di Sebastiano Canetta
Il Manifesto, 20 ottobre 2022
Svolta antiproibizionista. Chiusa la bozza finale della norma per la “vendita controllata” che potrebbe essere presentata già a fine dicembre: ogni maggiorenne potrà acquistare e detenere fino a 20 grammi di cannabis; sarà consentita la coltivazione in casa di massimo due piante per persona.
di Francesca De Benedetti
Il Domani, 20 ottobre 2022
“Siamo sconcertati”, è il commento che arriva dalla famiglia di Mario Paciolla, il 33enne napoletano che era in Colombia come operatore delle Nazioni unite in missione di pace e che è stato trovato morto il 15 luglio 2020 nel suo appartamento a San Vicente del Caguan.
di Simonetta Fiori
La Repubblica, 19 ottobre 2022
“Non smettete mai di difendere la vostra dignità e di reclamare i diritti”. Il presidente emerito della Consulta a San Vittore parla di Costituzione. Qualcuno si domanda: ma la mia voce chi la sente? Elena chiede gli abbracci del marito e dei figli, “sfiorarsi la punta delle dita non basta a tenere unita una famiglia”. Tutti citano la Costituzione, o forse sarebbe meglio dire s’aggrappano agli articoli della Carta, perché nel naufragio d’una vita è il solo bene sopravvissuto, lo scudo protettivo che garantisce l’ultimo residuo di libertà. “La Costituzione è stata scritta per i più deboli, non per chi ha già potere”: il monito dei padri costituenti sembra incarnarsi nelle facce di Alessandro, Munir, Adele e di molti altri detenuti a San Vittore, mentre fuori avanza un’Italia vincente pronta a liquidarla come un libro invecchiato.
di Francesco Lo Piccolo
vocididentrojournal.blogspot.com, 19 ottobre 2022
1. Qualche giorno fa ha tentato il suicidio in carcere uno dei tanti detenuti che conosco personalmente e che partecipano ai laboratori di Voci di dentro. Un ragazzone inquieto, appena 25 anni, la vita non gli è stata molto tenera e il carcere è stato per tanto tempo il suo pezzo di mondo. Con noi ha fatto un bel lavoro e ha recitato in uno spettacolo teatrale che abbiamo messo in scena il 23 giugno di quest’anno. Bravissimo a dispetto di chi lo definiva inaffidabile e borderline. Dopo il tentato suicidio - poche ore dopo il gesto - è stato trasferito. Succede sempre così. In tutte le carceri: uno tenta il suicidio a Roma, lo mandano a Velletri. E se succede a Velletri ecco che l’autore del gesto viene trasferito a Roma o in qualsiasi altro carcere. Invece di affrontare i problemi, invece di governarli e curare, la soluzione del sistema carcere è ancora sempre la stessa: rimozione del problema, allontanamento di chi rompe la quiete, quiete solo apparente, come ovvio.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 ottobre 2022
In galera perché indagato di aver abusato della sua posizione per introdurre droga e telefonini. Il garante nazionale chiede una linea guida, quelli territoriali temono la messa in ombra della loro funzione.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 ottobre 2022
Mauro Palma: “Da tempo sollecito l’adozione di Linee guida. Ora bisogna cambiare passo”. Ci sarebbero anche dei video e delle intercettazioni nelle mani dei carabinieri di Castello di Cisterna che ieri hanno arrestato, insieme ad altre sette persone, il Garante dei detenuti di Napoli, Pietro Ioia, accusato di aver introdotto illegalmente e dietro compenso telefoni cellulari e sostanze stupefacenti nel carcere cittadino di Poggioreale.
di Rita Bernardini
Il Riformista, 19 ottobre 2022
A volte sono i familiari, altre gli agenti. Pochi giorni fa è stato arrestato un cappellano per aver portato droga ai detenuti. Vediamo se le accuse a Ioia saranno provate. Ma nessuno metta in discussione il lavoro dei garanti.
di Liana Milella
La Repubblica, 19 ottobre 2022
Il Garante nazionale dei detenuti interviene sul caso di Napoli e chiede che i Comuni si attengano a criteri rigidi nella scelta di queste figure. Con l’Anci già sottoscritto un protocollo. Ioia aveva una pena accessoria interdittiva ai pubblici uffici che avrebbe potuto escluderlo.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 19 ottobre 2022
Da trent’anni la delega crea problemi qualunque sia l’esecutivo e la maggioranza chiamata a sostenerlo. Arrivati alla stretta finale sulla composizione del nuovo governo, la tessera che fa più fatica a incastrarsi nel mosaico è ancora quella del ministero della Giustizia. Sembrava l’ultimo ostacolo, ma ieri le nuove dichiarazioni e proposte di Berlusconi e altri esponenti di Forza Italia e Lega hanno reso improvvisamente più impervio il percorso per la formazione dell’esecutivo. T uttavia la difficoltà a scegliere il futuro Guardasigilli conferma che la “questione giustizia” resta foriera di divisioni e potenziali scontri, qualunque sia l’esecutivo e la maggioranza chiamata a sostenerlo.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 19 ottobre 2022
“L’unità delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti è una delle patologie del nostro sistema penale”. Come da ogni altra “malattia”, anche da questa “emergono tutte le altre disfunzioni collaterali di un codice ormai decrepito: l’obbligatorietà dell’azione penale, l’abuso della custodia cautelare, l’autoreferenzialità e irresponsabilità dei magistrati, via via fino alla chiusa obbligatoria della lentezza dei processi”. Nel giorno in cui Carlo Nordio viene designato da Giorgia Meloni ministro della Giustizia, il suo pensiero sulla giustizia viene stampato nella prefazione al libro “Non diamoci del tu. La separazione delle carriere” scritto da Giuseppe Benedetto, presidente della fondazione Luigi Einaudi, e pubblicato (nella collana “Problemi aperti”) dall’editore Rubbettino. Ecco dunque il Nordio-pensiero.
- Se le toghe chiedono alla politica di salvarle dal correntismo
- L’unica riforma da fare è separare le carriere tra civile e penale
- Liberiamo i pm dal “giogo” dell’appello alle assoluzioni
- Gratuito patrocinio, niente revoca per il reddito di cittadinanza taciuto se la variazione non è rilevante
- Avellino. Suicidio in carcere di Luigi Della Valle, l’Asl riconosciuta responsabile civile











