di Giansandro Merli
Il Manifesto, 22 dicembre 2022
Mediterraneo. La memoria dell’avvocatura dello Stato nel ricorso di Sos Humanity prefigura la svolta. I nodi: porti rapidi ma lontani; coinvolgimento dei Paesi costieri e di bandiera. La Life Support arriva oggi a Livorno, la Sea-Eye 4 attesa domani.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 22 dicembre 2022
Viaggio nei centri di detenzione di tutto il mondo, dopo la richiesta di clemenza per Natale che Francesco ha rivolto ai Capi di Stato. Sovraffollamento ed emergenze igienico-sanitarie. Un recluso su tre è in attesa di giudizio, quasi il doppio rispetto all’obiettivo dell’Agenda Onu che prevede che tale quota non oltrepassi il 16,3%.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 22 dicembre 2022
L’Europa aveva già segnalato l’emergenza. Appena 15 giorni fa Bruxelles aveva annunciato al Consiglio d’Europa di aver installato nelle celle 281 letti a castello così da ridurre a 124 il numero di detenuti che dormono sul pavimento.
La Repubblica, 22 dicembre 2022
Approvata con 12 voti a favore e nessun contrario, tra le richieste il rilascio di tutti i prigionieri detenuti arbitrariamente, tra cui l’ex leader Aung San Suu Kyi, arrestata durante il colpo di Stato del 2021.
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 21 dicembre 2022
Mentre alcune centinaia di uomini e donne in regime di semilibertà si apprestano a tornare a dormire in carcere, dopo più di due anni di ottima prova in licenza straordinaria, in barba al principio di progressività nel trattamento penitenziario, il Ministro della giustizia, Carlo Nordio, ha individuato un nuovo capo dell’Amministrazione penitenziaria nella persona del procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Giovanni Russo, preannunciando così il congedo di Carlo Renoldi, che negli ultimi nove mesi ha retto il difficile incarico su mandato della precedente Ministra Cartabia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 dicembre 2022
“Dopo l’emergenza sanitaria, il futuro prossimo e meno prossimo del sistema penitenziario non potrà tornare a essere quello del passato. La pandemia ha mostrato in maniera impietosa la sua profonda crisi”. Così, tramite un documento, la Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale invita il nuovo esecutivo a una riflessione sullo stato del sistema penitenziario nel nostro Paese. “Il governo - si legge nel corposo documento indirizzato al ministro della Giustizia e ai presidenti delle Commissioni giustizia della Camera dei deputati e del Senato - si trova ad affrontare le sfide di un sistema penitenziario post- pandemico, sovraffollato e gravato da un numero di suicidi mai registrato prima e, al contempo, a gestire l’eredità di una serie di riforme mancate. Da ultima, la proposta a tre livelli (legislativo, regolamentare ed amministrativo) della Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario, la cui attuazione avrebbe potuto sortire risultati positivi per un trattamento delle persone detenute conforme a dignità ed umanità, ed al contempo per la funzionalità del sistema medesimo”.
di Lodovico Poletto
La Stampa, 21 dicembre 2022
Lo scrittore: “Ci sono reati per cui la reclusione è una reazione abnorme penso a un sistema penale minimo, con sanzioni alternative efficaci”.
di Elisabetta Aldrovandi
L’Identità, 21 dicembre 2022
Entrare in carcere è un’esperienza devastante, sotto ogni aspetto. Chi varca la soglia di una cella diventa un “ristretto”. Una parola che ben delinea il significato di una persona privata di tutto, a partire dal bene più prezioso: la libertà.
Il Messaggero, 21 dicembre 2022
I giudici ritengono che anche dal carcere l’uomo possa esercitare il suo ruolo di leader. Cospito deve rimanere in carcere, in regime di 41 bis. Alleggerire il regime vorrebbe dire permettere che eserciti il suo ruolo di leader dei gruppi anarchici. La detenzione ordinaria anche “in regime di alta sicurezza, non consente di contrastare adeguatamente l’elevato rischio di comportamenti orientati all’esercizio da parte di Alfredo Cospito del suo ruolo apicale nell’ambito dell’associazione di appartenenza”. È quanto scrivono i giudici del tribunale di Sorveglianza di Roma che hanno respinto il reclamo del difensore dell’anarchico in sciopero della fame da due mesi contro il 41 bis.
di Frank Cimini
Il Riformista, 21 dicembre 2022
Alfredo Cospito continuerà a essere torturato nel carcere di Sassari Bancali. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Roma rigettando il reclamo contro l’applicazione dell’articolo 41bis del regolamento penitenziario presentato dall’avvocato Flavio Rossi Albertini e discusso nell’udienza del primo dicembre scorso. Cospito, considerato l’ideologo della Federazione Anarchica Informale, continua lo sciopero della fame contro il carcere duro iniziato oltre due mesi fa.
- La vicenda di Alfredo Cospito. Quando la giustizia è smisurata e si compiace di esserlo
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