di Roberto Montoya
rainews.it, 22 dicembre 2022
Ascolto, vicinanza e senso di Carità verso il detenuto, indipendentemente dal reato commesso. Volontari e cappellani svolgono un lavoro fondamentale nel penitenziario romano: aiuto e supporto per le necessità dei reclusi con forte senso di solidarietà e grande rispetto verso la dignità della persona.
di Stefania Micheli
ilnuovogiornale.it, 22 dicembre 2022
Di carcere in Italia si parla poco o non abbastanza, una realtà a cui le persone “perbene” tendono a sfuggire quasi negandone la presenza, purtroppo tanta parte dell’opinione pubblica, nonché molti politici in cerca di facili consensi, preferisce discutere di punizione piuttosto che di rieducazione. Eppure la nostra Costituzione sancisce che la pena deve essere prima di tutto rieducativa e chi è in prigione nolente o volente è parte della nostra comunità e quindi prima o poi uscirà e tornerà all’interno della società. Per questa mancanza di attenzione i dati statistici parlano chiaro, in Italia la recidiva degli ex detenuti risulta essere altissima, sette su dieci tornano a delinquere, ma la percentuale precipita all’uno per cento per l’esigua minoranza di chi in carcere ha potuto lavorare.
Vigevano (Pv). L’apicoltura diventa la chiave per uscire dal carcere con il corso di Alberto Pizzini
di Vittorio Orsina
informatorelomellino.it, 22 dicembre 2022
Alberto Pizzini, noto veterinario mortarese che lavora per Ats, sta tenendo un corso di apicoltura presso il carcere dei Piccolini a Vigevano per rieducare e creare un futuro ai detenuti. Ne sono coinvolti nove del settore maschile. Presto si attiverà un corso anche per il settore femminile. Il corso nasce dalle volontà di Alberto Pizzini e del presidente dei “Nasi Arcobaleno Enrico Malandra”, associazione che lavora all’interno del carcere con percorsi riabilitativi. Sia la direzione sanitaria del carcere che Claudia Costa, un’assistente volontaria che da anni lavora con i detenuti su attività di bricolage e piccolo artigianato, hanno dato il loro assenso e plauso per l’iniziativa. Tanto che si è chiesta la collaborazione di Api Lombardia, l’associazione di riferimento per gli apicoltori, che rilascerà dei diplomi ai frequentatori di questo corso, il quale si compone di sette lezioni teoriche di un’ora e mezza ciascuna e cinque lezioni negli apiari, da svolgersi nella bella stagione dei fiori. I nove detenuti partecipanti, oltre ad apprendere le nozioni su come si gestisce un’arnia e le api, imparano a costruirle, coinvolgendo così anche gli altri laboratori presenti nel carcere, come quello di falegnameria, e a preparare il terreno dove saranno posizionate quelle da loro realizzate. Uno spazio apposito è già stato identificato all’interno dell’area carceraria. Davide Pisapia, direttore della Casa di Reclusione di Vigevano, spiega: ‘‘Abbiamo il dovere di avviare un percorso di rieducazione del detenuto che contempli ogni possibile attività atta a raggiungere questo importante obiettivo. Credo che il laboratorio abbia una significativa valenza da questo punto di vista. Le api sono animali meravigliosi, importanti per l’ambiente, sono laboriose e il loro studio può diventare importante per aiutare i detenuti; non solo imparano una attività spendibile una volta finita la pena, ma per riflettere e fare un percorso di crescita personale così da allontanarsi dalla possibilità di avere una recidiva. Sono già soddisfatto di quello che ho potuto vedere e mi auguro che quanto imparato possa poi essere rielaborato per una riflessione ulteriore e per, eventualmente, aprire una strada lavorativa dopo la detenzione. Spero anche che il progetto si possa evolvere coinvolgendo sempre più detenuti’’.
La Stampa, 22 dicembre 2022
Prima ha smesso di nutrirsi, poi non si è più alzato dal letto. Infine si è addormentato ed è rimasto così per un anno. È l’incredibile storia di Ahmed, un 28enne pakistano arrestato per una presunta violenza sessuale ai danni di minorenne. L’uomo si è risvegliato nell’ospedale Cardarelli di Napoli dove era stato ricoverato. A dare notizia di questo “risveglio” è il suo legale, l’avvocato Donato Vertone, che l’ha difeso nel procedimento giudiziario a suo carico a Napoli: ”Mi sembra un miracolo”. Un procedimento che però è andato avanti senza che l’imputato potesse essere ascoltato.
di Nicolò Vincenzi
L’Arena, 22 dicembre 2022
Sbarre di zucchero, nata dopo il suicidio a Montorio della 27enne Donatela, ha l’obiettivo di aiutare la popolazione carceraria: anche a Rovigo dove sono arrivati i beni donati dall’artista.
