di Lirio Abbate
La Repubblica, 21 marzo 2023
Un segnale diretto ad una popolazione alla quale 29 anni fa è stato ucciso il parroco della loro comunità, impegnato con la chiesa e la sua fede a togliere i ragazzi dalla strada e allontanarli dalla criminalità organizzata.
di Alberto Cisterna
Il Riformista, 21 marzo 2023
Il dibattito asfittico, spesso retorico, tra giustizialismo e garantismo, che ci impedisce di concentrarci sui nuovi santuari del malaffare, dovrebbe partire dal rendere il giusto tributo a tutte le persone uccise. Si celebra oggi la “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie”. Nel suo nocciolo duro è il ricordo della lunga teoria di 1.069 morti che “Libera” aggiorna da 28 anni; l’occasione per rievocare collettivamente la tragica fine di tanti uomini, donne, bambini (i minori sono 115), caduti per mano di altri uomini, donne e talvolta per mano di altri coetanei neppure maggiorenni.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 marzo 2023
In Italia è ancora possibile criticare le norme antimafia senza creare scandalo? La domanda sorge spontanea dopo aver letto un articolo di Repubblica dal titolo: “Palermo, l’accusa di una professoressa di Giurisprudenza: ‘Il maxiprocesso fu un obbrobrio’. E in facoltà è scontro con Di Matteo”.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 21 marzo 2023
La giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia che si celebra ogni 21 marzo (oggi a Milano) ha un nome: don Luigi Ciotti. Che va ringraziato per tutta la sua vita, ma decisiva l’idea di creare “Libera” e di raccogliere le firme (un milione!) per l’approvazione della legge 109/96 sul riutilizzo sociale e istituzionale dei beni mafiosi confiscati.
di Angela Pederiva
Il Gazzettino, 21 marzo 2023
Il sottosegretario padovano Andrea Ostellari l’ha ribadito anche ieri: “Scontata la pena, la gran parte degli ex condannati ricomincia a delinquere. Mentre il 98% di chi ha trascorso la detenzione imparando un mestiere, senza guardare il soffitto, esce dai circuiti criminali e smette di compiere reati. I numeri parlano chiaro: più lavoro nei penitenziari significa meno criminalità nelle nostre città”. Per questo il ministero della Giustizia sta studiando un piano di incentivi per le aziende che assumono i detenuti.
di Miriam Rossi
unimondo.org, 21 marzo 2023
Unimondo continua a tenere i riflettori accesi sulle condizioni carcerarie e sull’effettiva capacità del sistema di riabilitare il detenuto. Dopo aver intervistato i docenti che curano la didattica all’interno della Casa circondariale di Trento, la parola passa alla Garante dei diritti dei detenuti del Trentino, Antonia Menghini, Professoressa di Diritto penale all’Università di Trento.
affaritaliani.it, 21 marzo 2023
Il progetto del reparto “La Chiamata” per sostenere il loro percorso e fare emergere i talenti. Hamadi ha poco più di 20 anni, è alto, indossa una felpa nera e i pantaloni bianchi. È qui perché’ ha ucciso una persona. Ma è qui anche perché è il “capostipite” del reparto ‘La Chiamata’ di San Vittore, un luogo che non c’è ancora fisicamente e non si sa se un giorno sarà davvero ritagliato nei raggi del carcere ma esiste da un mese, ogni giovedì sera, quando una decina ragazzi tra i 18 e i 25 anni si ritrova per immaginarlo e, di fatto, a costruirlo.
liberta.it, 21 marzo 2023
“Il carcere di Piacenza non soffre il problema del sovraffollamento che è una delle piaghe del sistema penitenziario italiano. Ci sono però carenze di organico alle quali abbiamo dato una risposta attraverso la Finanziaria con 1000 extra assunzioni per la polizia penitenziaria e corsi di formazione per circa cinquemila persone nei prossimi anni”. Sono queste le prime dichiarazioni del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove al termine dell’incontro al carcere delle Novate con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria e la dirigenza della casa circondariale guidata da Maria Gabriella Lusi. Il sottosegretario è stato accompagnato dal parlamentare piacentino Tommaso Foti.
osservatoriorepressione.info, 21 marzo 2023
Sono passati ormai venticinque anni dall’introduzione nell’ordinamento italiano dello strumento della detenzione amministrava e, quindi, dalla creazione di campi in cui sono privati della libertà personale gli stranieri che non possiedono un documento che consente loro di entrare o restare regolarmente nel territorio italiano. Per la prima volta da allora, almeno a nostra memoria, una persona che ha vissuto tale esperienza ha scritto una lettera a una Prefettura ringraziando per “l’ospitalità” ricevuta. Questo è accaduto pochi giorni fa. In riferimento al CPR di Macomer, in Sardegna, è arrivata una lettera in risposta a un comunicato di “Campagna Lasciatecientrare” e “Assemblea No Cpr Macomer” che annunciava l’ampliamento, anzi il raddoppio, della struttura, insieme a diverse criticità riportate da chi attualmente vive la detenzione.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 21 marzo 2023
In occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie istituita dall’associazione Libera, la testimonianza del giurista trentenne che da qualche mese vive sotto protezione a causa del suo impegno civile. Nel carcere di Modena ha incontrato un gruppo di detenuti per parlare di mafia e legalità.
- Milano. Prevenzione senza barriere, nel carcere di Bollate check-oncologico per le detenute
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