di Vittorio Feltri
Libero, 1 agosto 2022
Crediamo che i detenuti perdano ogni genere di diritti, ma quelli umani vengono riconosciuti pure alle persone private della libertà personale a causa della esecuzione penale. Tuttavia, i nostri istituti di pena versano in condizioni tanto degradanti che talvolta persino i diritti inviolabili della persona non possono essere garantiti, bensì vengono quotidianamente vilipesi.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 1 agosto 2022
Ergastolo ostativo, bimbi fuori dal carcere. E non solo. La fine della legislatura porta via con sé la possibilità di approvare leggi che avrebbero assicurato dei diritti. Leggi che in alcuni casi, come quelli appena citati, hanno ricevuto il sì della Camera ma si sono arenate in Senato. E, quindi, il percorso dovrà ricominciare da zero.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 1 agosto 2022
“In Italia se sei una persona detenuta transessuale il carcere duro è una conseguenza del tuo essere trans, non del reato che hai commesso. Il reato commesso è l’ultima cosa che conta”. Julia, donna trans 47enne, conosce bene le carceri italiane. Qui ha trascorso diversi anni della sua vita e ha dovuto superare momenti difficili, tra discriminazioni, transfobia e limitazione dei suoi già risicati diritti.
di Tiziana Roselli
Il Dubbio, 1 agosto 2022
Anche il report 2022 della Commissione europea sullo Stato di diritto chiede di continuare a percorrere la strada intrapresa, attraverso l’adozione dei decreti attuativi della riforma del processo civile e del processo penale, entro il 26 novembre per il civile e il 19 ottobre per il penale. La Relazione della Commissione europea sullo Stato di diritto, recentemente pubblicata in italiano, si è espressa favorevolmente in merito alle leggi che “intendono affrontare le gravi sfide legate all’efficienza del sistema giudiziario, compresi gli arretrati e la durata dei procedimenti”. Tutte riforme che comportano deleghe e annessi decreti attuativi.
di Marcello Maria Pesarini
Ristretti Orizzonti, 1 agosto 2022
Sento il dovere di intervenire sull’omicidio di Alika a Civitanova Marche come ex attivista nell’immigrazione e tutt’ora attivo nelle carceri e nella giustizia nelle Marche.
La sorella di Youns: “Civitanova come Voghera: ho visto la stessa malattia dell’Italia, il razzismo”
di Sandro De Riccardis
La Repubblica, 1 agosto 2022
Il fratello era stato ucciso con un colpo di pistola dall’assessore leghista che lo pedinava: “Mi ha fatto male pensare alla gente che filma e non interviene. Non hanno visto una persona ma un immigrato debole e malato preso di mira perché considerato di nessun valore. A sua moglie dico di non mollare nel chiedere giustizia”.
di Angelo De Mattia
Il Messaggero, 1 agosto 2022
La svolta che sta registrando il caso del brutale assassinio del Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, si presta ad alcune riflessioni. La prima, la più ovvia: ci sono voluti 12 anni per imboccare una pista che non sappiamo, anche in omaggio al garantismo, se darà risultati definitivi, ma che appare frutto di un lavoro serio, costante, tenace e rigoroso da parte della magistratura salernitana inquirente.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 1 agosto 2022
Gabriella Carsano, così si chiamava, aveva 68 anni e se n’è andata dopo 12 anni senza un sorriso, dopo aver provato tutto - ma proprio tutto - per far capire al sistema giustizia che lei sarebbe stata una mamma amorevole.
agenparl.eu, 1 agosto 2022
“È l’estate dei suicidi in carcere: una detenuta di Rebibbia (sezione femminile) Roma si è suicidata in cella, attraverso un cappio rudimentale. È la terza detenuta suicida dall’inizio dell’anno che registra già il record di 40 suicidi, uno ogni 5 giorni, 16 volte in più rispetto a quanto accade fuori”.
di Gianni Bazzoni
La Nuova Sardegna, 1 agosto 2022
Nei prossimi giorni a Bancali dovrebbero arrivare gli ispettori del ministero della Giustizia. Un provvedimento inevitabile in considerazione dei troppi aspetti da chiarire relativi all’ingresso in carcere di Giuseppe Pisano, il ragazzo di 26 anni di Sorgono (residente ad Austis) con problemi di carattere psichiatrico che nella notte di martedì ha colpito con violenza con uno sgabello il compagno di cella. Graziano Piana (nella fotina in alto), 51 anni, sassarese, è morto il pomeriggio del giorno seguente in ospedale dove era stato ricoverato in gravissime condizioni e sottoposto a un intervento chirurgico. L’obiettivo è quello di fare chiarezza sul percorso fatto dal ragazzo (anche dopo le dichiarazioni della mamma Arianna Pisano rilasciate ieri alla Nuova) che era già stato dichiarato pericoloso proprio a causa della sua precaria salute mentale.
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