di Laura De Benedetti
Il Giorno, 22 dicembre 2022
Incontri di Natale con meno stress per i bambini figli dei detenuti del carcere di Lodi. A rendere l’ambiente degli incontri più colorato, piacevole e meno “spaventoso” sono stati alcuni progetti promossi dall’associazione Loscarcere odv, che hanno ottenuto il sostegno della Fondazione Comunitaria che creato una rete di collaborazione con altre associazioni attive nella casa circondariale di via Cagnola. “L’idea iniziale era quella di sistemare lo spazio destinato all’incontro con i bambini nel carcere di Lodi, di dedicare un operatore alla loro accoglienza e di collaborare con l’associazione Uisp, per una giornata di giochi - spiega Mara Valtorta, di Loscarcere -. Poi ci siamo resi conto che lo spazio fisico non era così ampio e abbiamo deciso soprattutto di lavorare sul fronte dell’accoglienza”. Il progetto ha seguito due linee parallele: da una parte, grazie a un programma di Liberarte, condotto da Federica Forleo, i detenuti hanno realizzato una serie di opere e piccoli arredi da collocare nella sala degli incontri. Dall’altro, in collaborazione con l’associazione Bambini senza sbarre, sono state formate delle operatrici che vengono allertate quando c’è in programma un colloquio che coinvolge dei bambini: arrivano in via Cagnola e accolgono e intrattengono i piccoli durante il momento dell’ingresso e la trafila dei controlli, che è sempre un po’ delicato. Stratagemmi per rendere minore lo stress di un bambino che vede il padre soltanto in uno spazio estraneo, per pochi minuti, in rare occasioni. Sulla difficoltà di questi incontri e in generale delle relazioni tra genitori detenuti e figli è stata realizzata una tesi di laurea con interviste ed è stato realizzato un video intitolato “A mio figlio non avevo ancora detto nulla”, che aiuta a comprendere la vergogna, il disagio, le difficoltà e i silenzi di questi rapporti familiari complicati.
di Anna Martino
La Repubblica, 22 dicembre 2022
Babbo Natale è arrivato nel carcere di Potenza. È stato lui in persona a consegnare i regali ai figli dei detenuti durante l’ora di colloquio con il loro papà. Un momento di quotidianità mancata dietro le sbarre, ricreata dalla direzione dell’area educativa e sicurezza.
di Paola Pioppi
Il Giorno, 22 dicembre 2022
L’impegno della cooperativa sociale Homo Faber che opera nella casa circondariale Bassone. Dall’idea di una casa che possa diventare un luogo di accoglienza per chi è in difficoltà e desidera rimettersi in gioco, nasce il progetto “Casa semi liberi”, promosso da Homo Faber, cooperativa sociale Onlus che opera all’interno della casa circondariale Bassone di Como come ente di formazione e come centro stampa. Tutti i corsi di formazione forniscono ai partecipanti competenze ogni volta diverse: i contenuti spaziano da corsi base e avanzati di diversi programmi grafici, ai principi base della creatività espressiva, approfondendo poi la figura del grafico pubblicitario, la gestione di una campagna pubblicitaria e la pubblicità coordinata, fino al recente corso che introduce gli elementi base del disegno industriale.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 22 dicembre 2022
Inserito l’obbligo di accettare qualsiasi proposta di lavoro, anche non congrua. Abrogato a partire dal 2024, cancellato, di fatto, fin da subito. Il reddito di cittadinanza ritoccato dalla legge di Bilancio non somiglia più neanche lontanamente alla riforma varata dal governo giallo-verde nel gennaio del 2019. Giorgia Meloni ha mantenuto la promessa formulata in campagna elettorale, svuotando di significato il provvedimento simbolo del grillismo. Il “colpo di grazia” è arrivato nella notte tra martedì e mercoledì, quando in commissione Bilancio viene approvato un emendamento, presentato da Maurizio Lupi, di “Noi moderati”, che sopprime la parola “congrua”, associata ad offerta di lavoro, dal testo vigente. In altre parole, il percettore di reddito di cittadinanza - che a partire dal 2023 non potrà comunque incassare più di sette mensilità, ancor meno delle otto previste nella prima bozza - sarà obbligato ad accettare qualsiasi proposta di lavoro (indipendentemente dalle proprie competenze, dalla distanza da casa e dalla retribuzione) pena la perdita del diritto all’assegno. Era l’ultimo mattone rimasto ancora in piedi della riforma costruita da Giuseppe Conte che adesso viene meno. E con esso cade la ratio del sussidio stesso, concepito non solo per tamponare gli effetti della disoccupazione ma anche per liberare le persone dal lavoro sottoqualificato (rispetto al proprio percorso) e sottopagato.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 22 dicembre 2022
Ci sono migliaia di utilizzi possibili dei telefonini al servizio della didattica: gli studenti potrebbero “farsi” la lezione da sé, o “farla” insieme con l’insegnante, invece di “riceverla”. Gli smartphone e la vita scolastica sono oggi incompatibili. E questo è un fatto. Ma temo che sia una brutta notizia più per la scuola che per gli smartphone.
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