di Leonardo Martinelli
La Repubblica, 9 marzo 2023
Sono l’ultimo capro espiatorio della crisi economica, per il leader di Tunisi Kais Saied, che ha usato contro di loro anche una teoria complottista dell’estrema destra europea. I ragazzi e le ragazze della Guinea, della Costa d’Avorio e della Sierra Leone raccontano come si vive nel nuovo clima d’odio.
di Elena Molinari
Avvenire, 9 marzo 2023
Dopo le inchieste dei media la Casa Bianca costretta a promettere più controlli, ma le esigenze elettorali sembrano prevalere sulla garanzia di politiche più umane. Il dipartimento al Lavoro Usa farà più controlli e la Casa Bianca vigilerà sul rispetto della legge che protegge i minori. Joe Biden è corso ai ripari, dopo che un’inchiesta del New York Times ha raccontato le storie di un centinaio di bambini impiegati in lavori pericolosi, estenuanti e illegali. Ma l’ombra dello scandalo persiste sul presidente democratico, eletto sulla promessa di rendere l’immigrazione negli Usa più umana e di proteggere i più vulnerabili.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 9 marzo 2023
Fino al 16 settembre 2022, Pegah Moshir, 31 anni, ammette di non aver mai parlato pubblicamente del “lato oscuro” dell’Iran. Non si azzardava a scrivere sui social del dittatore Khamenei, né della condizione delle donne. “Non lo facevo per paura che mi avrebbero negato di tornare a Teheran”, racconta l’attivista diventata famosa sul palco di Sanremo accanto a Drusilla Foer, oggi ospite nell’inchiesta “Donne che cambiano il mondo. Tra diplomazia e attivismo”, che apre la prima giornata di Obiettivo 5 alla Sapienza di Roma. Poi, il 16 settembre, Mahsa Amini viene uccisa dalle Guardie della rivoluzione e Pegah inizia a parlare.
Ristretti Orizzonti, 8 marzo 2023
Quest’anno riprenderemo la Giornata nazionale di Studi in presenza, il 19 maggio, dalle 9:00 alle 17:00. Vi preghiamo di segnarvi la data, metteremo al più presto online il programma e il modulo per l’iscrizione, il titolo della Giornata è: “La tenerezza e la Giustizia”. “La tenerezza è un modo inaspettato di fare Giustizia” (Papa Francesco)
di Andrea Carli
Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2023
È quanto emerge dal primo rapporto di Antigone sulla detenzione femminile. Al 31 gennaio 2023 erano 17 i bambini di età inferiore a un anno che vivevano in carcere con le loro madri detenute. L’affollamento delle sezioni femminili è del 115%, contro il 113,7% degli uomini. Le donne, con il piccolo peso numerico che arrecano al sistema penitenziario, non sono responsabili del sovraffollamento carcerario ma lo subiscono più degli uomini, quando non soffrono al contrario di isolamento. È quanto emerge dal primo rapporto di Antigone sulla detenzione femminile, pubblicato l’8 marzo, il giorno della festa della donna.
di Enrico Cicchetti
Il Foglio, 8 marzo 2023
Cifre e storie. L’affollamento, le dipendenze, i figli e il nodo della salute. I dati nel primo Rapporto sulle donne detenute in Italia dell’associazione Antigone. Intanto una donna è morta in cella a Rebibbia. Alla vigilia della giornata internazionale della donna, una detenuta è stata trovata morta in cella, nella sezione femminile del carcere di Rebibbia. Aveva gravi problemi di tossicodipendenza e non era la sua prima volta in prigione. La garante dei detenuti di Roma, Gabriella Stramaccioni, ha scritto su Facebook: “Era in carcere da 3 giorni in isolamento sanitario (previsto dalle norme anti Covid). 47 anni, una vita faticosa e dolorosa”. E all’Ansa ha spiegato che “ieri pomeriggio ha accusato un malore. Intorno alle 23.30 è stata visitata in carcere dal medico ma è poi rimasta in cella, sempre in isolamento. Questa mattina è stata trovata nel letto priva di vita. Questo grave episodio conferma che soggetti con patologie di questo tipo non possono essere ‘assorbite’ e curate dal carcere”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 marzo 2023
Oscillano tra il 4 e 5% della popolazione detenuta, ma sono disperse tra le varie carceri pensate esclusivamente al maschile. Al 28 febbraio, su 56.319 detenuti presenti nelle nostre carceri, sono 2.425 le donne ristrette. Esistono soltanto 4 istituti penitenziari esclusivamente femminili: Trani, Pozzuoli, Roma e Venezia. E sono, sempre secondo gli ultimi dati del ministero di giustizia, un totale di 622. Il resto delle detenute, quindi 1803, sono disperse nel resto delle carceri, pensate esclusivamente al maschile.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2023
Come Antigone, il nostro 8 marzo abbiamo deciso di dedicarlo a una particolare categoria di donne, quelle che vivono nelle carceri italiane. Abbiamo scelto infatti di presentare presso la Sala Zuccari del Senato “Dalla parte di Antigone. Primo Rapporto sulle donne detenute in Italia”.
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 8 marzo 2023
Con la decisione della Cassazione del 24 febbraio scorso, la questione giudiziaria dell’applicazione del 41bis ad Alfredo Cospito ha vissuto un passaggio forse dirimente. Sì, è vero: è appena stata presentata una istanza di sospensione della pena per motivi di salute; ci sarà un nuovo giudizio sul rigetto della revoca chiesta al Ministro della giustizia nel mese di gennaio; è pendente una procedura di fronte alla Commissione diritti umani delle Nazioni unite; probabilmente arriverà un ricorso alla Corte europea dei diritti umani. Tutte legittime iniziative della difesa di Cospito, motivatamente sostenute da chi non si rassegna all’anomalia evidenziata anche dalla Procura nazionale antimafia e dalla Procura generale presso la Corte di Cassazione di una misura pensata per i capi di rigide organizzazioni criminali e applicata a un esponente di una non-organizzazione ideologicamente senza capi.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 marzo 2023
Il recluso chiede, attraverso il proprio legale, di lasciare il carcere e andare ai domiciliari. Ha valori che il suo legale Flavio Rossi Albertini definisce anomali, in particolare quelle oscillazioni del potassio ora fermo a 3.2 dopo aver toccato quota 4, e in grado di far temere per il cuore. Sempre l’avvocato riferisce dell’ultimo colloquio, in cui l’anarchico, dice, è parso “lucido seppur provato, certo molto determinato nel portare avanti la propria battaglia contro il 41 bis, ma anche preoccupato che i medici abbiano le flebo già pronte”.











