recensione di Giuseppe Mautone
sistemapenale.it, 31 dicembre 2022
1. La recente monografia di Francesca Malzani offre una brillante ed aggiornata trattazione dei profili del lavoro carcerario. Nella prospettiva di Malzani, il pieno riconoscimento della dignità dei detenuti deve essere considerato lo strumento per eccellenza per rimediare alla loro particolare vulnerabilità e, per questa via, conseguire gli obiettivi di reinserimento sociale. Così delineati gli obiettivi dell’opera nel primo capitolo, la parte ricostruttiva affronta separatamente la disciplina del lavoro alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria (nel secondo capitolo) e quella del lavoro dei detenuti “nel mercato”, alle dipendenze cioè dei soggetti privati che operano all’interno e all’esterno del carcere (oggetto del terzo capitolo), per poi affrontare, nel quarto capitolo, il tema dell’estensione ai detenuti delle misure di contrasto alla povertà.
di Andrea Meccia
Il Manifesto, 31 dicembre 2022
Intervista. A vent’anni da “Romanzo criminale”, lo scrittore ritorna sulle sue pagine. “Romanzo criminale è un ragazzo in ottima salute anche se, per la sua età, ha una responsabilità imbarazzante. È ormai diventato un brand. Quante volte lo si evoca per parlare di malaffare e non solo? Detto questo, sono felice che ad ottobre, alla Casa del cinema, sia stato celebrato, non senza imbarazzi. Ho ricevuto una serie di elogi che solitamente si tributano ai defunti. A un certo punto ho dovuto ricordare di essere ancora vivo”. Romanzo criminale, il romanzo bestseller ispirato alle vicende della Banda della Magliana, ha compiuto vent’anni. E questo compleanno è l’occasione giusta per fare due chiacchiere con il suo autore Giancarlo De Cataldo, magistrato da poco in pensione, prolifica penna da un paio di mesi a questa parte volto Tv Rai per la serie Cronache criminali.
di Norma Rangeri
Il Manifesto, 31 dicembre 2022
2022, L’Anno Nero. Una guerra che nessuna cancelleria credeva possibile fino al giorno dell’invasione. Un’inflazione al galoppo che nessuna banca centrale prendeva sul serio. Una pandemia che torna in prima pagina con il testa-coda cinese sulle misure per contenerla. Manca giusto qualche evento estremo (alluvioni e siccità) e la lista dell’orribile 2022 potrebbe essere completa.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 31 dicembre 2022
Lo stop al “decretone” di Piantedosi: no a pastrocchi. C’è fibrillazione anche sulla Libia, perché Esteri e Difesa hanno interessi strategici nel Paese nordafricano.
di Simona Musco
Il Dubbio, 31 dicembre 2022
Parla Gianfranco Schiavone, della Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione: “Questa norma è vacua, non porterà da nessuna parte”. “Questo decreto è quasi un’ammissione di impotenza”. Il giurista Gianfranco Schiavone, dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, non usa mezzi termini: il nuovo decreto anti ong non arriverà da nessuna parte.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 31 dicembre 2022
“La sinistra predica solidarietà e accoglienza sulle agenzie di stampa, ma poi appena decidiamo di far sbarcare i migranti irregolari in tutti i territori italiani, tutti condividono le criticità di un sistema senza regole”. “Nel 2023 aumenteremo la sicurezza nelle città italiane, con più forze dell’ordine e telecamere”.
di Theo Guzman
Il Manifesto, 31 dicembre 2022
La leader democraticamente eletta processata per corruzione. A niente è servita la risoluzione dell’Onu che invita la giunta a liberare i prigionieri politici. Nonostante il Consiglio di sicurezza dell’Onu abbia appena adottato in dicembre una risoluzione sul Myanmar, la prima in 75 anni, che chiede la fine delle violenze e invita i militari al potere a rilasciare tutti i prigionieri politici, inclusa la leader democraticamente eletta Aung San Suu Kyi, un ennesimo processo alla ex leader birmana l’ha appena condannata per corruzione a sette anni di carcere nell’ultima di una serie di udienze processuali che portano adesso a 33 anni di galera la pena da scontare.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 dicembre 2022
La settimana scorsa, nel seguito delle comunicazioni sulle linee programmatiche in commissione al Senato, il ministro della giustizia Carlo Nordio ha spiegato che le carceri non sono sufficienti e non lo saranno per i prossimi dieci anni a tenere detenuti tutti quelli che vengono condannati. “Vi sono in Italia decine di caserme che sono state dismesse. Le caserme per definizione hanno una struttura che è abbastanza simile e compatibile con quelle delle carceri, hanno il muro di cinta e le baracche interne”, ha sottolineato il guardasigilli. In realtà già ci ha provato l’ex ministro grillino Alfonso Bonafede attraverso un piano della riconversione legittimato dall’articolo 7 del decreto semplificazioni, poi convertito in legge. Risultato? Non è stato fattibile.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 30 dicembre 2022
In questi giorni si è molto detto sulla “evasione” di sette ragazzi dall’istituto Beccaria. Si è da taluno rivendicata l’esigenza del carcere più sicuro, della sanzione esemplare, insistendo sull’efficacia deterrente della pena per chi viola le regole, in questo caso scappando da una struttura penitenziaria minorile.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 30 dicembre 2022
Cosima Buccoliero, pioniera dell’istituto modello di Bollate, è autrice del libro “Senza sbarre”. Parla all’indomani del rientro in prigione anche degli ultimi “fuggitivi” del Beccaria. Mentre parliamo è già diffusa la notizia che ormai tutti e sette i ragazzi dell’Istituto Cesare Baccaria di Milano sono, in modo più o meno volontario, tornati.
- Gaetano Pecorella: “Nordio ha ragione: solo la prevenzione salverà quei ragazzi”
- L’evasione della ragionevolezza dall’Istituto per minorenni “Cesare Beccaria” di Milano
- Alfredo Cospito, qualcuno prova a rompere l’omertà: questo silenzio è imbarazzante
- Da oggi in vigore la riforma penale Cartabia: le nuove regole sull’attività dei tribunali
- Rave: il ritorno della “ghigliottina” spunta le armi all’ostruzionismo











