di Paolo Delgado
Il Dubbio, 13 dicembre 2022
Il ministro della Giustizia ha promesso di limitare gli abusi degli ascolti selavaggi, ma oggi il Senato converte un dl che consente l’utilizzo di altre “cimici”. Oggi il Senato convertirà in legge un dl Rave che somiglia appena a quello varato in origine e che nella sua formulazione, nella sua parabola e nel suo approdo finale rivela una confusione e un pressapochismo che sono per il governo una minaccia molto più temibile degli attacchi di un’opposizione per il momento inconsistente. Nella sua formulazione iniziale il decreto era uno svarione costituzionale macroscopico e il solo fatto che il consiglio dei ministri non se ne sia resto conto è elemento che desta a ragion veduta preoccupazione. Sulla base di quel testo le norme punitive si sarebbero potute estendere smisuratamente, dalle occupazioni alle manifestazioni: la Corte costituzionale non avrebbe potuto graziarla. Il governo ha dovuto ingranare una vertiginosa retromarcia e chiarire che la stretta si limita agli “eventi musicali”, risolvendo così un problema ma creandone un altro: perché tanto rigore proprio contro i raduni musicali di questo tipo, che oltretutto si contano su una mano sola, essendosi quest’anno svolti in Italia appena tre Rave illegali?
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 13 dicembre 2022
L’Antimafia si interessa nelle sue relazioni al sistema di protezione dei collaboratori e dei testimoni di giustizia. Mai che venga posta la questione se questa protezione la meritino davvero e davvero tutti i pentiti. Così si emettono sentenze, si ritirano patenti di moralità senza accorgersi che nel frattempo la lotta alla criminalità è crollata sotto il peso degli scandali e delle storture.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 13 dicembre 2022
È il reato più temuto da amministratori locali e dirigenti pubblici: l’abuso d’ufficio. Una fattispecie così aleatoria da spingere in molti casi a preferire la paralisi amministrativa. Gli ultimi dati rendono idea del disastro a cui si è di fronte: “Su 5.400 procedimenti nel 2021, nove si sono conclusi con condanne davanti al gip e diciotto in dibattimento”, ha riferito il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, la scorsa settimana al Senato, definendo queste statistiche “a dir poco allarmanti”.
di Giacomo Costa
Corriere Veneto, 13 dicembre 2022
L’uomo, trevigiano di Gaiarine, nel settembre del 2021 era stato arrestato assieme ad altri quattro con l’accusa di spaccio. La sveglia, la colazione, il rientro in cella, tutto nella norma, poi il malore improvviso, il mancamento da cui non si è più ripreso, nonostante l’immediato allarme dato dai compagni e gli sforzi dei sanitari del 118. Giovedì mattina, negli spazi del carcere di Santa Maria Maggiore, a Venezia, il detenuto 43enne Maurizio Moras è morto per quello che sembra essere un episodio imprevedibile, ma su cui ora la procura vuole provare a fare chiarezza.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 13 dicembre 2022
Era recluso a Secondigliano, dove avrebbe avuto un infarto: il pm ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso. Condannato all’ergastolo con il Maxiprocesso, ha passato quasi due terzi della sua esistenza dietro le sbarre. Il Garante campano dei detenuti: “Era malato da tempo, disumano non farlo morire a casa”.
di Ivan Grozny Compasso
padovaoggi.it, 13 dicembre 2022
In Consiglio comunale la relazione annuale del Garante, il dottor Antonio Bincoletto, ha toccato anche il tema della giustizia e di pene alternative. Elogio al terzo settore: “C’è bisogno non solo di personale ma anche di volontari”.
Latina Oggi, 13 dicembre 2022
Ieri mattina la bonifica di un tratto di lungomare col contributo di un gruppo arrivato dal penitenziario di Frosinone. Il vento era molto forte ieri mattina sul lungomare di Sabaudia ma non quanto la voglia di raggiungere un obiettivo davvero importante.
Corriere del Mezzogiorno, 13 dicembre 2022
Il viceministro Sisto in visita: “Straordinario, bello che la Polizia penitenziaria indossi capi cuciti da detenuti”. Una fabbrica nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), aperta nel febbraio scorso dopo un protocollo con la nota camiceria napoletana Isaia, che produce camicie per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria italiana.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 13 dicembre 2022
Da quest’anno le camicie per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria vengono prodotte nella Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Il progetto nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto nel febbraio scorso con Isaia, brand sartoriale napoletano ben noto a livello mondiale nella produzione di camicie. Già dalla primavera, 30 detenuti sono stati adeguatamente formati nell’utilizzo dei macchinari e nel confezionamento delle camicie. E da settembre scorso sono al lavoro nel laboratorio di sartoria maschile; saranno 40 a inizio del nuovo anno, quando comincerà la produzione a pieno regime.
lavocedelpopolo.it, 13 dicembre 2022
Presentata ieri a Milano un’indagine conoscitiva realizzata dalla Regione nelle carceri lombarde. Accendere un faro sulle condizioni di salute mentale delle persone in carcere e proporre soluzioni al crescente disagio psichico. Questo lo scopo dell’indagine conoscitiva, promossa dalla Commissione speciale di Regione Lombardia sulla situazione carceraria, illustrata ieri a Milano in un incontro cui hanno partecipato esponenti istituzionali regionali, della magistratura e degli avvocati, oltre che il Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma, collegato in video.
- Saluzzo (Cn). Le Opere Libere dei detenuti del “Morandi” in mostra al Monastero della Stella
- Quanto è difficile ottenere un’arma da fuoco in Italia?
- Vuoti normativi che supportano la cultura delle armi delle destre
- Migranti. Il governo avverte l’Europa: pronti a fare da soli
- Migranti. Decreto flussi, agli uffici dell’impiego la decisione: prima chi ha il reddito di cittadinanza, poi gli stranieri









