di Luigi Manconi
La Repubblica, 14 dicembre 2022
L’approccio del ministro alla riforma della giustizia è sgangherato, come sostiene Bonini. Ma l’ex pm è un garantista in una compagine giustizialista. Ha ragione Carlo Bonini (La Repubblica, del 7 dicembre scorso) nel rilevare come per troppi anni siano mancate una riforma, ma anche un’autoriforma, della magistratura, che delle due componenti della giustizia (come potere e come servizio) valorizzasse la seconda ben più della prima.
di Paolo Borgna*
Avvenire, 14 dicembre 2022
Obbligatorietà dell’azione penale e intercettazioni, su molti temi manca un confronto vero, svincolato dalle contingenze politiche, fra tutti gli attori coinvolti: magistratura, avvocatura, università.
di Guido Stampanoni Bassi*
Avvenire, 14 dicembre 2022
Un programma ambizioso e persino rivoluzionario, ma propositi difficili da realizzare Caro direttore, il programma della giustizia penale illustrato dal ministro Carlo Nordio è suonato rivoluzionario e le reazioni, a volte scomposte, che ha suscitato ne sono la conferma. Rivoluzionario non tanto per i concetti che sono stati illustrati - non è certo la prima volta che sentiamo parlare di abuso della custodia cautelare in carcere, uso distorto delle intercettazioni e separazione delle carriere - quanto per chi li ha esposti (un ministro della Giustizia che per decenni ha ricoperto il ruolo di pubblico ministero) e per come lo ha fatto (essendosi detto disposto a “battersi sino alle dimissioni” per raggiungere l’obiettivo).
di Paolo Comi
Il Riformista, 14 dicembre 2022
La legge ‘Severino’ andrebbe “modificata” e - forse - anche “abolita”. Parola di ministro della Giustizia. In una lunga intervista ieri al Corriere della Sera, Carlo Nordio è tornato ancora una volta sulle norme volute dall’allora Guardasigilli del governo Monti e ritenute “inadeguate” per mancanza di “tassatività” e “specificità”. Nel mirino, oltre al reato di abuso d’ufficio, il temibile traffico di influenze illecite, lo spauracchio dei pubblici amministratori. Tali norme, nelle intenzioni, avrebbero dovuto agevolare, recependo una indicazione dell’Assemblea generale dell’Onu, il contrasto alla corruzione.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 14 dicembre 2022
È la solita storia del “premesso che”. Premesso che siamo garantisti, quello è un ladro. Premesso che siamo garantisti, è una vergogna. Premesso che siamo garantisti, è evidente che quella è una famiglia di farabutti. Premesso che siamo garantisti, insomma, garantiamoci il diritto di fare a pezzi un indagato, e la moglie, e la figlia, arrestate non si sa in base a quali imprescindibili esigenze cautelari, perché d’accordo che la giustizia deve fare il suo corso ma intanto ci pensiamo noi. Per il dovere di informare la gente. Per la difesa dell’onestà. Per la democrazia.
di Luca Casarini
Il Riformista, 14 dicembre 2022
12 dicembre 1969, il giorno della strage. Alcuni anni fa fu svolta una ricerca all’interno degli istituti superiori di Milano. Per la maggioranza degli studenti intervistati, la strage fu opera delle Brigate Rosse. Poi via via altre risposte. Pochi la attribuivano correttamente a fascisti e Stato. Sulla natura fascista della sua esecuzione, vi è certezza. Tutta l’operazione si svolse un giorno qualunque di un anno più che caldo, rovente, il 1969, con le piazze piene del conflitto sociale operaio e studentesco e 144 attentati, di cui 90 di matrice fascista.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 14 dicembre 2022
Se mai aprirà le sue porte la Commissione d’inchiesta su Tangentopoli, non ne varcheranno mai la soglia i testimoni più rilevanti dell’epoca, Severino Citaristi, Vincenzo Balzamo, Marcello Stefanini. I tre tesorieri dei principali partiti della Prima repubblica non ci sono più, e uno di loro, il socialista Balzamo, di Tangentopoli è addirittura morto, di crepacuore, con un infarto che l’ha annientato un mese dopo la prima informazione di garanzia per finanziamento illecito del partito.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 14 dicembre 2022
La Cassazione, sentenza 47031 depositata oggi”, ha confermato la testi più risalente in giurisprudenza anche a seguito di una recente modifica normativa.
centropagina.it, 14 dicembre 2022
L’associazione evidenzia di aver scritto ai sei Comuni sul cui territorio c’è un istituto di pena, senza ricevere risposta. Una lettera ai Comuni sul cui territorio si trova un istituto di pena o una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) per chiedere loro di istituire la figura del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Ciro Cuozzo
Il Riformista, 14 dicembre 2022
Aveva 30 anni, si chiamava Francesco Terracciano ed era papà di due gemelli nati sette mesi fa il detenuto che si è tolto la vita nella casa circondariale di Poggioreale a Napoli. È il suicidio numero 81 registrato nel 2022 in tutte le carceri italiane. Una strage senza precedenti che prosegue indisturbata e nell’indifferenza più totale. Tra suicidi e decessi sono 195 le vittime totali di un anno che terminerà tra poche settimane.
- Verona. Morte in carcere: “Elvira, quel suicidio taciuto per inaugurare l’area cani”
- Ivrea (To). Trasferiti direttore e comandante, otto agenti sospesi per un anno
- Ivrea (To). La cella delle torture. Il giudice: disumanità inaudita
- Trento. Mancano educatori, critica la situazione dei detenuti con patologie psichiatriche
- Milano. Con i detenuti del carcere di Bollate: “Fine pena quando?”









