di Luigi Mastrodonato
L’Essenziale, 4 maggio 2023
Le donne sono appena il 4 per cento della popolazione carceraria italiana. Anche per questo il sistema penitenziario sembra ignorare i loro diritti e le loro necessità. Insieme a quelli dei loro figli. Quando nell’agosto scorso Marianna ha passato la prima notte nell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri (Icam) di Milano, ha dormito bene come non faceva da tempo. Avere di fianco sua figlia le ha trasmesso serenità, un sentimento che non era mai riuscita a provare nei sei mesi precedenti, mentre era in carcere da sola. Le giornate trascorrevano tutte uguali, senza niente da fare, nemmeno le attività di base previste per i detenuti, quasi esclusivamente riservate alla sezione maschile.
di Riccardo Polidoro** e Sergio D’Elia**
Il Dubbio, 4 maggio 2023
Nessuno tocchi Caino e l’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane stanno visitando le carceri del nostro Paese. Un “viaggio della speranza” che ha, non solo lo scopo di verificare le condizioni di vita dei detenuti, ma anche d’infondere fiducia in chi rischia di far prevalere la disperazione per la propria condizione, fino a spingersi al suicidio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 maggio 2023
Dopo il silenzio di Via Arenula, la difesa dell’anarchico al 41bis presenta un’istanza al Tribunale di Sorveglianza di Roma: “Via la misura del carcere duro, ci sono le condizioni”. Sono giorni che chiediamo al Ministero della Giustizia se il Guardasigilli intenda dare una risposta all’istanza di revoca del 41 bis per Alfredo Cospito. Nessuno ci dà informazioni: “chiedo”, “non so”, oppure leggono i messaggi e li ignorano semplicemente.
di Errico Novi
Il Dubbio, 4 maggio 2023
Intervista a Bartolomeo Romano, consigliere giuridico del ministro della Giustizia: “Primo ddl Giustizia quasi pronto: modificherà l’abuso d’abuso d’ufficio, le influenze illecite, l’interrogatorio di garanzia. In revisione le schede su prescrizione, intercettazioni e ordinanze cautelari”.
di Liana Milella
La Repubblica, 4 maggio 2023
Se il pm non interviene entro tre giorni dalla denuncia l’indagine può essere avocata dal capo della Procura. Le Dem Camusso e Valente contro una norma che criminalizza i pm anche in assenza di effettivi e macroscopici ritardi. Gelmini di Azione critica, ma vota a favore, come Lopreiato di M5S
di Iuri Maria Prado
linkiesta.it, 4 maggio 2023
Non si correggono in modo efficace, e in realtà in nessun modo, le storture della giurisdizione di questo Paese se si continua a credere e a far credere che esse si producano episodicamente per responsabilità di qualche arbitrio individuale, insomma per la presenza dei pochi frutti marci che basta individuare e rimuovere per restituire al bigoncio giudiziario l’incontaminazione naturale. Per quest’idea, il problema della giustizia italiana ammonta al numero di mariuoli togati che tocca registrare, e il problema si risolve appunto prevenendo quando si può e sanzionando quando si deve quei fenomeni di singolare malversazione. Ma non sta nella presenza né nel lavorìo di quelle personali scostumatezze il problema della nostra giustizia, che è invece costituzionale e non pesca affatto nell’occasionale bacino di illecito in cui effettivamente può sguazzare qualche rappresentante del potere giudiziario.
di Gian Domenico Caiazza*
L’Opinione, 4 maggio 2023
Nessuno si faccia illusioni. Nemmeno la Corte di Cassazione, in una delle sue composizioni notoriamente più autorevoli ed indiscusse, basterà a scrivere la parola fine in coda a questo b-movie giudiziario detto della “Trattativa Stato-mafia”. Un filmaccio di quart’ordine, costruito intorno ad un reato esistente solo nella mente dei suoi approssimativi sceneggiatori, rispetto al quale ci potremmo limitare a scrollare le spalle uscendo infastiditi ed annoiati dalla sala, se non fosse che con esso si sono letteralmente tritate le carni - dignità, onorabilità, salute psicofisica - di protagonisti della lotta (quella vera) alla mafia, linciati come traditori e dati in pasto all’orda famelica delle milizie antimafiose più fanatiche.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 4 maggio 2023
Dalla Suprema corte una delle pochissime applicazioni del reato introdotto nel nostro ordinamento con la legge 110/2017. Un disabile tenuto alla catena, bastonato e costretto ad abbaiare. Questo il “trattamento disumano”, di “straordinaria gravità”, che ha indotto la Cassazione (sentenza 18075) a confermare la condanna per il reato di tortura (articolo 613-bis del Codice penale) a carico della coppia di ricorrenti.
cataniatoday.it, 4 maggio 2023
È stato nominato con decreto del presidente della Regione e rimarrà in carica per i prossimi sette anni. Santi Consolo è il nuovo garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti in Sicilia e per il loro reinserimento sociale. Consolo, classe ‘51, magistrato in pensione, è stato nominato con decreto del presidente della Regione e rimarrà in carica per i prossimi sette anni. Tra gli altri incarichi, ha assunto quello di capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria presso il ministero della Giustizia e nel 2014 ha svolto funzioni di procuratore generale presso la Corte d’Appello di Caltanissetta e quella di Catanzaro. È anche stato componente togato del Csm. Prende il posto di Giovanni Fiandaca che ha concluso il suo mandato.
di Carmela De Rose
Il Messaggero, 4 maggio 2023
“Era doveroso visitare Regina Coeli. I numeri di questa struttura sono eloquenti: su un range effettivo di 628 posti, sono reclusi al momento 1.009 detenuti. Non stupisce, quindi, che il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura abbia mosso critiche molto dure sulle condizioni di sovraffollamento della storica struttura romana.
- Umbria. Sui circa mille e 400 reclusi in regione, il 15% ha tra 18 e 25 anni
- Milano. Addio a don Caniato, il prete da “galera” stimato da Giovanni Paolo II
- Trento. Detenuta muore, medico indagato
- Bologna. Il teatro esce dal carcere. Punzo: “Stop ai pregiudizi”
- Catanzaro. Al via il laboratorio teatrale per i detenuti di media sicurezza









