di Francesca Mannocchi
La Stampa, 1 agosto 2022
A Tripoli riprendono gli scontri e Haftar punta ad allargare il controllo sulle fonti energetiche, ma così l’Europa rischia di legittimare un criminale di guerra e rafforzare la presenza russa.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 1 agosto 2022
Duecento cinquantuno condanne a morte eseguite nei primi sei mesi dell’anno, una media di una al giorno: la macchina della morte dello Stato iraniano sta tornando ai livelli della metà dello scorso decennio. Di questo passo, in questi giorni il totale delle esecuzioni del 2021, 314, sarà stato ampiamente superato. Mentre scrivo questo post, infatti, è già arrivato a 300. La legislazione iraniana prevede la pena di morte per numerosi reati, tra cui omicidio, traffico di droga, stupro e rapina a mano armata. Atti protetti dal diritto internazionale dei diritti umani come le relazioni omosessuali tra persone adulte e consenzienti, le relazioni extraconiugali e i discorsi ritenuti “offensivi nei confronti del profeta dell’Islam”, così come reati descritti in modo del tutto vago come quello di “inimicizia contro Dio” e “diffusione della corruzione sulla terra”, possono a loro volta essere puniti con la pena capitale.
di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 1 agosto 2022
Ahmed Samir Santawy, lo studente egiziano della Central European University di Vienna ha ottenuto la grazia e dopo oltre un anno dietro le sbarre, ha lasciato il carcere. Il giovane stava scontando una condanna a tre anni di reclusione per diffusione di false notizie in Egitto e all’estero, destabilizzazione della sicurezza dello Stato e diffusione del panico, in merito al suo lavoro di ricercatore nell’ateneo austriaco, dove frequentava un master e approfondiva il tema dei diritti delle donne in Egitto.
di Cristina Calzecchi Onesti
ladiscussione.com, 31 luglio 2022
Intervista a Sandro Libianchi presidente dell’associazione Co.No.Sci. Le carceri, come tutti i contesti confinanti, sono, per propria natura, concentratori di vulnerabilità sociali e sanitarie. Ma se a questo si aggiungono anche gli altri i problemi dei nostri istituti detentivi, dal sovraffollamento alle carenze di personale, la possibilità che si trasformino in luoghi ad alto rischio per la salute psichica e fisica diventa una certezza. Ne abbiamo parlato con il dottor Sandro Libianchi, dirigente medico per quasi 30 anni nelle carceri italiane e oggi cofondatore e presidente della associazione Co.No.Sci.
di Marcello Conti
La Repubblica, 31 luglio 2022
È la patologia più diffusa secondo le rilevazioni dell’Ars Toscana Presentata una ricerca sulla salute mentale nel carcere fiorentino di Sollicciano. Alessandro Margara, magistrato che per tutta la vita si è speso per i diritti dei detenuti, parlava del “carattere patogeno dell’istituzione penitenziaria”.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 31 luglio 2022
Aumenteranno le cause davanti al giudice di pace e si ridurranno quelle davanti al tribunale in composizione collegiale. Diminuirà il numero delle udienze, mentre si punta ad arrivare alla prima con un quadro già chiaro di cosa va provato e deciso. Più udienze online e processo telematico davanti al magistrato onorario.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 luglio 2022
Il 18 e 19 settembre i quasi diecimila magistrati italiani eleggeranno i nuovi componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. L’elenco dei principali candidati presentati dalle correnti e quelli indipendenti.
di Paolo Comi
Il Riformista, 31 luglio 2022
Il giudice Andrea Mirenda è candidato alle prossime elezioni per la componente togata del Consiglio superiore della magistratura. Sembra uno scherzo ma è vero. Mirenda, magistrato di sorveglianza a Verona e fautore da sempre del sorteggio per la scelta dei togati di Palazzo dei Marescialli, è stato a sua volta sorteggiato questa settimana dall’Ufficio elettorale presso la Corte di Cassazione.
di Gloria Riva
L’Espresso, 31 luglio 2022
Applicare le quote rosa nei consigli comunali riduce drasticamente il numero dei casi di violenza mortale. “Votare con le norme per la parità di genere modifica alla radice la cultura e la consapevolezza della popolazione nei confronti del corpo femminile”. In anteprima per L’Espresso i dati dell’indagine Gssi.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 31 luglio 2022
Civitanova Marche. Alika Ogorchukwu, 39 anni, ucciso in pieno centro tra i passanti che filmano ma non intervengono. La città marchigiana è divisa. “We need justice”. Abbiamo bisogno di giustizia. È gridando queste parole che la comunità nigeriana del maceratese ieri è scesa in strada a Civitanova Marche, dove venerdì pomeriggio Alika Ogorchukwu, 39 anni, è morto dopo essere stato picchiato da Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo in pieno centro, davanti a tanti testimoni che hanno ripreso la scena senza però intervenire.
- Padova. Detenuto di 36 anni muore suicida alla Casa di Reclusione
- Roma. Detenuti e cani, insieme per la libertà
- Cuneo. I Radicali cuneesi scettici sull’inizio dei lavori nel carcere di Alba
- Torino. L’edicola è chiusa per ferie, niente giornali ai detenuti
- Salerno. Fuorni, una giornata all’insegna della musica nel carcere











