di Frank Cimini
Il Riformista, 18 febbraio 2023
Le condizioni di salute di Alfredo Cospito sono sempre più critiche, dicono i difensori. “Rimette tutto quello che prende” spiega l’avvocato Flavio Rossi Albertini collegato in audio dal presidio degli anarchici in piazza della Scala a Milano con la partecipazione di una cinquantina di persone.
di Luisa Urbani
Il Millimetro, 18 febbraio 2023
Un pomeriggio nel carcere di Rebibbia con Franco. Una sensazione difficile da definire, sentimenti contrastanti che non riesci a decifrare. Paura e compassione. Paura perché sai entrando in una struttura dove sai che ci sono anche persone che hanno commesso brutali omicidi, compassione perché in fondo nessuno merita di morire sepolto tra quattro mura.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 febbraio 2023
Interrogazione di Roberto Giachetti di Italia Viva sul caso di Antonio Tomaselli, ha un cancro ed è ricoverato al San Paolo di Milano. Per l’avvocato c’è incompatibilità tra la detenzione e il diritto alla salute.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 18 febbraio 2023
L’associazione impegnata contro le condizioni estreme di carcerazione sostiene un parallelo ardito tra il Kenya e l’Italia. Ma così facendo sminuisce il tema di una giusta prevenzione (e l’applicazione dello stato di diritto).
di Luca Pons
fanpage.it, 18 febbraio 2023
Un recente rapporto dell’Oms ha analizzato le condizioni di salute dei detenuti di tutta Europa. Per l’Italia, però, c’erano pochissimi dati disponibili. L’associazione Antigone ha spiegato a Fanpage che i numeri sulle carceri sono sparsi e disorganizzati: quando si prova a metterli in ordine, emergono diversi problemi.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 18 febbraio 2023
Per un cammino di riscatto, dice al Sir l’ispettore generale dei cappellani, è importante un reinserimento lavorativo degli ex detenuti e una particolare attenzione ai più fragili. Sollecitati dal magistero di Papa Francesco e dalle istanze del Cammino sinodale, i vescovi italiani hanno esortato a promuovere e a sensibilizzare l’attenzione verso il mondo delle carceri.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 18 febbraio 2023
Potrebbe già esserci un “prima” e un “dopo” nei rapporti tra Giorgia Meloni e la magistratura. Prima dell’iscrizione nel registro degli indagati del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e dopo l’interrogatorio dell’esponente di Fratelli d’Italia per presunta rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio. Perché che l’atteggiamento dei meloniani nei confronti delle toghe da ieri sia cambiato è un dato di fatto testimoniato dalle parole dure pronunciate da alcuni dei colonnelli più vicini alla premier. A cominciare dal ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, nonché cognato della presidente del Consiglio, Francesco Lollobrigida, che ieri ha aperto più di uno spiraglio all’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sull’uso politico della magistratura. La proposta - rilanciata tre giorni fa dal capogruppo forzista alla Camera Alessandro Cattaneo, a poche ore dall’assoluzione di Silvio Berluconi nel processo Ruby Ter - era stata inizialmente accolta con freddezza dagli alleati di governo, con parecchi distinguo e vari freni a mano tirati all’improvviso per scongiurare di inaugurare una nuova stagione di contrapposizione tra poteri dello Stato.
di Maria Teresa Meli
Corriere della Sera, 18 febbraio 2023
La formazione di organismi parlamentari d’inchiesta spesso è sollecitata per “colpire” gli avversari. Ma se le commissioni nascono in queste condizioni difficilmente portano bene a chi le ha volute.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 18 febbraio 2023
Il sindacato della magistratura contro l’organo parlamentare chiesto da Forza Italia: “Basta leggere le motivazioni delle sentenze per capire le vicende”. Ma leggendo alcune sentenze (da Eni-Nigeria alla Trattativa) viene da mettersi le mani nei capelli.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 18 febbraio 2023
Quella commissione d’inchiesta sulla magistratura proposta ad alta voce da Forza Italia, e da Fratelli d’Italia sdegnata con fastidio, non è poi forse così inutile. È Carlo Nordio il boccone grosso, anche se è stato il sottosegretario Andrea Delmastro il primo ad abboccare all’esca avvelenata, con un comportamento che è poco definire sconsiderato.
- C’è obbligatorietà dell’azione penale e c’è stupidità dell’azione politica
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