di Veronica Stigliani
La Repubblica, 6 maggio 2023
Esperti delle Nazioni Unite denunciano l’imminente esecuzione di chi protesta contro la megalopoli voluta dal principe Mohammed bin Salman. Condannati a morte con l’accusa di terrorismo, i tre membri della tribù saudita Huwaitat che si erano opposti al megaprogetto Neom rischiano l’esecuzione della pena in tempi brevi. A denunciare la sentenza sono stati alcuni esperti delle Nazioni Unite, che hanno espresso preoccupazione per il “rischio imminente” che questi uomini vengano giustiziati.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 maggio 2023
Aumentano le sottoscrizioni dell’appello promosso da diverse associazioni come “Sbarre di Zucchero”, Conferenza del volontariato della giustizia o la redazione Ristretti Orizzonti, per chiedere di mantenere il numero di telefonate e videochiamate giornaliere, così come durante l’emergenza pandemia. Diversi direttori dei penitenziari hanno prorogato tale disciplina.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 maggio 2023
Mentre si attende, forse invano, che la politica metta mano al regolamento penitenziario sul limite delle telefonate in carcere, ricordiamo la circolare del Dap emanata il 26 settembre scorso dove ricorda ai direttori penitenziari che hanno la possibilità, discrezionale di autorizzare i colloqui visivi o telefonici oltre i limiti stabiliti dal regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 maggio 2023
Misure cautelari valutate non più dal Gip ma da un collegio. E in secondo grado, da toghe della Corte d’appello: riforma quasi pronta. Costa (Azione): “L’ho proposto io insieme con l’interrogatorio di garanzia: si acceleri”.
di Irene Famà
La Stampa, 5 maggio 2023
La Corte d’Assise d’Appello ha di fatto decretato che Alex Pompa, il ragazzo che a Collegno ammazzò il padre Giuseppe al culmine di una lite, è colpevole. Sollevata una questione costituzionale, ma la decisione è presa. È stato un omicidio e non legittima difesa. Ma 14 anni di carcere sono troppi. La vicenda di Alex Cotoia, il ragazzo che la notte del 30 aprile 2020 ha ucciso il padre Giuseppe Pompa nel loro appartamento di Collegno al culmine di una lite, finisce davanti alla Corte Costituzionale. Lo ha deciso la Corte d’appello di Torino, che oggi, al termine di 6 ore di camera di consiglio, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale. Nei casi di omicidio di un familiare, infatti, non è possibile considerare certe attenuanti prevalenti rispetto all’aggravante del vincolo di parentela. La Corte d’appello sottolinea come serva, invece, “una pena calibrata e proporzionale” al fatto e alla personalità dell’imputato.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2023
Non sono quindi applicabili i calcoli di conversione della pena detentiva in quella pecuniaria consentiti al giudice di pace. Il reato di lesioni personali nella forma aggravata resta procedibile d’ufficio anche dopo le novità della Riforma Cartabia e non è quindi mai attratto alla competenza del giudice di pace. E la perseguibilità d’ufficio e la conseguente competenza del tribunale non consentono l’applicazione delle pene pecuniarie comminabili dal giudice di pace quando l’aggravante è compensata dal riconoscimento di attenuanti. In caso scatti tale bilanciamento tra circostanze sbaglia perciò il tribunale che - dopo la novella - condanni l’imputato rapportandosi alla pena pecuniaria applicabile dal giudice di pace. Infatti, la Riforma ha esteso le ipotesi di procedibilità a querela di parte alle lesioni lievi e non solo a quelle lievissime. Ma il reato aggravato non rientra nelle novità previste. Il Legislatore della Riforma entrata in vigore il 30 dicembre 2022 modificando in tal modo le condizioni di procedibilità del reato previsto dall’articolo 582 del Codice penale non ha in realtà esplicitamente attribuito la competenza al giudice di pace creando già una neonata giurisprudenza sul tema (si veda il precedente n. 12517/2023 dello scorso marzo).
milanotoday.it, 5 maggio 2023
La Camera penale milanese durissima contro l’assessore Granelli: “Affermazioni gravi e sgrammaticate”. Non si fermano le polemiche sulle posizioni di Marco Granelli, esponente milanese del Partito democratico e assessore alla sicurezza della giunta Sala, sui Cpr (Centri per il rimpatrio).
Corriere del Trentino, 5 maggio 2023
La biblioteca vivente a Riva del Garda. Domani dalle 15 alle 18 in piazza delle Erbe a Riva del Garda si potrà conversare con i “libri umani”, persone che nella quotidianità non avremmo occasione di incontrare e che spesso sono oggetto di pregiudizi e discriminazioni. In questo caso saranno i detenuti, i familiari, volontari e operatori degli istituti penitenziari.
citynow.it, 5 maggio 2023
Anche nella nostra regione Seconda Chance ha realizzato il proprio obiettivo grazie alla sensibilità di un noto imprenditore reggino. Ha preso servizio nella mattinata di ieri il primo detenuto che ha trovato lavoro in Calabria grazie all’associazione Seconda Chance e soprattutto grazie alla sensibilità e disponibilità del noto imprenditore reggino Carmelo Basile. Il titolare dell’importante e prestigiosa azienda Fattoria della Piana non si è fatto sfuggire l’occasione e ha subito accolto l’invito offerto dalla giornalista di La7 Flavia Filippi, ideatrice del progetto Seconda Chance. L’idea, che ha già ottenuto parecchie adesione al nord e al centro Italia, coinvolge ed appassiona adesso anche diversi imprenditori del Meridione.
di Fabrizio Morviducci
La Nazione, 5 maggio 2023
Corsi di avviamento al lavoro per i detenuti del Gozzini. Una iniziativa organizzata da Aspri, l’Associazione pelle recuperata italiana, nata a Scandicci nel 2019. Il prossimo 25 maggio con una cerimonia formale verrà inaugurata l’edizione 2023 del progetto, alla presenza del direttore della struttura, Vincenzo Tedeschi e della presidente di Aspri, l’imprenditrice Simona Innocenti. “Grazie al recupero della pelle (materia prima seconda) - ha detto Simona Innocenti - riusciamo a fare molte attività di interesse pubblico. L’iniziativa al Gozzini segue il primo corso di formazione interno al carcere di Sollicciano completato anche grazie anche al contributo della stessa regione Toscana”. Grazie all’attività formativa, vengono attivati tirocini extracurriculari di detenuti in art. 21 che possono uscire e rientrare dalla struttura, in modo da potenziare la loro formazione. “Grazie alle nostre aziende socie - ha aggiunto Simona Innocenti - tutte etiche e tutte italiane, diamo una seconda possibilità a tutti nella speranza di rafforzare l’integrazione. All’interno del Gozzini abbiamo realizzato un laboratorio permanente con strumenti di pelletteria grazie anche alla determinazione del direttore Vincenzo Tedeschi. Formeremo alcuni ragazzi detenuti e rilasceremo loro un attestato di competenze di mansioni addetto al banco pellettiero”. Al termine delle selezioni saranno in otto i detenuti che partiranno con il corso di formazione, per tutti loro la possibilità di cambiare vita, imparando un mestiere che in questo momento offre garanzie lavorative praticamente certe vista l’alta richiesta di personale formato.
- Bologna. Domenica appuntamento ecologico con Seconda Chance e Plastic Free
- Torino. L’abbraccio di Repole ai minori detenuti
- Torino. Battesimi in carcere, vince la speranza
- La Spezia. “Dirimpetto. Sinfonia d’un tratto di strada”, detenuti e studenti in scena
- La società dei consumi e quel male oscuro chiamato isolamento che soffoca i più fragili









