senza timore, senza pregiudizio”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 marzo 2023
“Gabriel. Non ho ucciso nessuno” (Round Robin Editrice, euro 12) è il titolo del nuovo libro di Fabrizio Berruti, giornalista e autore tv. Gabriel è Gabriel Natale Hjorth, ragazzo di 18 anni, padre italiano e madre americana, condannato insieme all’amico Finnegan Lee Elder per la morte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega avvenuta il 26 luglio del 2019.
di Walter Verini
Il Domani, 11 marzo 2023
Sono molti i paesi nei quali la libertà di stampa è minacciata, colpita e il diritto all’informazione non è garantito. Sono innanzitutto dittature, regimi autoritari, autocrazie, “democrature”, dove sempre più spesso giornali, radio e tv, siti online vengono chiusi, i giornalisti minacciati, incarcerati. A volte uccisi.
di Caterina Stamin
La Stampa, 11 marzo 2023
Facili da trovare su Internet, sono in fortissimo aumento e al di fuori del controllo dei medici: c’è chi li usa contro l’ansia, chi come droga e chi per migliorare le prestazioni a scuola.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 11 marzo 2023
Il decreto legge prevede pene da un minimo di 10 ad un massimo di 30 anni di reclusione. Più veloce l’espulsione a seguito di condanna; si snellisce la procedura per il nulla osta al lavoro subordinato. Il Consiglio dei Ministri riunitosi il 9 marzo 2023, presso l’Aula consiliare del comune di Cutro (Crotone) ha approvato un decreto-legge che introduce il nuovo reato di “morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina”, che prevede pene molto gravi: da 10 a 20 anni per lesioni gravi o gravissime a una o più persone; da 15 a 24 anni per morte di una persona; da 20 a 30 anni per la morte di più persone.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 11 marzo 2023
Più di 50 approdi a Lampedusa in 24 ore. Per l’avvocato ed esperto di diritto d’asilo Vassallo Paleologo “si è scelto ancora una volta di affrontare il tema migratorio con gli strumenti del controllo e della repressione”.
di Paolo Decrestina
Corriere della Sera, 11 marzo 2023
Che cos’è? Chi sono i 10 mila migranti che l’hanno ottenuta e perché ora si vuole ridurla? È la terza forma di richiesta di asilo in Italia dopo lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria. L’ha istituita il decreto Salvini del 2018 ed è stata “allargata” da Lamorgese nel 2020. Ora l’esecutivo ha deciso una nuova stretta. Una stretta sulla concessione della “protezione speciale”. Tra le misure varate dal governo nel nuovo decreto sull’immigrazione compare anche una revisione di questa forma di accoglienza: l’obiettivo - spiega il governo - è “abolirla” per sostituirla con misure in linea con la normativa europea. Una scelta che va nella direzione intrapresa nel 2018 dal primo decreto Salvini che già all’articolo 1 cancellava il permesso di soggiorno per motivi umanitari per rimpiazzarlo con la formula della “protezione speciale”. Ma di cosa si tratta? Chi può chiederla e quanti ne hanno beneficiato?
- Immigrazione clandestina, il problema non sono gli “scafisti”
- Migranti. Bonino: “Dal governo misure tardive e disumane, sono la caricatura della linea Salvini”
- Congo. Il padre di Attanasio: “Non voglio altri morti, Luca era contrario alla pena capitale”
- Gran Bretagna. “Carcere e deportazione per i migranti”, la legge nasce già zoppa
- Nelle nostre carceri si torna ai 10 minuti di telefonata a settimana. Cresce la tensione











