di Marco Tarozzi
Corriere dello Sport, 5 maggio 2023
Insieme ai volontari, quindici detenuti del carcere della Dozza libereranno via Fioravanti dai rifiuti. Lo sport è un patchwork di volti, storie, passioni ed emozioni. Ricerca del limite nelle sue espressioni più alte, ma anche potente strumento di aggregazione e spesso occasione di riscatto sociale. Lo sport, insomma, assomiglia alla vita, viaggia tra alti e bassi, cadute e rinascite.
di Marina Lomunno
Avvenire, 5 maggio 2023
L’arcivescovo di Torino tra i ragazzi del Ferrante Aporti: “Specchio di una società nichilista che non offre prospettive”. “Mi può benedire questa mano? Mi sono fatto male, sto passando un brutto periodo”. Omar (nome di fantasia), 17 anni, è uno dei 46 giovani detenuti all’Istituto penale minorile maschile “Ferrante Aporti” di Torino. Per la maggior parte stranieri, alcuni sono figli di immigrati di seconda generazione. Altri sono giunti con i barconi sulle coste italiane, soli e facile preda dell’illegalità.
di Marina Lomunno
vocetempo.it, 5 maggio 2023
Lorusso e Cutugno. Nel penitenziario torinese la celebrazione per due detenuti seguiti dai cappellani. Il tempo della pena trascorso dietro le sbarre può essere l’occasione per riscoprire le domande di senso che da sempre interrogano l’uomo quando è obbligato a rientrare in sé stesso, è ferito da una colpa, da un lutto, da un distacco dagli affetti. Capita che la perdita “forzata” della libertà per un reato commesso aiuti a riscoprire il senso religioso, il seme della fede ricevuto in dono da bambini, un germoglio che poi la gramigna e i rovi della vita hanno soffocato. Ma, come insegna la parabola del figliol prodigo, c’è sempre tempo per ritornare sui propri passi, per voltare pagina, per chiedere perdono: c’è un Padre che ci aspetta sempre per fare festa per il figlio o la figlia perduti e ritrovati.
cittadellaspezia.com, 5 maggio 2023
Spettacolo teatrale nell’ambito del progetto “per aspera ad astra”. Si terrà sabato 6 e domenica 7 maggio al Dialma Ruggero, lo spettacolo teatrale “Dirimpetto. Sinfonia d’un tratto di strada”, che vedrà in scena gli attori detenuti della Casa Circondariale della Spezia e un gruppo di studenti delle scuole superiori che partecipano al laboratorio “No Recess! Niente Intervallo”, con la direzione artistica di Scarti - Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione.
di Massimo Recalcati
La Stampa, 5 maggio 2023
La società dei consumi spinge alla mortificazione della vita. È la prigione-rifugio degli anziani e dei giovani ai margini. Sappiamo che esiste una forza e una poesia nella solitudine. Sappiamo che senza la “capacità di restare solo”, come si esprimeva un grande psicoanalista come Winnicott, non si dà alcuna possibilità di generare legami sociali fecondi.
di Leo Lancari
Il Manifesto, 5 maggio 2023
Con 179 voti a favore, 111 contrari e 3 astensioni ieri la Camera ha definitivamente approvato il decreto Cutro che prevede il taglio della protezione speciale, l’aumento dei centri per il rimpatrio con relativi tempi di detenzione e restringe l’accesso dei richiedenti asilo nel Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). Un giro di vite fortemente voluto dalla Lega e salutato al termine del voto con un applauso dai banchi del centrodestra.
di Federico Rampini
Corriere della Sera, 5 maggio 2023
Dopo l’evacuazione (con successo) di quasi tutti gli italiani e gli altri occidentali dal Sudan, abbiamo già declassato la gravità di quello che sta succedendo nel Paese? Ma quali sono le nostre responsabilità? Perché non interveniamo a fermare la violenza?
di Anna Zafesova
La Stampa, 5 maggio 2023
“Sono il campione di ascolto dei discorsi di Putin, mi addormento al suono della sua voce”. Dopo aver torturato Alexey Navalny con la fame, il freddo, la cella di punizione e l’abolizione delle visite, l’amministrazione del carcere dove è rinchiuso il leader dell’opposizione russa ha inventato un supplizio ideologico, costringendolo ad ascoltare a tutto volume il suo peggior nemico. Una “punizione creativa”, come la chiama il detenuto più famoso di Russia, che a lui ricorda “un libro di spie dove i prigionieri dovevano ascoltare a volume assordante le poesie di Mao Tsedong”. Più che un tentativo di rieducazione da rivoluzione culturale cinese, o da Arancia meccanica, questa innovazione nel regolamento carcerario della colonia penale numero 2 della regione di Vladimir sembra una tortura psicologica: le registrazioni con Putin vengono accese nella ora di “tempo personale” serale e durano fino al momento di coricarsi.
di Simona Buscaglia
La Stampa, 5 maggio 2023
La prima guida turistica donna dell’Afghanistan, fuggita dal suo Paese con l’arrivo dei talebani, si racconta al Festival dei diritti umani di Milano. “Abbiamo tutti il diritto di vivere in libertà, e noi che oggi abbiamo questa fortuna, dobbiamo pensare a chi non ce l’ha, parlare e fare sensibilizzazione: questa è la migliore arma contro i talebani”. Oggi Fatima Haidari ha 24 anni e frequenta l’Università Bocconi di Milano ma prima della presa di Kabul da parte dei talebani nel 2021 era la prima guida turistica donna dell’Afghanistan e insieme a delle amiche aveva fondato un’organizzazione per l’emancipazione femminile della quale era coordinatrice.
di Valentino Maimone
La Ragione, 4 maggio 2023
Seicento secondi. A ciascuno dei circa 55mila detenuti nelle carceri la legge impone che possa telefonare ai suoi cari una sola volta la settimana e per non più di dieci minuti. Come se non bastassero i penitenziari sovraffollati e fatiscenti, dove i suicidi si susseguono (84 nel solo 2022, un record), l’impossibilità di avere un contatto costante con gli affetti è l’ennesimo motivo di oppressione e angoscia per chi vive i suoi giorni in una cella.
- Nelle carceri non c’è spazio per i diritti delle detenute
- “Visitare i carcerati” il viaggio della speranza fa tappa in Campania
- Caro ministro Nordio, che fine ha fatto l’istanza di Cospito?
- “Con Nordio è in arrivo una vera riforma penale liberale”
- Violenza contro le donne, via libera del Senato alla legge Bongiorno, ma il Pd si astiene









