di Umberto Monti*
Il Fatto Quotidiano, 31 dicembre 2022
La riforma Cartabia è una pessima riforma: non abbrevia i tempi processuali, ma li prolunga, moltiplica le possibilità di “distruzione” dei processi prima di una sentenza che accerti il fatto, limita la tutela dei diritti, aumenta i profili di incertezza della pena, marginalizza le vittime dei reati. Non occorreva solo una proroga dell’entrata in vigore.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 31 dicembre 2022
Alla vigilia del nuovo anno, il governo provvede a varare alcuni tra i punti previsti nel programma elettorale: tra questi, il decreto Sicurezza, il quale ha da subito suscitato discussioni tra i banchi dell’opposizione.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 31 dicembre 2022
Riforme silenziose. Il presidente della Camera Fontana inaugura l’uso routinario della “ghigliottina”. Passa, senza troppi traumi, il principio che gli atti di legge del governo non possono essere fatti decadere.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 dicembre 2022
“Due bagliori nel buio del populismo”: così definisce Vittorio Manes, avvocato e professore ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna, le iniziative parlamentari del senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin e del deputato di Azione Enrico Costa in materia rispettivamente di trojan e prescrizione.
di Ilaria Proietti
Il Fatto Quotidiano, 31 dicembre 2022
“Stiamo approvando un decreto che rende il percorso per accedere ai benefici penitenziari più facile per i mafiosi rispetto a quello per i collaboratori di giustizia. E che dire dell’autostrada che viene aperta alle mafie con la legge di Bilancio?”
di Antonio Esposito
Il Fatto Quotidiano, 31 dicembre 2022
Tra le iniziative di riforma della Giustizia del ministro Nordio - modifica dell’abuso di ufficio, riduzione delle pene per i reati di corruzione, stretta sulle intercettazioni, separazione delle carriere e abolizione della obbligatorietà dell’azione penale - la più insidiosa è proprio quest’ultima perché, incidendo sull’esercizio del potere punitivo dello Stato, determina un grave vulnus al principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il nostro ordinamento, diversamente da altri sistemi costituzionali europei, fondati sul principio di discrezionalità o facoltatività dell’azione penale, è governato dal principio di obbligatorietà della stessa, sancito dall’articolo 112 della Costituzione. La disposizione è posta a presidio della indipendenza e dell’autonomia dell’intera magistratura, ivi compresi i pubblici ministeri, e a garanzia della uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. I Padri costituenti concepirono indipendenza e obbligatorietà dell’azione penale come facce della stessa medaglia e le considerarono il miglior presidio del precetto costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini. La Consulta, con sentenza n. 88/1991, ha sottolineato come il principio di obbligatorietà dell’azione penale costituisca “punto di convergenza di un complesso di principi basilari del sistema costituzionale il cui venir meno ne altererebbe l’assetto complessivo”. In altra pronuncia, la n. 84/1979, la stessa Corte precisava che “l’obbligatorietà dell’azione penale concorre a garantire da un lato l’indipendenza del pubblico ministero nell’esercizio della propria funzione, dall’altro l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge penale”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 dicembre 2022
2022, Odissea nel giudizio. Un’altra lunga la lista delle vittime di teoremi accusatori che si sono rivelati infondati. Almanacco degli orrori della malagiustizia che ha sostituito la presunzione d’innocenza con la presunzione di colpevolezza
La Stampa, 31 dicembre 2022
Presentato a Torino, a Palazzo Lascaris, sede del consiglio regionale del Piemonte, il settimo Dossier delle criticità strutturali e logistiche delle carceri piemontesi, realizzato con il contributo dei garanti comunali delle persone detenute.
cagliaripad.it, 31 dicembre 2022
Denuncia di Sdr: solo nel settembre 2023 saranno nominati i Direttori in tutti e dieci gli Istituti Penitenziari. “Il Capo del Dipartimento Carlo Renoldi in visita a Natale nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta, accomiatandosi dall’Istituto e dall’incarico, ha rimarcato le iniziative che entro il 2023 modificheranno in positivo la realtà delle carceri isolane. Sarà colmato il grave deficit di Direttori, Agenti, Comandanti e amministrativi. Un saluto, a cui SDR risponde cordialmente, ma che non può lasciare indifferenti. È l’ulteriore conferma, se ce ne fosse stato bisogno, dello stato di abbandono delle carceri sarde e di un sistema che così com’è non è utile alla società”. Lo sottolinea, in una nota, Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” facendo osservare che purtroppo “non è rassicurante apprendere che a settembre 2023 avremo i Direttori in tutti e dieci gli Istituti Penitenziari. Significa infatti che per altri nove mesi tre titolari e due “a scavalco” si divideranno la responsabilità su 10 carceri in cui sono detenute anche persone in regime di 41bis”.
di Daniela Solito
La Repubblica, 31 dicembre 2022
Si tratta dell’iniziativa di Fondazione Sacra Famiglia e dell’Associazione in Opera per coinvolgere gli ospiti della Fondazione, pazienti con disabilità o patologie psichiatriche, e le persone detenute in attività ricreative di condivisione all’interno del carcere.
- “Le dimensioni della dignità nel lavoro carcerario”, di Francesca Malzani
- Giancarlo De Cataldo, romanzare la storia
- Il dovere di scegliere la speranza
- Migranti. Codice Ong, la premier media e avverte la squadra: sulla comunicazione non si può sbagliare
- Migranti. “Il decreto anti-ong? Il soccorso in mare non si può impedire”











