di Alessandro De Pascale
Il Manifesto, 27 novembre 2022
Le cartucce dell’italo-francese Cheddite, fatte tra Livorno e Bourg-lès-Valence, usate a Tehran e in altre città per sparare sulle proteste. Come già in Myanmar e Siria. Nonostante l’embargo.
di Maurizio Molinari
Corriere della Sera, 27 novembre 2022
La rivolta in nome di Mahsa Amini non accenna a diminuire. La Repubblica Islamica attraversa il momento di maggior vulnerabilità dalla sua nascita. A settantadue giorni dall’uccisione a Teheran di Mahsa “Zina” Amini la rivolta delle donne non accenna a diminuire, scuotendo le fondamenta della teocrazia degli ayatollah: per il sociologo Asef Bayat “stiamo assistendo alla nascita di un nuovo Iran”.
di Valter Vecellio
Il Dubbio, 26 novembre 2022
Ormai siamo a quota 79, un fenomeno inaccettabile che il Dubbio propone di provare ad arginare non attraverso chissà quale riforma, ma con 5 proposte semplicissime. Lodevolmente Il Dubbio ha promosso un appello sulla situazione nelle e delle carceri. Appello raccolto da un nutrito gruppo di personalità: Roberto Saviano, Gherardo Colombo, Luigi Manconi, Giovanni Fiandaca, Fiammetta Borsellino, Mattia Feltri, Ascanio Celestini, Francesca Scopelliti, Marco Bentivogli, Giuliano Pisapia, Tullio Padovani, Fabio Trizzino, tantissimi altri.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 26 novembre 2022
In un’intervista Vincenzo Semeraro racconta di come la sua vita sia cambiata dopo che si è assunto la responsabilità della morte della 27enne, una dei 79 detenuti che si sono ammazzati nel 2022, record del millennio
di Davide Varì
Il Dubbio, 26 novembre 2022
Il procuratore si candida alla guida del Dipartimento che si occupa di carcere e la cui poltrona vale più di 300mila euro. E si dichiara “vero garantista”.
di Paola Maggio*
Il Dubbio, 26 novembre 2022
Esprime un tentativo di sintesi non agevole fra garanzie ed efficienza, ma significativo di un cambio di passo. Sorprendono non poco le incursioni a pochi giorni dall’insediamento del nuovo governo sulla materia penale. Dal presidio penalistico rafforzato contro i rave, all’ergastolo ostativo, al rinvio della “riforma Cartabia”. Di quest’ultima, nel dibattito pubblico, qualche voce invoca non solo la già ottenuta procrastinazione temporale a opera dell’art. 6 d. l. 31 ottobre 2022, n. 162, subito oggetto di questione di costituzionalità, bensì la cancellazione, rea come sarebbe di un collasso della presunzione di innocenza e di una perdita della funzione cognitiva del processo. Se tutte le opinioni sono sempre meritevoli di considerazione e, anzi, di valorizzazione nel punto in cui auspicano una meditazione più ampia sui molti innesti operati dal d. lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, a beneficio di una migliore resa normativa, preoccupano invece le contrapposizioni manichee, dimentiche in qualche caso delle ragioni che hanno indotto alle modifiche.
Messa alla prova ampliata. Circolare del ministero della giustizia sulla riforma al via da fine anno
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 26 novembre 2022
La messa alla prova può scattare anche alla fine delle indagini preliminari. E può essere il pm a proporre all’indiziato il programma di lavori di pubblica utilità realizzato dall’ufficio esecuzione penale esterna. Ora che vi rientrano reati puniti con il carcere fino a sei anni, la probation assume “un’importanza strategica” per gli obiettivi del Pnrr: anzitutto tagliare i tempi dei processi, ma anche ridurre il numero di procedimenti in cui si arriva a dibattimento. È quanto emerge dalla circolare 3/2022 emessa dal dipartimento per la giustizia di comunità del ministero della giustizia che interviene sulle novità introdotte dal decreto legislativo 150/22, in vista dell’entrata in vigore differita al 30 dicembre.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 26 novembre 2022
Il discorso del presidente Mattarella nella Giornata per l’eliminazione della violenza. Nel 2022 una vittima di femminicidio ogni tre giorni, dati in crescita per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori. Sono state 19.600 le donne che hanno affrontato nel 2021 il percorso di uscita dagli abusi attraverso i Centri antiviolenza.
di Liana Milella
La Repubblica, 26 novembre 2022
La presidente della commissione Giustizia del Senato: “Dopo l’abrogazione del delitto d’onore servirebbe abrogare la mentalità cui era ispirato”.
di Alessia Ripani
La Repubblica, 26 novembre 2022
Mattarella: “Colpire le donne è un’aperta violazione dei diritti umani”. Meloni: “Basta barbarie. Prevenzione, protezione e certezza della pena”.











