di Stefano Feltri
Il Domani, 2 gennaio 2023
Il 2022 ci ha lasciato due lezioni sulla disuguaglianza: le differenze di reddito e stili di vita non sono una calamità naturale, ma una scelta politica. Si possono accentuare o ridurre, dipende come si usano le risorse pubbliche (debito incluso). La seconda lezione è che in Italia qualcosa si può fare, i poveri si possono proteggere senza che questo significhi diventare una repubblica socialista o senza far piangere i ricchi.
di Simone Alliva
L’Espresso, 2 gennaio 2023
L’anno trascorso ci ha regalato un’anteprima di quello che verrà: istanze anti-trans, diritto all’aborto ridotto e nessun dibattito su fine vita e cannabis. Era prevedibile. Dopo la vittoria di Fratelli d’Italia alle elezioni. Prevedibile, forse inevitabile. L’avanzata dei diritti civili in Italia si arresta, in attesa dei passi indietro che il governo progetta tramite disegni di legge e iniziative di governo. Protagonisti di seconda linea (e di seconda mano) ripescati dal passato si sono insediati nei ruoli chiave dello Stato: figure oblique che arrivano dal mondo del Family Day, anti-abortisti, fascisti di ritorno. Gli eletti hanno portato dentro il Parlamento alcune delle parole d’ordine dei gruppi anti-scelta, slogan che nascondono battaglie regressive e aggressive nei confronti delle persone Lgbt, delle donne, delle minoranze. La “difesa della famiglia”, cioè la negazione dei diritti alle famiglie arcobaleno. La “libertà educativa”, che non prevede un’educazione laica fondata sui principi della non-discriminazione e dell’uguaglianza. Il “gender fuori dalle scuole” cioè lo spauracchio che nasconde la battaglia contro la possibilità che a scuola si parli di omotransfobia, di discriminazione, di sesso, di sessualità, di stereotipi. La “vita nascente”, l’impossibilità delle donne di abortire.
di Andrea Carandini
Corriere della Sera, 2 gennaio 2023
L’analisi di Giuseppe De Rita evidenzia le conseguenze di una decadenza dovuta alla distruzione della scuola. Il Paese ha bisogno di una nuova classe dirigente colta per uscire da una mediocrità mortificante.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2023
L’aver riportato il tema della povertà al centro del dibattito politico è stato certamente un merito, così come è stato un grande merito aver dato supporto economico in anni così difficili come quelli che abbiamo recentemente vissuto a milioni di persone.
di Marco Damilano
Il Domani, 2 gennaio 2023
I corpi fanno la rivoluzione in Iran. I corpi hanno cambiato le sorti della guerra in Ucraina. I corpi dei migranti. I corpi sono la pietra di inciampo del mondo chiuso e recintato dei partiti sovranisti e nazionalisti. Ma la loro assenza condanna la politica all’irrilevanza.
di Paolo Biondani e Leo Sisti
L’Espresso, 2 gennaio 2023
Versano risarcimenti record per evitare i processi. Ma per decine di multinazionali sono diventati costi aziendali, come mostrano i casi di recidiva. L’inchiesta de L’Espresso e del consorzio Icij su vent’anni di maxi-patteggiamenti in Europa e Usa, da Jp Morgan a Novartis, dall’Eni a Deutsche Bank.
di Tonia Mastrobuoni
La Repubblica, 2 gennaio 2023
Nata a Teheran, incarcerata dal regime degli ayatollah, scappata in Germania. È vice sindaca a Francoforte. E lancia un appello forte all’Ue. Un giorno, quando aveva 17 anni, Nargess Eskandari-Gruenberg tornò a casa e si ritrovò circondata da venti guardiani della rivoluzione. Le dissero di mettersi il velo e la trascinarono via.
La Repubblica, 2 gennaio 2023
Almeno 14 persone sono state uccise, tra cui 10 guardie, e 24 detenuti sono fuggiti durante un attacco armato di un commando in una prigione nella città settentrionale messicana di Città Juarez, al confine con gli Stati Uniti. Lo hanno riferito le autorità locali.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 1 gennaio 2023
Un suicidio ogni cinque giorni. E poi poco personale e una maggiore necessità di interventi per rafforzare la sanità. Per le carceri italiane il 2022 è quello che le associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti, viene definito “l’anno nero”. Nel 2022 sono stati 84 i detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre. A stilare il rapporto sono i volontari dell’associazione Antigone, sodalizio che da anni si occupa di diritti e delle garanzie nel sistema penale.
di Stefano Barricelli
agi.it, 1 gennaio 2023
Negli ultimi 12 mesi si sono tolti la vita 84 detenuti, uno ogni 5 giorni. Il record negativo precedente era del 2009, con 72 morti. Il presidente di Antigone: “Il sovraffollamento sta tornando a livelli preoccupanti”.
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